In un contesto macro economico caratterizzato da una contrazione complessiva di mercato e dall’introduzione di nuove norme regolamentari, l’ultimo trimestre del 2019 ha fatto registrare una flessione pari a -2,9% del numero di richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane agli istituti di credito rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

A livello di intero anno la variazione delle richieste di credito risulta pari a -3,4% rispetto al 2018, rafforzando ulteriormente la dinamica negativa rispetto ai primi trimestri  dell’anno. La dinamica in atto va contestualizzata rispetto allo stato di salute delle imprese italiane che, pur adottando un atteggiamento cauto, vede comunque una progressiva diminuzione del numero di fallimenti, dei ritardi nei pagamenti commerciali e un miglioramento del tasso di default, che risulta in contrazione a partire dal 2014.

Queste quanto emerge dalle elaborazioni effettuate da CRIF sulla base del patrimonio informativo di EURISC - il Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF.

Entrando maggiormente nel dettaglio, l’analisi condotta da CRIF consente di distinguere l’andamento del numero di richieste da parte di società di capitali e di imprese individuali. Queste ultime, che rappresentano la componente preponderante del tessuto imprenditoriale domestico, nell’anno appena concluso mostrano un calo del -7,2%, ben più alto rispetto al -0,9% fatto segnare dalle Società di capitali.

Si contraggono anche gli importi medi richiesti

Altro dato significativo che emerge dall’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF è rappresentato dal calo dell’importo medio richiesto, che a livello di intero anno 2019 si attesta a 65.790 (-1,9% rispetto al valore registrato nel 2018) nell’aggregato di società di capitali + ditte individuali.