Se uno dei due genitori trova lavoro, dopo aver mandato la richiesta dell’assegno unico INPS, è possibile modificarla per prendere la maggiorazione prevista?

Questa è la domanda che ci rivolge una lettrice, la quale, al momento della domanda per ottenere l’assegno unico, non lavorava.

Inizialmente dunque, solo il marito era titolare di reddito da lavoro e, in base a questi requisiti e al valore dell’Isee, è stato calcolato per loro l’importo dell’assegno unico spettante per i figli ogni mese.

Da poche settimane, la nostra lettrice ha iniziato a lavorare. È al corrente, e si tratta di un’informazione corretta, del fatto che, in caso di genitori che lavorano entrambi, la normativa prevede un aumento dell’importo dell’assegno mensile, pari a 30€ per ogni figlio minore.

Come procedere, a questo punto, per ottenere la maggiorazione? Come modificare la domanda inoltrata all’Inps? Ecco la risposta e la spiegazione di come procedere con la corretta documentazione da fornire.

Inps, assegno unico: quando spetta la maggiorazione per genitori lavoratori

La normativa che disciplina l’assegno unico e la sua erogazione prevede, in alcuni casi specifici, delle maggiorazioni per gli aventi diritto.

Si tratta di mamme giovani under 21, di famiglie numerose con più di tre figli a carico, di nuclei familiari al cui interno è presente un figlio con disabilità. Ed è anche il caso, che nella fattispecie stiamo prendendo in esame, di entrambi i genitori che lavorano.

Ciò che è noto infatti è che, in caso di genitori entrambi titolari di reddito da lavoro, spettano 30€ al mese in più sull’assegno Inps, per ogni figlio minore. Questo è l’importo previsto per nucleo familiare con valore Isee 2022 inferiore a 15.000€.

Man mano che tale valore Isee aumenta, allora la somma spettante, relativa alla maggiorazione, diminuisce, fino ad azzerarsi nel momento in cui si raggiungono 40.000€ di Isee.

Nel caso di nostro interesse, i redditi devono risultare provenienti da:

  • lavoro dipendente o assimilato
  • da pensione
  • reddito da impresa
  • da occupazione autonoma.

Rientrano in tale casistica anche le prestazioni sportive professionistiche non occasionali e le indennità corrisposte ai giudici onorari di pace e ai viceprocuratori onorari.

Infatti, è quanto riportato la Circolare INPS n.23/2022.

Veniamo ora a illustrare quella che è la procedura da seguire per richiedere la maggiorazione.

Come modificare la domanda INPS, per la maggiorazione assegno unico 

L’ipotesi dunque è che la famiglia in questione sta già percependo l’assegno unico e universale per i figli minori e che, nel frattempo, anche la madre abbia trovato lavoro.

Ebbene, come si legge su ilpatronato.it, 

Si fa presente che tali redditi devono essere posseduti già al momento di invio della domanda.

Questo sta a significare che innanzitutto sarà necessario, a tempo debito, modificare e aggiornare l’Isee, per inserire anche i nuovi redditi da lavoro prodotti dalla madre.

Solo successivamente a tale passaggio, allora sarà possibile presentare nuovamente la domanda per l’assegno Inps.

In base al nuovo valore Isee, sarà possibile non solo includere la maggiorazione per genitori lavoratori nel totale ma lo stesso importo dell’assegno, in favore di ogni figlio minore, potrà subire variazioni.

Ricordiamo infatti che, secondo le tabelle per il 2022, l’importo è di 175,00€ al mese, per figlio, se l’Isee non supera i 15.000€ annui. Più tale valore aumenta e più l’assegno diminuirà.

INPS, assegno unico: ecco cosa fa aumentare o abbassare l’Isee

L’importo dell’assegno unico che spetta ad ogni famiglia con figli a carico è legato al valore della soglia Isee del proprio nucleo familiare per quell’anno.

Va da sé che, più si abbassa tale valore e più si alza la somma da ricevere in bonifico ogni mese.

A tal proposito dunque, è utile fornire qualche informazione su quali sono gli elementi che fanno alzare oppure abbassare il valore del reddito del nucleo familiare, ai fini Isee.

Senza dubbio, un genitore che trova lavoro successivamente alla presentazione dell’Isee per l’anno in corso, va ad aggiungere redditi di lavoro che innalzeranno la soglia Isee.

È il caso che abbiamo esaminato.

Anche gli alimenti ricevuti dall’ex coniuge rientrano nei redditi percepiti, così come il canone di locazione percepito su un immobile di proprietà dell’affitto.

C’è però anche un risvolto della medaglia altrettanto interessante da considerare. Se la lettrice in questione ora produce reddito ma partorirà un nuovo figlio, allora il nuovo componente del nucleo familiare andrà ad abbassare la soglia Isee disponibile.

L’Isee si abbassa anche in caso di cambio di residenza di uno dei componenti, diminuzione del reddito o del patrimonio e variazioni della giacenza media.

A tal proposito consigliamo di approfondire l’argomento grazie a questi due contenuti già pubblicati sul tema, che riguardano proprio i modi possibili per poter abbassare l’Isee in maniera legale e come invece abbassare la giacenza media, che rappresenta uno dei fattori principali che concorrono a formare il reddito a fini Isee.