In questa breve guida andremo a conoscere più nel dettaglio una delle misure di sostegno alla famiglia, che il Governo ha riconfermato anche per tutto il 2021.

La misura dell’assegno di natalità, più comunemente conosciuto come Bonus bebè, è un sostegno rivolto a tutti i neogenitori, indipendentemente dal reddito familiare, l’indicatore della situazione economica equivalente.

Il bonus bebè è una tra le misure in sostegno alle famiglie più conosciute, tra quelle che sono erogate dall’istituto nazionale per la previdenza sociale.

Andiamo a scoprire più nel dettaglio di cosa si tratta, a chi è rivolto questo bonus, quali sono gli importi che vengono erogati dall’INPS e quando scadrà.

Prima, però, vi lascio un video del canale YouTube della Redazione The Wam, in cui viene spiegato perfettamente il sostegno economico mensile alle famiglie italiane:

Bonus per i bebè, l’assegno familiare di Inps

Come dicevamo pocanzi, il bonus bebè, o assegno di natalità, è una tra le misure in sostegno alla famiglia e alla genitorialità, più conosciute, ma allo stesso tempo più dibattute. 

Molte volte, infatti, si generano incomprensioni o dubbi sulla misura, in particolar modo dubbi legati agli importi, che sappiamo INPS corrisponde basandosi sull’ISEE, l’indicatore della situazione Economica Equivalente, aggiornato. 

Questo bonus, però, avrà ancora poco più di un mese di vita, poiché, dal 2022 verrà definitivamente accantonato, per lasciar spazio all’Assegno Unico e Universale, misura approvata proprio quest’anno in Senato e che è stata oggetto di lodi, anche da parte del Papa, ma anche di non poche polemiche

L’assegno unico e universale, infatti, andrà a sostituire la maggior parte delle prestazioni alla famiglia erogate da Inps che, ad oggi probabilmente, hanno un valore più alto di quello che la famiglia andrà poi a percepire con l’Assegno Unico e Universale. 

C’è però da dire una cosa a tal proposito: se da un lato, è vero che gli importi dell’Assegno Unico e universale saranno minori della somma delle prestazioni alla famiglia che possono essere richieste ad Inps, dall’altro lato è anche corretto dire che l’Assegno Unico e Universale verrà erogato per più tempo

L’erogazione dell’assegno di natalità, infatti, è limitata ad un solo anno, mentre quella dell’assegno unico e universale inizierà, su domanda, al termine del settimo mese di gravidanza e cesserà al compimento del ventunesimo anno di età del figlio

Inps, il bonus bebè come funziona

Come dicevamo poco fa, il bonus bebè è un contributo per le famiglie che non è stato introdotto nel 2021, ma solo riconfermato, poiché esisteva già negli anni precedenti. 

È rivolto a tutte quelle famiglie che che hanno registrato una nuova nascita, un'adozione o una pre-adozione nel corso del 2021.

Questo, infatti, è il primo requisito che dovrà essere soddisfatto per poter far richiesta del bonus bebè: avere un bebè.

Occorrerà, poi, convivere con il bebè. Sul sito ufficiale dell’Inps, nella pagina dedicata alla prestazione, si legge, infatti, tra i requisiti obbligatori per poter richiedere il bonus:

“convivenza con il figlio (figlio e genitore richiedente devono essere coabitanti e avere dimora abituale nello stesso comune).”

Passiamo, poi, al reddito della famiglia. Questo non è un requisito indispensabile, se non ai fini dell’erogazione dell’importo. Mi spiego meglio:

per richiedere il bonus bebè è consigliabile, se avete un reddito inferiore ai 40 mila euro, fare richiesta allegando un indicatore della situazione economica equivalente aggiornato. Inps, infatti, eroga gli importi sulla base del reddito ISEE

Per questo abbiamo tre fasce di pagamento. L’ultima, corrisponde a tutti i redditi superiori ai 40 mila euro. Qualora la famiglia non allegasse, al momento di presentazione della domanda, un ISEE aggiornato, l’istituto erogherà ugualmente il bonus bebè, ma con la cifra minima, quella per redditi over 40 mila euro.

Ecco gli importi che vengono erogati mensilmente e annualmente alle famiglie

  • Con ISEE fino ai 7 mila €, l’istituto per la previdenza sociale corrisponde alla famiglia del neonato 160 euro al mese, ovvero 1.920 euro all’anno;
  • Con ISEE compreso tra i 7.000,01 euro e i 40 mila euro, l’istituto previdenziale INPS eroga alla famiglia del bebè 120 euro al mese, 1.440 euro all’anno; 
  • Infine, con ISEE superiore ai 40 mila euro o senza la presentazione dell’indicatore per la situazione economica equivalente, Inps corrisponde alla famiglia 80 euro al mese, 960 euro all’anno. 

È bene chiarire due cose, però: la prima è che se la famiglia alla presentazione della domanda non porta l’ISEE aggiornato, ma lo porta in un secondo momento, l’importo viene ricalcolato dal mese di presentazione dell’ISEE, per poi essere erogato con l’aumento dal mese successivo. 

La seconda è che gli importi, dal secondo figlio subiscono una maggiorazione del 20% sugli importi calcolati, pertanto avremo la seguente situazione:

  • Con ISEE fino ai 7 mila €, l’istituto per la previdenza sociale corrisponde alla famiglia del neonato 192 euro al mese, ovvero 2.304 euro all’anno;
  • Con ISEE compreso tra i 7.000,01 euro e i 40 mila euro, l’istituto previdenziale INPS eroga alla famiglia del bebè 144 euro al mese, 1.728 euro all’anno; 
  • Infine, con ISEE superiore ai 40 mila euro o senza la presentazione dell’indicatore per la situazione economica equivalente, Inps corrisponde alla famiglia 96 euro al mese, 1.152 euro all’anno. 

Le compatibilità della misura del bonus bebè

Come ogni bonus che si rispetti, anche il bonus bebè ha delle compatibilità con altri sostegni economici mensili. Tra le compatibilità della misura, in prima linea troviamo sicuramente il Reddito di Cittadinanza. Il reddito di cittadinanza, infatti viene erogato da Inps mensilmente alle famiglie in disagio economico. 

Sappiamo che la misura del RdC andrà in contro ad alcune modificazioni nel 2022, come il décalage dopo il rifiuto della prima proposta del lavoro fatta da un’agenzia per il lavoro. Per tale sussidio economico mensile, inoltre, verranno effettuati anche controlli più capillari per evitare situazioni spiacevoli come quelle di inizio mese, o quelle più recenti di ieri. 

Gli evasori del reddito di cittadinanza, infatti, sono costati la bellezza di 60 milioni di euro, secondo gli aggiornamenti di ieri, che devono essere sommati ai 20 milioni di euro in truffa del 3 novembre 2021. Sembra evidente che maggiori controlli servano al più presto. 

Il bonus bebè, poi, è compatibile anche con il reddito di emergenza, la misura introdotta lo scorso anno a seguito dello scoppio della pandemia di Coronavirus e che, è molto probabile, che saluteremo per sempre questo 2021. 

La misura è stata introdotta a seguito dei lockdown che hanno completamente paralizzato la Penisola. È un reddito che va dai 400 agli 840 euro per famiglie in disagio economico. Probabilmente, con il decreto sostegni bis e con le riaperture si è conclusa, fortunatamente, l’era di questo sostegno. 

Il bonus bebè è compatibile anche con il bonus mamma domani, un sostegno di 800 euro che l’istituto per la previdenza sociale eroga ai neogenitori, previa presentazione della domanda, entro un anno dalla nascita, dall’adozione o affidamento preadottivo.

Anche per questo bonus ci sarà vita breve, dato che verrà inglobato nella misura dell’Assegno Unico e Universale, a partire da gennaio. Per questo bonus non occorre presentare l’ISEE. Basta richiederlo entro un anno dall’adozione, la nascita o l’affidamento preadottivo. Inps lo corrisponderà in un’unica tranche, dunque il pagamento non verrà dilazionato.   

Fino alla fine dell’anno, poi, il bonus potrà essere percepito insieme all’Assegno unico Temporaneo per i soli figli minori. Inps ha infatti dato la possibilità alle famiglie di ricevere un doppio importo per i sei mesi di rodaggio dell’assegno unico. 

Anche l’assegno temporaneo, poi, giungerà al termine e lascerà spazio al vero e proprio assegno unico e universale che partirà nel 2022.

Bonus bebè chi è che lo sostituisce?

Il bonus bebè ha ancora poco più di un mese di vita. Da gennaio, infatti, Inps lo eliminerà definitivamente dalle misure che vengono erogate mensilmente. Anche se non è chiaro quando partirà, il 2022 è l’anno dell’Assegno Unico e Universale. 

La misura doveva partire a gennaio 2022, ma stando agli ultimi aggiornamenti, il bonus per le famiglie partirà a marzo, con due mesi di ritardo

Si pensa che questo ritardo sia voluto, per permettere alle famiglie di aggiornare gli indicatori per la situazione economica equivalente e, poi, procedere ad inoltrare la richiesta. 

I parametri di distribuzione dell’assegno unico e universale sono due: il numero dei figli e l’ISEE. Fino a due figli spetterà il medesimo importo per ciascun figlio, con tre o più figli l’importo spettante per ogni figlio sarà aumentato di qualche decina di euro. 

L’assegno unico e universale viene distribuito, poi, in base all’ISEE. Gli importi verranno versati, come sempre, in maniera inversamente proporzionale: più sarà alto il reddito, meno spetterà alla famiglia. Si pensa che, anche con l’assegno unico e universale, come per l’assegno temporaneo, dopo la soglia dei 50 mila euro, non verrà più corrisposto nulla. 

Infine, è bene ricordare che il bonus sarà indirizzato, non più solo ai figli minori, ma anche ai maggiorenni fino ai 21 anni. Questo, per aiutarli e iniziarli ad un’autonomia economica. Ovviamente, i giovani dovranno essere impiegati in qualche attività, come:

  • università
  • tirocinio
  • lavoro a basso reddito
  • iscritti presso un’agenzia per il lavoro.

Non ci resta, ora, che attendere il nuovo anno per scoprire qualcosa in più sulla nuova misura universale e, nel frattempo, approfittare degli ultimi mesi per poter richiedere il bonus bebè.