INPS, nuovo bonus per figli disabili: mentre le famiglie italiane continuano a inviare domanda per l’assegno unico, richiedibile a partire da gennaio di quest’anno, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale mette a disposizione un nuovo bonus famiglia.

Risale, infatti, al 31 gennaio 2022 il messaggio, pubblicato anche sul canale Facebook dell’Istituto, che annuncia il rilascio della procedura telematica per richiedere il contributo per genitori disoccupati e monoreddito con figli con disabilità. 

A differenza dell’assegno unico, quindi, stiamo parlando di un nuovo bonus famiglia dalla platea ben più ristretta, ma indirizzato anche a quanti percepiscono il reddito di cittadinanza, sempre se in presenza dei requisiti. 

È proprio dei requisiti che servono per inviare la richiesta che parleremo in questo articolo, oltre che degli importi spettanti, della percentuale di invalidità e dove reperire questa informazione, nonché della procedura per inviare la richiesta tramite i consueti canali INPS. 

INPS, nuovo bonus per figli disabili: cos’è e a chi è rivolto

Nel 2022, non solo assegno unico per i figli a carico. Sono molte le famiglie che stanno richiedendo la nuova misura che va a inglobare in sé la maggior parte dei bonus famiglia (tra bonus mamma domani, bonus bebè, assegni familiari, fa eccezione il bonus asilo nido che potrà essere richiesto anche per quest’anno). 

Ma i contributi economici in favore delle famiglie non finiscono qui. E, in attesa della pubblicazione della circolare da parte dell’Istituto, che conterrà le disposizioni della Legge di Bilancio 2021 e le istruzioni operative per la gestione degli accrediti, sul sito INPS sono già presenti tutte le informazioni relative al nuovo bonus per figli disabili 2022. 

Si tratta di: 

un assegno mensile corrisposto, previa domanda, in favore dei genitori disoccupati e monoreddito con figli a carico con una disabilità riconosciuta non inferiore al 60%.

Un contributo, quindi, che vede una platea alquanto ristretta. Possono, infatti, richiedere il bonus i nuclei familiari composti da un solo genitore con uno o più figli disabili a carico, che non abbia un lavoro o il cui reddito da lavoro dipendente non superi la soglia di 8.145 euro all’anno o 4.800 euro all’anno se lavoratore autonomo. 

Nuovo bonus INPS per figli disabili, i requisiti: chi può farne richiesta 

Per poter inviare la domanda di contributo per i figli disabili, non basta che il nucleo sia monoparentale e il figlio abbia una percentuale di disabilità dal 60% (percentuale che può essere reperita consultando il verbale d'invalidità). I requisiti, infatti, sono legati anche al valore dell’ISEE. Un elemento, questo, che potrebbe restringerne ulteriormente la platea. 

Per richiedere il bonus per figli disabili 2022, infatti, c’è bisogno che il genitore richiedente rispetti i seguenti requisiti: 

deve avere la residenza in Italia; deve avere un ISEE che non superi i 3.000 euro; deve essere, come già accennato, disoccupato (o monoreddito) e deve appartenere al nucleo familiare monoparentale. 

Per quanto riguarda l’ISEE è bene specificare che, per i nuclei familiari con figli minori, l’ISEE richiesto è l’ISEE minorenni, ISEE ordinario nel caso di nuclei composti da genitori coniugati. 

Bonus INPS per figli disabili, gli importi: quanto spetta al mese

Il pagamento del bonus INPS per figli disabili viene accreditato ogni mese. Questo sempre che il genitore abbia inoltrato richiesta e la domanda sia stata accettata. 

L’importo massimo del contributo non supera i 500 euro. Il diritto all’importo pieno dipende dal numero di figli affetti da disabilità presenti nel nucleo familiare. Infatti, gli importi sono così suddivisi: 

per 1 figlio disabile: 150 euro al mese; con 2 figli disabili (sempre riconosciuta al 60%): 300 euro; più di 2 figli disabili: 500 euro al mese. 

Come specifica anche la scheda di presentazione del contributo presente sul sito INPS, qualora le risorse stanziate per il bonus dovessero rivelarsi insufficienti, vengono stabilite delle priorità. 

In primis, ai nuclei familiari che hanno un valore ISEE più basso. Qualora il valore dell’ISEE, invece, fosse uguale, la priorità viene data ai nuclei familiari in cui è presente un figlio minore non autosufficiente. Ancora, la priorità verrebbe data ai nuclei familiari con figli con grave disabilità e, a seguire, a nuclei con figli con un grado di disabilità media.

Si ricorda, inoltre, che il bonus può essere richiesto anche per il 2021, qualora spettante. In questo caso, durante la procedura per l’invio della domanda, è necessario “flaggare” alla voce “dichiaro di voler presentare domanda anche per l’anno 2021”. 

INPS bonus per figli disabili, le compatibilità: è compatibile con l’assegno unico

Sulla pagina Facebook INPS per la Famiglia, alcuni utenti hanno chiesto delucidazioni circa le compatibilità del bonus per figli disabili con altri aiuti o sussidi statali.

Come abbiamo già visto, il bonus per figli disabili 2022 può essere richiesto anche da nuclei familiari, qualora in possesso dei requisiti, che percepiscono il reddito di cittadinanza. 

Il contributo, però, è compatibile anche con l’assegno unico. Quest’ultimo, inoltre, assicura alcune maggiorazioni per i figli disabili, che andrebbero a contribuire alla somma spettante dopo la richiesta del nuovo bonus.  

In particolar modo, l’assegno unico prevede una maggiorazione per ciascun figlio minore disabile di valore variabile a seconda del grado di disabilità: 

105 euro al mese per i figli non autosufficienti; 95 euro mensili per figli con disabilità grave; 85 euro mensili per figli con disabilità media. 

Per quanto riguarda i figli disabili maggiorenni, invece, all’importo spettante dell’assegno unico (calcolato in base al numero dei figli e al valore dell’ISEE) si aggiunge una maggiorazione di 80 euro al mese. 

Nuovo bonus INPS per figli disabili: decadenza, revoca e sospensione

Il nuovo contributo in favore dei genitori soli e disoccupati con figli disabili a carico rischia di decadere, di essere revocato o sospeso a seconda delle situazioni che si possono presentare. 

La decadenza è prevista qualora si verifichi il decesso del figlio o del richiedente la misura, così come in caso di perdita della potestà genitoriale o dell’affidamento a terzi. 

Qualora, invece, il figlio venisse ricoverato temporaneamente in un istituto di cura di lunga degenza o in altre strutture a totale carico dello Stato, il genitore che gode del beneficio ha l’obbligo di inviare apposita comunicazione a INPS. L’Istituto, infatti, provvederà alla sospensione del bonus. 

Infine, è bene verificare di possedere i requisiti richiesti per legge, pena la revoca del bonus e la restituzione delle somme indebitamente ottenute. 

Come si richiede il bonus INPS per figli disabili: le istruzioni dell’Istituto 

Con il messaggio pubblicato l’ultimo giorno di gennaio, l’INPS ha provveduto a informare i genitori interessati al nuovo contributo per i figli disabili circa le modalità per richiedere il beneficio e le istruzioni per la compilazione della domanda. 

Come la maggior parte di prestazioni, agevolazioni e bonus, INPS mette a disposizione diversi canali per l’invio delle richieste. 

La prima permette al genitore di presentare richiesta in piena autonomia, collegandosi al sito INPS e inviando la domanda attraverso la procedura da poco attivata sul sito. Le domande possono essere inviate a partire dal 1° febbraio 2022.

Per fare questo, il genitore deve essere in possesso di credenziali di accesso scegliendo tra SPID, CIE oppure CNS. Una volta effettuato l’accesso, il percorso da seguire è Menu > Prestazioni e servizi > Servizi > Contributo genitori con figli con disabilità. 

Il sito INPS non è però l’unico canale tramite il quale è possibile inviare richiesta. Per i meno avvezzi alla tecnologia, è infatti possibile sia contattare il Contact Center INPS, sia rivolgersi a patronati o CAF. 

Benché nel messaggio pubblicato negli ultimi giorni da INPS vi siano le istruzioni anche per i patronati, alcuni utenti hanno segnalato l’impossibilità, per il momento, da parte di alcuni patronati di inviare la domanda. Questo potrebbe dipendere dal fatto che la procedura è stata aperta da poco. Il consiglio, in questi casi, è dunque attendere qualche giorno e rivolgersi nuovamente al patronato.