Manca poco più di un mese e mezzo e poi potremo dire addio al 2021. Con la fine di quest’anno, però, saranno cancellati alcuni sostegni che l’Istituto per la Previdenza Sociale, INPS, eroga alle famiglie italiane. 

Di quali bonus stiamo parlando? E perché saranno cancellati? Scopriamo tutto insieme in questa breve guida; ma prima ecco un video molto interessante della Redazione di The Wam:

INPS, i Bonus in scadenza: il bonus bebè

Il bonus bebè è uno tra i sostegni alle famiglie italiane che vengono erogati mensilmente dall’istituto nazionale per la previdenza sociale, INPS. 

Il bonus bebè viene corrisposto per ogni figlio nato, adottato o preso in affidamento preadottivo ogni mese per un intero anno dall’evento. 

La domanda per ottenere questo bonus deve essere presentata direttamente all’istituto per la previdenza sociale entro 90 giorni dall’evento, inteso come nascita o entrata in famiglia del piccolo.

Dopo questa data l’INPS corrisponde la prestazione dalla data della presentazione della domanda, senza però corrispondere gli arretrati.

Il bonus bebè viene corrisposto dall’INPS tenendo conto dell’indicatore della situazione economica equivalente, l’ISEE della famiglia.

Proprio per questo motivo, gli importi variano da percettore a percettore a seconda della sua situazione reddituale. Abbiamo tre differenti scaglioni per i pagamenti del bonus bebè:

  • Con un ISEE non superiore a 7.000 euro INPS corrisponde 1.920 euro annui o 2.304 euro annui in caso di figlio successivo al primo, cioè 160 euro al mese per il primo figlio o 192 euro al mese per figli successivi al primo; 
  • Con un ISEE superiore a 7.000 euro ma che non risulti superiore a 40.000 euro: 1.440 euro annui, o 1.728 euro annui in caso di figlio successivo al primo, cioè, rispettivamente, 120 o 144 euro al mese;
  • Infine, con un ISEE superiore a 40.000 euro: 960 euro annui, o 1.152 euro annui per figli successivi al primo, cioè 80 euro mensili per il primo figlio o 96 euro mensili per i successivi.

È bene sottolineare, infatti, che gli importi che l’istituto nazionale per la previdenza sociale INPS vengono aumentati del 20% dal secondo figlio in poi.

Per richiedere questo bonus sono rimasti solamente poco più di cinquanta giorni. Dal 1° gennaio 2022, infatti, con buone probabilità il bonus mensile per i bebè verrà cancellato per dare spazio all’assegno unico e universale.

Come per ogni bonus che si rispetti, però, per poterlo richiedere all’INPS occorre che vengano rispettati determinati requisiti. In primo luogo, è necessario essere convivente con il figlio

Occorrerà, poi, essere un cittadino italiano, o di uno Stato dell’Unione europea. Il richiedente, altrimenti, dovrà possedere un regolare permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, oppure la carta di soggiorno per familiare di cittadino dell’Unione europea, sia italiano che comunitario, non avente la cittadinanza di uno Stato membro.

Infine, il richiedente potrà possedere la carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro.

INPS, il bonus mamma domani

Un altro bonus che verrà eliminato a partire da gennaio sarà proprio il premio alla nascita, meglio conosciuto come Bonus Mamma Domani.

Questo Bonus non è altro che un premio per la nascita, l’adozione o l’affidamento preadottivo, che l’istituto nazionale per la previdenza sociale corrisponde a tutti i genitori interessati dall’evento. 

Si tratta di un bonus del valore di 800 euro che viene erogato in un’unica tranche da INPS. Si può richiedere all’INPS attraverso i servizi online offerti dallo stesso, mediante i patronati o attraverso il Call Center integrato. 

Per la prima opzione, però, ricordiamo che occorre avere un’identità digitale aggiornata, poiché dal 1° ottobre 2021 non si può più accedere ai servizi online INPS con il Pin e le vecchie credenziali

Serviranno, pertanto: 

  • lo SPID, il sistema pubblico di identità digitale
  • la CIE, la carta d’identità in formato elettronico
  • la TS-CNS, la tessera sanitaria, carta nazionale dei servizi

Si può richiedere il bonus di 800 euro entro e non oltre un anno dall’evento. Dopo che l’anno sarà scaduto, infatti, INPS non corrisponderà più il sussidio economico per la nascita, adozione o affidamento preadottivo del vostro piccolo. 

La domanda può essere presentata all’istituto nazionale per la previdenza sociale solo a partire dall’ottavo mese di gravidanza

INPS, come viene elargito il bonus mamma domani

È bene ribadire ancora una volta che il bonus premio alla nascita ha un importo standard di 800 € e viene erogato in una sola tranche. Può essere richiesto da chiunque diventi, o sia diventato genitore. 

Tra i soggetti che possono richiedere il bonus mamma domani rientrano anche i più abbienti, coloro che posseggono un reddito alto.

A differenza del bonus bebè che, infatti, viene erogato con differenti importi sulla base dell’ISEE, il premio alla nascita di Inps viene erogato anche a chi ha un indicatore della situazione economica equivalente, ISEE, molto elevato.

Gli 800 euro per il neonato vengono erogati in un’unica soluzione, dunque non rateizzati, e il pagamento viene effettuato proprio dall’Istituto Nazionale per la Previdenza sociale.

Sarà il genitore che presenterà la domanda all’istituto per la previdenza sociale a scegliere in che modo INPS dovrà accreditargli la cifra per il piccolo nuovo arrivato in famiglia.

Proprio nel momento della presentazione della domanda, INPS vi farà scegliere tra differenti possibilità di accredito:

  • un bonifico domiciliato;
  • un accredito sul vostro conto corrente bancario;
  • un accredito sul vostro conto corrente postale;
  • un accredito sul vostro libretto postale;
  • un accredito su carta prepagata.

Ad eccezione del primo metodo di pagamento, il bonifico che dovrete andare a recuperare in posta muniti di avviso ricevuto, carta d’identità e codice fiscale, tutti gli altri richiedono il codice di 27 cifre IBAN. Al momento di presentazione della domanda vi consigliamo di controllarlo più volte, per evitare di inserire un codice errato. 

Qualora, infatti, doveste procedere a inserire un codice iban errato non ci saranno particolari problemi, e si potrà richiedere ad INPS di correggerlo ma, conoscendo le tempistiche dell’istituto per queste operazioni burocratiche, vi consigliamo di non commettere errori.  

Con il bonifico domiciliato, invece, riceverete una lettera presso la vostra abitazione, lettera che dovrete conservare e dovrete mostrare presso gli uffici postali, insieme a un documento d'identità e codice fiscale. In questo modo vi sarà corrisposta la cifra di 800 €.

Anche questo bonus verrà eliminato con l’arrivo dell’Assegno Unico e Universale. 

INPS, l’Assegno Unico e Universale

Passiamo ora a parlare della misura che andrà a sostituire le due indicate in precedenza. La misura dell’Assegno Unico e Universale è stata approvata in via definitiva lo scorso 30 marzo 2021 in Senato, con una piena maggioranza dei voti. 

La Legge n. 46 del 1° aprile 2021 pubblicata in Gazzetta Ufficiale aveva delegato il Governo di riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno della familiarità attraverso l’assegno unico universale.

Partiamo dal nome, l’assegno è infatti Unico poiché andrà a snellire tutti i sostegni alle famiglie erogati da INPS, come i bonus mamma domani e i bonus bebè, inglobandoli in un’unica misura. 

In questo modo verrà ridotto e semplificato il lavoro di INPS che dovrà gestire una sola pratica per famiglia e, allo stesso tempo, verranno aiutate le famiglie che non dovranno richiedere molteplici bonus, ma uno solo.  

L’assegno è poi Universale, poiché è esteso a tutte le famiglie che hanno figli, inclusi i lavoratori autonomi, le partite Iva e gli incapienti, da sempre esclusi dai sussidi erogati dall’istituto INPS.

L’assegno unico e universale ha avuto un periodo di prova, ancora attivo, che è partito il 1° luglio 2021 e che terminerà il 31 dicembre 2021.

Sappiamo che l’assegno unico e universale, che doveva partire il 1° gennaio 2022, subirà un ritardo di un paio di mesi e diventerà effettivo da marzo 2022. In questi due mesi le famiglie potranno procedere a inoltrare le domande direttamente all’INPS, come hanno fatto con l’assegno temporaneo nel mese di luglio, ma non solo, poiché potranno procedere a richiedere l’ISEE e aggiornarlo.

Ricordiamo, infatti, che uno dei due parametri per valutare gli importi sarà proprio quello dell’Indicatore della situazione economica equivalente. Gli importi dell’assegno unico e universale erogati dall’INPS saranno erogati in maniera inversamente proporzionale all’aumentare dell’ISEE

Il secondo parametro per l’elargizione degli importi è la numerosità del nucleo familiare. Gli importi variano a seconda che all’interno del nucleo familiare vi siano fino a due figli, o tre o più figli

La misura dell’Assegno Unico e Universale è una misura ideata per sostenere tutte le famiglie italiane, senza esclusioni. Nel passaggio dall’Assegno Unico Temporaneo all’assegno unico e universale verranno inclusi anche i neomaggiorenni fino ai 21 anni di età.

Ricordiamo, infatti, che l’assegno ponte è rivolto soltanto a figli minori. Ai neomaggiorenni, con questo assegno mensile, verrà data la possibilità di crearsi una piccola autonomia economica. Ovviamente, i giovani ragazzi per ricevere il sostegno dovranno essere impegnati in qualche attività.

Tra queste, l’università, un tirocinio, un lavoro a basso reddito, ma basterà anche essere iscritti presso un’agenzia per il lavoro. Insomma, non ci resta che attendere qualche novità direttamente da INPS riguardo l’assegno unico e universale.