Dal 1° gennaio è attiva la domanda online per ricevere l'Assegno Unico in conto corrente dal 1° marzo 2022. Sostituisce il premio alla nascita, bonus bebè, l'assegno al nucleo familiare e le detrazioni per figli under 21. Resta attivo il bonus nido.

L'INPS ha pubblicato online la procedura per la domanda di Assegno unico e universale per i figli a carico.

Dal mese di marzo 2022, l’INPS verserà direttamente sul conto corrente di uno dei due genitori (o di entrambi) l'Assegno unico. Ogni mese e per i dodici mesi successivi (quindi fino a febbraio 2023) i genitori con figli a carico potranno ricevere un beneficio economico che varia da un minimo di 50 euro fino a un massimo di 175 euro. 

INPS: importi assegno unico

L'importo minimo dell'assegno unico universale è di 50 euro mensili per ogni figlio a carico, con ISEE pari o superiore a 40.000 euro o senza ISEE. Questo valore cresce al diminuire del reddito ISEE: con un ISEE inferiore a 15.000 euro l'importo dell'Assegno unico è di 175 euro per figlio.

A questi importi si devono poi aggiungere eventuali maggiorazioni:

  • da 15 euro a 85 euro per ogni figlio successivo al secondo, in base all'ISEE;
  • 100 euro di importo fisso per le famiglie numerose;
  • da 90 euro a 100 euro per figli minorenni con disabilità;
  • 20 euro fissi per madri di età inferiore ai 21 anni;
  • fino a 30 euro per nuclei familiari con due percettori di reddito;
  • maggiorazione temporanea per nuclei con ISEE entro i 25.000 euro.

Requisiti per assegno unico

Il richiedente deve avere tutti i seguenti requisiti al momento di presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio:

  • essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea. Avere il diritto di soggiorno o il permesso unico di lavoro autorizzato a svolgere un'attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi. Essere titolare di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzato a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi;
  • pagare regolarmente l'IRPEF in Italia;
  • avere residenza e domicilio in Italia;
  • avere residenza in Italia da almeno due anni, anche non continuativi, o titolarità di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno pari a sei mesi.

Come fare domanda assegno unico Inps

La domanda per ricevere l'assegno unico può essere presentata dal 1° gennaio di ciascun anno. Ha validità di 12 mesi dal mese di marzo dell’anno di presentazione della domanda fino a quello di febbraio dell’anno successivo.

La domanda va presentata in modalità telematica all'INPS o in alternativa facendo richiesta agli istituti di patronato. In ogni caso il richiedente indicherà l'IBAN per ricevere l'assegno tramite bonifico bancario a partire dal mese successivo a quello di presentazione della domanda.

C'è tempo fino al 30 giugno dell’anno di riferimento per ricevere l'assegno relativo ai mesi arretrati di marzo, aprile, maggio e giugno del medesimo anno. Se la domanda è presentata dopo il 30 giugno, si perdono gli importi dei mesi arretrati.

Nel caso di nuove nascite la domanda può essere presentata entro 120 giorni dalla nascita e l’assegno è riconosciuto dal settimo mese di gravidanza.

Domanda assegno unico con o senza Isee

La domanda per l'assegno unico deve contenere l'autocertificazione della composizione del nucleo familiare e dei figli, il luogo di residenza, l'Iban di uno o di entrambi i genitori. L'ISEE può essere allegato anche successivamente ma non è necessario per ricevere l'assegno minimo di 50 euro. 

Cosa sostituisce l'assegno unico

Dal mese di marzo 2022 l'Assegno unico sostituisce le seguenti misure di sostegno alla natalità, in quanto assorbite dall’assegno:

  • il premio alla nascita o all’adozione (Bonus mamma domani);
  • l’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori;
  • gli assegni familiari ai nuclei familiari con figli e orfanili;
  • l’assegno di natalità (cd. Bonus bebè),
  • le detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni.

Resta invece attivo il bonus asilo nido. L'assegno unico è compatibile con il Reddito di Cittadinanza e non concorre alla formazione del reddito IRPEF.

(Claudia Cervi)