La Busta arancione con le informazioni sulla pensione futura, promessa per settembre 2019, non è mai stata spedita. Sul sito dell’Inps funziona ancora la piattaforma di simulazione, ma c’è il rischio che finisca nel cimitero dei programmi informatici.

La Busta arancione

Nel 2015 l’Inps ha lanciato la piattaforma “La mia pensione futura: simulazione della propria pensione”, associata al recapito cartaceo di una “Busta arancione” a un ampio campione di lavoratori.

Il progetto è nato quando Elsa Fornero era ministro del lavoro ed è proseguito quando Enrico Giovannini ha ricoperto lo stesso ruolo, con l’istituzione del Gruppo tecnico congiunto con l’Inps che ha predisposto una piattaforma con la possibilità per gli iscritti di simulare scenari alternativi sulla base dei contributi certificati, per poi sfociare nell’ampio programma lanciato da Tito Boeri (tra i fondatori e redattore di questo sito) nel corso del mandato come presidente dell’Inps.

Il programma è l’espressione di un percorso cui hanno contribuito i migliori economisti ed esperti del nostro paese ed è un condensato di informazione e di tecnologia educativa attiva. Circa l’80 per cento dei rispondenti al questionario di soddisfazione dell’Inps ha dichiarato di considerare l’iniziativa “La mia pensione futura” di grande aiuto. Molto rilevante il fatto che il 38 per cento dei rispondenti abbia dichiarato che, dopo la simulazione, ha cambiato le proprie aspettative e che, di conseguenza, ha previsto una modifica dei propri comportamenti.