Bonus 1600 euro e proroga Naspi-REm, due delle misure più discusse in assoluto in queste settimane ed in questi mesi, con il Governo che ha preso la sua posizione attraverso il Decreto Sostegni Bis (ed anche il primo Decreto Sostegni) e l’INPS che ha sicuramente contribuito al rallentamento di tutto il processo.

Due misure discusse fin dalla loro approvazione a dire il vero, soprattutto perché si portano gli strascichi di questi mesi difficili in cui sono state più volte sull’orlo della cancellazione ed a volte ne è stata messa in discussione la legittimità e la necessità stessa.

Bonus pensati per sostenere due categorie sicuramente molto colpite, i lavoratori stagionali e gli ex percettori di Naspi e Dis-Coll. Questi ultimi hanno sicuramente subito il contraccolpo di un periodo in cui anche solo cercare lavoro era molto complesso, come del resto rimane tutt’ora.

Tra fine del blocco licenziamenti e riaperture, tra l’altro, anche le prospettive lavorative sembrano non essere delle migliori, con molti soggetti che potrebbero rimanere disoccupati e non aver la possibilità di trovare altro, dato che le imprese sono sicuramente sulla “difensiva” e, a parte poche eccezioni, difficilmente valutano assunzioni stabili ed ampliamenti di organico.

Il Governo ed il premier, Mario Draghi, si stanno a lungo interrogando sul da farsi e stanno valutando le varie opzioni possibili. In tutto ciò, balla anche la nuova riforma pensionistica (l’attuale Quota 100 va in pensione, scusate il gioco di parole, al 31 dicembre 2021) ed una serie di misure “congelate” in attesa di capire come procede la situazione contagi e vaccinazioni. Tante questioni, ma proviamo a fare ordine con le certezze fresche di giornata, provenienti direttamente dall’INPS.

Se fossi interessato ad approfondire queste tematiche ti suggeriamo un canale YouTube che fornisce aggiornamenti quotidiani chiari e spiegati in maniera semplice, RedazioneTheWam. In particolare, in questo video aggiorna proprio sulle novità provenienti dall’INPS, facendo un punto della situazione di ciò che accadrà a breve e rispondendo alle domande più frequenti degli iscritti:

Bonus 1600 euro: per chi e, soprattutto, quando

Eccoci innanzitutto a parlare del bonus 1600 euro, il bonus per i lavoratori stagionali sicuramente colpiti dalle varie restrizioni adottate nei periodi in cui le varie ondate hanno costretto a misure dure. Per questi soggetti era previsto il pagamento automatico del nuovo bonus nel caso in cui fosse già stato ricevuto il bonus precedente, il bonus 2400 euro.

Un pagamento automatico che avrebbe dovuto (e forse così sarà) velocizzare le procedure per chi aveva già ricevuto il precedente, in modo da ridurre i tempi e non intasare eccessivamente il sistema. Si stima infatti che la maggior parte dei soggetti coinvolti siano effettivamente beneficiari anche del bonus precedente ed in molti casi anche di quello venuto ancor prima (il bonus 1000 euro).

Ecco che è arrivata la data di pagamento: le domande (acquisite automaticamente come suddetto) saranno processate a partire dal 18 giugno, cioè praticamente ora, ed i pagamenti potrebbero arrivare già in giornata o al massimo lunedì 21 giugno. Una bella notizia, sicuramente, per molti soggetti che attendevano fiduciosi.

Pare tra l’altro che il pagamento avverrà in un’unica soluzione, dunque senza spezzare in due il bonus (che fa riferimento a maggio e giugno come mensilità) con doppio pagamento da 800 euro.

Bonus 1600 euro e RdC: finalmente l’integrazione

Finalmente arrivano novità anche sul fronte dell’integrazione fra il bonus 1600 euro ed il Reddito di Cittadinanza. Avevamo già parlato del fatto che questo due misure sono compatibili e non alternative, ma c’era in sospeso la questione del pagamento, in particolare l’importo e la tempistica.

Sulla tempistica la questione è semplice, arriveranno insieme al prossimo pagamento del Reddito di Cittadinanza. Sull’importo invece è confermato quanto detto nelle scorse giornate, cioè sarà sotto forma di integrazione al Reddito di Cittadinanza.

Queste notizie non fanno in realtà direttamente riferimento al bonus 1600 euro, ma al suo predecessore, il bonus 2400 euro. Infatti, per il bonus 1600 funzionerà nello stesso modo, ma ciò avverrà nel mese di luglio con ogni probabilità.

Per il mese di giugno, invece, sono già arrivati i primi pagamenti. Chi, infatti, riceve in questo mese il primo pagamento in assoluto di Reddito di Cittadinanza, lo ha ricevuto tendenzialmente il 15 giugno (e così anche chi ha la prima mensilità post rinnovo, dato che il RdC dura diciotto mesi dopo i quali va rifatta domanda). Insieme al Reddito di Cittadinanza, però, è arrivato anche un extra, che è appunto l’integrazione.

Per quanto riguarda l’importo si fa prima con un esempio: se Mario Rossi riceve la prima mensilità in assoluto (o la prima dopo il rinnovo) di Reddito di Cittadinanza a giugno 2021, con esso ha ricevuto anche l’integrazione. Ipotizzando che il Reddito sia di 700 euro, Mario Rossi avrà ricevuto un totale di 2400 euro composti da 700 euro di RdC e 1700 euro (dati da 2400 meno 700) di integrazione per il bonus 2400 euro.

Con lo stesso meccanismo vedremo arrivare i pagamenti, che vengono accreditati direttamente sulla tessera del RdC, anche per il bonus 1600 euro, per cui il calcolo di integrazione sarà identico. Insomma, una procedura semplice che aveva messo qualche dubbio nei cittadini beneficiari che si erano visti rifiutare la domanda per i 2400 euro. Ora lo si sa e lo si mantiene anche per il 1600 euro, semplicemente funzionerà in questo modo.

Bonus 1600 e bonus 2400 euro: quale futuro?

Come suddetto, il bonus 1600 euro non è altro che il successore del bonus 2400 euro, in un certo senso il suo “fratello minore”. Questo perché l’ultimo, minore in quanto l’importo fa riferimento a soli due mesi anziché tre, è stato approvato nel Decreto Sostegni Bis tenendo già in considerazione il periodo di ripresa che avevamo di fronte circa già un mese fa (quando il Decreto era in discussione).

Ciò aveva generato un po’ di malcontento, in quanto gli stagionali si aspettavano una nuova misura di pari importo. Non è andata così e probabilmente quella che abbiamo visto, nelle intenzioni del Governo, è anche l’ultima. La prospettiva è infatti positiva, grazie al miglioramento del quadro sanitario ci si aspetta che questo tipo di misure non siano più necessarie.

Tutti ce lo auguriamo, da questo punto di vista, ma dall’altro c’è anche da comprendere quanto alcuni settori faranno fatica a rialzarsi e quanto tempo ci vorrà. Tutto al vaglio del Governo, restiamo in attesa di novità mentre l’estate prosegue.

Proroga Naspi-REm: si paga!

Arrivano pagamenti, confermati da INPS, anche per la famosa proroga Naspi-REm. Il 23 giugno verranno processate le domande e nei giorni successivi arriveranno i pagamenti. Dunque, data da segnare con la penna rossa perché i beneficiari di Naspi-REm aspettano da molto tempo, come spiegato nel paragrafo che segue. 

Pagamenti in arrivo per chi, lo ricordiamo, era percettore di Naspi o era in stato di disoccupazione tra luglio 2020 e febbraio 2021, con delle rate “speciali” di Reddito di Emergenza riservate per chi ha Isee inferiore a 30.000 euro. Rate che sono però previste per il minimo sindacale, ovvero 400 euro per tre mensilità.

Dal 23 giugno, come detto, verrà pagata la prima delle tre rate. Le altre due si stima che possano arrivare nelle prossime settimane e secondo molti esperti già per la fine di luglio i beneficiari avranno ricevuto tutto quanto gli spetta. Anche in questo caso restiamo fiduciosi e attendiamo gli effettivi pagamenti.

Proroga Naspi-REm: cosa era successo?

La questione proroga Naspi-REm, già delicata di suo, aveva visto un errore da parte dell’INPS che aveva rifiutato un’infinità di domande che erano in realtà in regola. Questo perché aveva disatteso la sua stessa circolare andando a considerare i criteri per l’intero nucleo familiare, anziché considerare solo il soggetto che ha fatto domanda.

Questo ha portato a domande rifiutate, poi riprese in carico ma comunque processate in tempi nettamente più lunghi del previsto. 

Ora, tra l’altro, la successiva proroga nel Decreto Sostegni Bis non è arrivata e dunque oltre al danno, ecco la beffa. Il Reddito di Emergenza è stato prorogato per ben quattro mesi (anziché i due previsti), ma non c’è stato nulla da fare per la proroga Naspi-REm, non è arrivata e non arriverà.

Gli ex percettori di Naspi possono comunque fare domanda per il REm ordinario ed ottenerlo se vi sono tutte le caratteristiche richieste, ma la Naspi-REm non sarà più prevista e questo è un ulteriore colpo in vista di ciò che accadrà nelle prossime settimane, considerando tutto il mondo del lavoro.

Prospettive future: Governo tra ottimismo e cautela

Ottimismo sì, ma anche tanta cautela.

Il Governo è apparso un po’ più silenzioso da quando è stato approvato il Decreto Sostegni Bis, che aveva prosciugato le forze dei partiti e dello stesso Presidente, ma in questo momento la prospettiva appare piuttosto chiara. Temporeggiare in attesa di capire come sono i tempi, come evolve la pandemia e come procedono le vaccinazioni, dopodiché si faranno i conti su come ripartire e su quali misure saranno ancora necessarie e quali invece potranno essere definitivamente (si spera) messe da parte. 

Ripartire in tutto, anche nel prendere in carico le cartelle esattoriali e fare i conti con quanto rimasto indietro in questi mesi (come per esempio tutti i licenziamenti artificiosamente bloccati, che prima o poi torneranno a pesare sul mondo del lavoro a livello nazionale)., anche se non varrà ancora per tutti, sarà davvero complesso. Tantissime questio Fare i conti con la fine del blocco ai licenziamentini per Draghi, la cui credibilità si gioca proprio sulla ripresa economica e sulla risposta in questa fase di crescita, che poi è uno dei grandi motivi per cui è stato considerato come una figura ragionevole ed adeguata.

Nei prossimi giorni, tra l’altro, arriveranno anche altre novità in tema di Decreti attuativi del Governo e circolari attuative dell’INPS e, come sempre, saremo pronti a raccontare ogni novità ed ogni sviluppo.