I percettori del Reddito di cittadinanza e pensione hanno diritto al beneficio della tredicesima? Chi ha diritto alla grafica Natalizia? Quando pagano il Reddito di cittadinanza? Non ho capito se mi spetta la tredicesima più l’assegno unico temporaneo? Qual è la verità sulla tredicesima per il Reddito di cittadinanza e pensione? È la classica leggenda metropolitana rincorsa sul web o una delle novità del 2022? Queste sono solo alcune delle domande giunte in redazione nelle ultime settimane.

Il Natale si avvicina e per milioni di pensionati e lavoratori scattano le maggiorazioni sulle pensioni e stipendi. Arriva il momento tanto atteso della gratifica Natalizia, più conosciuto come tredicesima mensilità.

È chiaro che milioni di cittadini percettori dell’ammortizzatore sociale sono interessati a capire se il Governo italiano ha previsto l’erogazione anche della tredicesima per i percettori del Reddito di cittadinanza e pensione. Oltre, allassegno unico temporaneo erogato automaticamente dall’INPS agli aventi diritto. Parliamo di un accredito che se riconosciuto viene aggiunto alla quota spettante del sussidio. 

Una breve guida sulle disposizioni legislative in materia di tredicesima sul Reddito di cittadinanza e pensione. Ti spiegheremo, se la normativa prevede la gratifica natalizia per i percettori del sussidio di Stato o ancora perché non spetta. 

Reddito di cittadinanza e pensione: l’INPS eroga la tredicesima sì o no?

Le novità corrono veloci in tema di tredicesima per i beneficiari del Reddito di cittadinanza e pensione non vi sono aggiornamenti utili sull’argomento. Anzi, possiamo chiarire questo punto, spiegando che il legislatore per il sussidio di Stato ha espressamente previsto la non erogazione della tredicesima mensilità.

Per il momento, il Governo italiano non è intervenuto nel modificare questa norma. Pertanto, i fruitori del Reddito di cittadinanza e pensione non hanno diritto al beneficio della gratifica natalizia.

In quest’ultimo caso, parliamo di un beneficio economico riconosciuto sono solo ai lavoratori del comparto pubblico o privato, ma anche ai pensionati, badanti e colf.  

Non vi sono, quindi, mezze risposte o dubbi da fugare. La gratifica natalizia non è prevista per il Reddito di cittadinanza e pensione. Ciò significa che nel mese di dicembre 2021 nessun percettore del sussidio riceverà una somma aggiuntiva a quella regolarmente già spettante. 

È bene comprendere il Reddito di cittadinanza e pensione è stato istituito come base di sostegno economico al reddito dei cittadini, pertanto la natura del sussidio non è comparabile con il reddito prodotto dai lavoratori.

Una considerazione che porta a escludere il Reddito di cittadinanza dal diritto al beneficio della gratifica natalizia, ovvero della tredicesima. E, seguendo il medesimo principio i percettori del sussidio non hanno diritto nemmeno alla quattordicesima. 

Si consiglia la visione del video YouTube di Speedy News Italia sull'aumento del Reddito di cittadinanza dal 2022, grazie all'assegno unico.

 

Reddito di cittadinanza e pensione: perché non spetta la tredicesima?

Il Reddito di cittadinanza e pensione, viene erogato dall’INPS per un periodo temporale massimo di 18 mesi, che in un anno corrispondono a 12 mensilità, per cui non è prevista la tredicesima. Nello specifico, l’Istituto provvede alla distribuzione dell’ammortizzatore sociale a partire dal mese seguente a quello in cui è stata presentata la richiesta. 

Trascorso il periodo temporale dei 18 mesi, con decorrenza dalla data della domanda, il diritto al sussidio va rinnovato. Infatti, la normativa prevede una pausa di un mese di sospensione dal beneficio, previa presentazione di una nuova istanza. 

Occorre, sottolineare che il legislatore non ha previsto nessuna tredicesima ne per il Reddito di cittadinanza, ne tantomeno, per la pensione di cittadinanza.  

Le date del pagamento del Reddito di cittadinanza e pensione 

I beneficiari del sussidio di Stato a breve riceveranno il pagamento loro spettane. Non più in forma anticipata come è avvenuto nei mesi di settembre e ottobre, ma bensì dovrebbe attivarsi il calendario dei pagamenti INPS regolare. 

In questo quadro, appare chiaro che le date da rammentare non sono più due ma sono lievitate a tre. Questo per l’effetto dei cambiamenti che ultimamente hanno investito il sussidio di Stato. In ogni modo, i beneficiari del RdC dovranno segnare nel proprio taccuino la data del 15 - 27 novembre, e quella determinante spiegata nell’ultimo paragrafo

RdC: la ricarica dal 15 – 27 novembre 2021

I primi beneficiari del sussidio di Stato, ovvero quelli che ricevono il contributo economico per la prima volta possono tranquillamente tener presente che l’INPS ricarica il Reddito di cittadinanza e pensioni esclusivamente per loro con decorrenza dal 15 di novembre 2021. 

La prima ricarica segue un calendario un anticipato rispetto a coloro che hanno rinnovato la misura, ovvero i 18 mesi regolari. 

Detto questo, ricordiamo che l’INPS provvede a erogare il Reddito di cittadinanza e pensione con decorrenza (presumibile) dal 27 novembre 2021

In pagamento l’assegno unico temporaneo a favore dei figli minori

L’INPS ha messo in pagamento anche l’assegno unico temporaneo in favore dei figli. Dal mese di settembre milioni di famiglie stanno ricevendo i soldi del beneficio loro riconosciuto. C’è da dire che la prima fetta dei pagamenti interessava per la stragrande parte gli arretrati. Infatti, la misura è entrata a regime dal 1° luglio 2021, ma tecnicamente le erogazioni sono state predisposte dall’Istituto dopo l’estate. 

Per il mese di novembre, l’INPS ha predisposto il pagamento dell’assegno unico temporaneo. In sostanza, dovrebbero arrivare i pagamenti del mese di ottobre, nonché gli arretrati riferiti ai mesi scorsi. In quest’ultimo caso, il riferimento cade per coloro che non hanno ancora ricevuto l’integrazione dell’assegno unico loro spettante.

L’INPS riconosce l’importo dell’assegno unico temporaneo come somma aggiunta a quella riferita per il Reddito di cittadinanza sino alla data del 31 dicembre 2021. L’accredito avviene in automatico. Dal 1° gennaio 2022 i percettori dell’ammortizzatore sociale non percepiranno più l’assegno unico temporaneo, ma otterranno l’assegno unico universale.

Il carattere universale della misura rende l’assegno accessibile a tutte le famiglie dal 7°mese di gestazione sino ai 21 anni di età.  

L’INPS nel quantificare l’importo dell’assegno unico universale tiene conto del numero dei figli, membri del nucleo familiare e del reddito annuo prodotto attraverso l’Indicatore ISEE. 

Occorre, sottolineare che il Reddito di cittadinanza è perfettamente compatibile con l’assegno unico universale, ma l’importo viene definito prendendo in considerazione anche la parte decisiva delle quote riferite ai minori che vengono tagliate per essere integrate con le quote spettanti dell'assegno unico universale. 

Le date dei bonus previsti, ma non ufficializzate

Nel momento in cui un cittadino provvede a integrare una prestazione economica, il pagamento non diventa un contributo economico tempestivo, ma acquisisce il carattere eccezionale una sorta di un “asso nella manica” . Una sorta di vincita all’improvviso. 

Questo perché si ignora la reale data dell’erogazione da parte dell’INPS. Come sta accadendo per la quarta rata del Reddito di emergenza, per cui il lavoratore sa che l’INPS deve pagare il contributo, ma difatti non sa quando. 

Reddito di cittadinanza e pensione: perché è importante la data del 31 dicembre 2021?

Molti sono focalizzati solo sulle date di accredito del beneficio, ovvero sul giorno 15 o, ancora su quello del 27 del mese di dicembre 2021.

In realtà, c’è un’altra data che assume un carattere particolarmente importante per il sussidio di Stato a cui pochi fanno riferimento. Parliamo della data del 31 dicembre 2021, ovvero la vigilia del Capodanno. 

Questo, perché il 31 dicembre 2021 non rappresenta solo l’ultimo giorno dell’anno, ma anche il termine di scadenza dell’Indicatore ISEE.

Infatti, la durata di efficacia dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente termina l’ultimo giorno dell’anno solare, ovvero la vigilia di Capodanno.

Dal 1° gennaio 2022 si dovrà rinnovare l’ISEE sia per poter beneficiare del sussidio di Stato che dell’assegno unico universale, nonché delle altre prestazione economiche in vigore dal nuovo anno.