Novità dall’INPS sul Reddito di Emergenza. Dopo tant’attesa l’Istituto di Previdenza riparte con le lavorazioni della quarta ed ultima rata REm prevista per il 2021.

Nello specifico, è la mensilità di settembre 2021 prevista dal Decreto Sostegni Bis, entrato in vigore lo scorso 26 maggio, ad essere sbloccata dopo un’attesa non di pochi giorni.

Maggiorni informazioni sul pagamento della quarta rata REm le trovate nel video YouTube di "Mr LUL le paghediale".

Nelle ultime settimane testate giornalistiche, social, telegiornali non ha fatto altro che passare tutti la stessa notizia: la data di pagamento da parte dell’INPS della quarta tranche di Reddito di Emergenza (REm), relativa alla mensilità di settembre rimane un mistero.

In questi ultimi giorni, invece, la situazione sembra prendere una diversa piega.

Pare, infatti, che l’INPS stia provvedendo ad inserire nei fascicoli previdenziali di molti beneficiari del contributo la notifica di attribuzione della rata REm ancora da pagare. 

La comunicazione fa tirare un sospiro di sollievo a migliaia di beneficiari del Reddito di Emergenza ormai scettici sull’erogazione dell’ultima delle quattro quote 2021 del REm.

Ora ci pensa l’INPS a mettere le cose in chiaro: il pagamento ci sarà e gli importi verranno accreditati sul conto corrente indicato dai beneficiari nella domanda entro la prossima settimana, o al massimo 10 giorni.

Posticipando di volta in volta la decisione su un ipotetica data di pagamento della mensilità REm di settembre alla fine il cerchio verrà chiuso proprio a novembre 2021, come molti avevano previsto.

Ricostruiamo subito le tappe che hanno portato ad un ritardo così importante nel pagamento della quarta rata del Reddito di Emergenza.

Reddito di Emergenza: come mai l’INPS non ha ancora pagato la quarta rata REm?

Va subito chiarito che ancora non sono note le date di pagamento dell’ultima mensilità di Reddito di Emergenza disposta con decreto.

Stando agli ultimi aggiornamenti, L’INPS ha iniziato da pochi giorni ad inserire nei fascicoli previdenziali dei beneficiari le date di pubblicazione degli esiti relativi alla mensilità REm di settembre 2021, la quarta ed ultima prevista dal Decreto Sostegni Bis.

La proroga del contributo è stata concessa più volte nel corso dell’ultimo biennio per ragioni strettamente legate al persistere dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

L’ultimo rinnovo è stato disposto dal Decreto Sostegni Bis. Il documento entrato in vigore lo scorso 26 maggio ha esteso la sopravvivenza del contributo per altre quattro mensilità, quella di giugno, luglio, agosto e settembre 2021.

Le prime tre mensilità sono state pagate dall’INPS senza alcun intoppo: la quota REm di giugno è stata messa in pagamento dal 19 agosto, quella di luglio dal 20 settembre, la terza riferita alla mensilità di agosto a partire dal 7 ottobre scorso.

Da qui in avanti il buio più totale.

Nessuna notizia si ha sulla data di pagamento da parte dell’INPS della quarta ed ultima rata del Reddito di Emergenza collegata alla mensilità di settembre 2021.

Reddito di Emergenza: nessuna data ufficiale sul pagamento REm, c'è da preoccuparsi?

In realtà, non ci sarebbe tanto da allarmarsi. Se prendiamo in considerazione i pagamenti relativi alle precedenti mensilità di Reddito di Emergenza notiamo subito che l’INPS ha provveduto a liquidare ciascuna delle tre quote a distanza di un mese l’una dall’altra.

Tanto basa a frenare l’allarmismo diffuso in queste ultime settimane circa l’assenza di una presunta data di pagamento della quarta ed ultima rata REm di settembre 2021.

In poche parole, la condotta tenuta dall’INPS sul pagamento dell’ultima tranche di Reddito di Emergenza non è così anomala.

C’è solo un leggero ritardo nel pagamento della mensilità di settembre 2021, nulla di più.

Tuttavia, non è giustificato. Se consideriamo il carattere emergenziale della misura introdotta dal Governo Conte nel 2020 fin dai primi mesi del dilagare della pandemica da Covid-19 sul territorio nazionale, il ritardo nei pagamenti delle quote REm non avrebbe dovuto spingersi oltre una certa soglia.

Ricordiamo, infatti, che il Reddito di Emergenza è stato introdotto per offrire un supporto economico a milioni di famiglie tagliate fuori da altri sussidi erogati sempre per far fronte all’emergenza epidemiologica. 

L’espandersi a macchia d’olio della pandemia sulla nostra penisola ha provocato una crisi economica senza precedenti. A pagare le spese delle limitazioni agli spostamenti e del blocco delle attività lavorative imposte dal Governo, ma necessarie per frenare l’avanzata dei contagi, sono state ancora una volte le famiglie.

Tante stentano ad arrivare a fine mese, molte di più sono al lastrico per aver perso il proprio lavoro. Il REm in qualche modo ha concesso a molte famiglie una boccata di ossigeno.

Seppur con diversi decreti, le famiglie hanno potuto contare su ben dieci mensilità di Reddito di Emergenza nell’ultimo anno economico, anche se sono entrate nelle tasche dei beneficiari in netto ritardo. 

Ma tutte le quote di REm sono state pagate dall’INPS in ritardo, non solo quella di settembre 2021.

Si tratta di normale prassi, ma pur sempre da condannare poiché in netta contraddizione con il principio che ha portato il Governo italiano ad introdurre il sussidio: fornire un supporto economico tempestivo in una situazione emergenziale senza precedenti.

Reddito di Emergenza: quali le date dei pagamenti INPS dell’ultimo REm?

Come anticipato in precedenza, l’INPS sta provvedendo ad inserire gli esiti dell’attribuzione della quarta rata del Reddito di Emergenza in queste ore.

Se guardiamo cosa è stato fatto per le precedenti quote REm, il pagamento INPS potrebbe arrivare entro 7/10 giorni dagli esiti, come avvenuto in passato.

Va, però, tenuto conto del sostanzioso numero di richiedenti il Reddito di Emergenza, progressivamente cresciuto nel corso delle diverse proroghe avute sulla misura. Tale dato potrebbe influire negativamente sui tempi di lavorazione delle istanze.

Ad avere priorità nei pagamenti saranno i beneficiari che hanno inviato istanza di richiesta del REm già dai primi giorni di luglio 2021. Seguiranno, poi, tutti gli altri seguendo l’ordine cronologico di invio delle domande.

In ragione di ciò si possono ipotizzare le date di pagamento della quota REm di settembre 2021.

I beneficiari che hanno provveduto a trasmette la domanda per il contributo dai primi giorni del mese di luglio 2021, con molta probabilità riceveranno l’accredito nella settimana dal 22 al 25 novembre.

Si tratta, però, di date ben diverse rispetto a quelle comunicate dall’INPS sui canali social ufficiali (Twitter e Facebook): l’ente di previdenza sociale ha rassicurato alcuni utenti che i pagamenti sarebbero arrivati in questa settimana.

Ma se è vero che l’esperienza insegna, l’erogazione dell’ultima rata REm avverrà 7/10 giorni dopo la notifica degli esiti. Dunque, i conti non tornano. Vedremo se l’INPS riuscirà a mantenere fede alla parola data.

Una cosa, tuttavia, va detta. Nessuno potrà mai dire con certezza quando la mensilità di settembre 2021 del Reddito di Emergenza verrà pagata. La sicurezza sulle date si avrà solo dalla consultazione del proprio fascicolo previdenziale.

Reddito di Emergenza e INPS: quanto spetta ai beneficiari della quarta rata REm

Per quanto riguarda gli importi, i beneficiari del Reddito di Emergenza riceveranno la quarta ed ultima rata REm nelle cifre stabilite dal DL Rilancio 2020. Da allora nessuna modifica è intervenuta sulle cifre da pagare.

Pertanto, il pagamento della rata REm relativa alla mensilità di settembre 2021 rispetterà le stesse disposizioni a cui sono state assoggettate tutte le precedenti rate di Reddito di Emenrgenza.

L’INPS calcola le quote spettanti a ciascun beneficiario avvalendosi di una scala di equivalenza utilizzata anche per la definizione degli importi del Reddito di Cittadinanza

A differenza di quest’ultimo, gli importi verranno stabili solo in rapporto alla composizione numerica del nucleo familiare, senza far riferimento quindi alla condizione reddituale o patrimoniale della famiglia richiedente.

Gli importi mensili del Reddito di Emergenza sono indicati nel messaggio INPS, numero 2406 di giugno 2021.

Nello specifico, una famiglia composta da un solo membro riceverà una quota REm di 400 euro, un nucleo familiare composto da una persona adulta e un minorenne otterrà 480 euro

Gli importi salgano man mano che aumentano i componenti. L’INPS pagherà 560 euro di REm alle coppie formate da due adulti, mentre alle famiglie formate da un adulto e due maggiorenni andranno 640 euro di Reddito di Emergenza. 

I nuclei familiari composti da due adulti e due minorenni riceveranno in pagamento 720 euro, allo stesso tempo le famiglie composte da tre adulti e due minorenni dovranno aspettarsi un accredito REm di 800 euro.

Il tetto massimo (840 euro) verrà riconosciuto dall’INPS alle famiglie composte da tre adulti e due minorenni, purché un membro sia affetto da grave disabilità o non autosufficiente.

Reddito di Emergenza: cosa fare se l’INPS respinge la domanda REm

Sul tema l’INPS non ammette eccezioni. Qualora la domanda del Reddito di Emergenza non venisse accolta il beneficiario non può presentare una nuova istanza, tanto meno procedere a fare ricorso.

L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, una volta scartata la domanda del richiedente, può soltanto comunicare allo stesso le ragioni che hanno portato al respingimento dell’istanza. 

Nel caso in cui fossimo convinti che l’INPS abbia commesso un errore di valutazione sulla nostra domanda e pensassimo di aver diritto al Reddito di Emergenza, l’unica chance a nostra disposizione è di chiedere all’Istituto di previdenza un riesame dell’istanza non accettata, fornendo tutta la documentazione utile a supportare la nostra tesi.

Se, quindi, abbiamo intenzione di procedere per questa via non dobbiamo far altro che metterci in contatto con il patronato o il Centro di Assistenza Fiscale (CAF) che ha curato l’inoltro della domanda INPS esclusa.

In alternativa, possiamo recarci su appuntamento negli uffici INPS più vicini consegnando una domanda cartacea in cui si richiede il riesame della domanda del Reddito di Emergenza scartata. 

Si può contattare l’ufficio INPS di competenza anche tramite mail ordinaria o PEC. Nel primo caso, occorre allegare un documento di riconoscimento non richiesto, invece, per l’invio della mail certificata.