Anche Qualcomm ha registrato un calo del 5% dei ricavi nel secondo trimestre, ma l’accordo raggiunto con Apple ha messo le ali al titolo che dalla seconda metà di aprile ha guadagnato oltre il 50%. La pace siglata tra le due aziende, che prevede un contratto di licenza per la fornitura dei microchip di Qualcomm della durata di sei anni, prorogabile per altri due, più una somma una tantum a carico di Cupertino, promette di dare una spinta alla crescita del fatturato del produttore di semiconduttori ma ormai il titolo è scambiato a un rapporto Prezzo/Fair value di 1,10 (report aggiornato al primo maggio 2019).

Perché conviene Intel

Intel ha invece ridotto le guidance per il fatturato previsto per il 2019 di 2,5 miliardi (a 69 miliardi di dollari). Queste previsioni implicano una flessione dei ricavi del 3% nonostante il miglioramento atteso nella seconda parte dell’esercizio. “Siamo fiduciosi che l’azienda sarà in grado di sfruttare i principali trend del settore hi-tech come l’intelligenza artificiale, la rete 5G, il cloud computing e l’innovazione nell’industria dell’automotive, per questo stimiamo un progresso dei ricavi del 2,4% nei prossimi cinque anni e un’espansione del margine operativo di circa 130 punti base”, dice Abhinav Davuluri analista azionario di Morningstar.

“Il gruppo americano è leader nella produzione di processori per PC. L’elevata quota di mercato in questo segmento gli permette di generare grosse economie di scala e generosi flussi di cassa che investe in Ricerca & Sviluppo e in nuove attività che le garantiscono una maggior diversificazione del business. Il mercato ha reagito negativamente ai numeri del primo trimestre facendo scivolare le quotazioni del titolo dell’11%. Ora Intel è scambiata a un tasso di sconto del 22% rispetto al fair value di 65 dollari e resta a nostro avviso la migliore idea di investimento tra i produttori di semiconduttori” (report aggiornato al 26 aprile 2019).