Diagnosi dei pazienti più veloci e accurate, migliore gestione delle corsie e dei reparti, nuovi medicinali, snellimento dei processi amministrativi. Sono solo alcuni dei vantaggi che si avranno nel campo della salute con l’applicazione dell’intelligenza artificiale e del machine learning. Un segmento, quello dei computer in grado di svolgere ragionamenti e funzioni tipici della mente umana (compresa quella di imparare) che, dicono gli analisti, sta diventando sempre di più un’interessante opportunità di investimento.

In Giappone sono una realtà le macchine in grado di effettuare da sole complicate operazioni chirurgiche e compensare la mancanza di lavoratori in un paese alle prese con un forte invecchiamento della popolazione e tassi di natalità in calo. In Cina lo sviluppo dell’intelligenza artificiale viene utilizzato per creare sistemi di riconoscimento facciale. Anche per motivi di controllo sanitario della popolazione, come si è visto durante l’emergenza Coronavirus.

Ma il potenziale utilizzo dell’intelligenza artificiale e del machine learning nel campo della salute è ampio e sembra offrire interessanti opportunità di rendimento. “Considerando che, solo negli Stati Uniti, la spesa per la sanità rappresenta circa il 18% del Pil, non ci sorprende che questi settori siano sempre di più nei radar degli investitori”, spiega Cameron Stanfill, analista di PitchBook. Secondo le stime, le revenue delle società che sviluppano sistemi di intelligenza artificiale e machine learning per il settore healthcare, a livello globale passeranno da 1 miliardo di dollari circa del 2017 a quasi 20 miliardi nel 2026.

Andamento revenue dell’AI nel settore salute a livello globale (in miliardi di $)

Più dati, più intelligenza

“La sempre più diffusa digitalizzazione dei dati nel settore Salute sta creando una situazione favorevole per un uso maggiore dell’intelligenza artificiale che porterà a diagnosi più veloci e accurate e a una migliore gestione degli ospedali”, dice l’analista. “Anche il segmento della biotecnologia beneficerà della capacità di analizzare una mole di informazioni sempre più grande per arrivare a nuove terapie”.

Resta il problema della privacy dei pazienti, soprattutto quando si ha a che fare con dati sensibili come quelli sanitari. “Quando le persone e gli operatori sanitari inizieranno a vedere i benefici dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, le legislazioni in materia di riservatezza si adatteranno alla nuova situazione rendendo le informazioni maggiormente accessibili”, dice l’analista.

Opportunità nel breve e lungo periodo

Il segmento sembra offrire opportunità di investimento in un ampio spettro temporale. “Nel breve periodo, crediamo che le opportunità più interessanti siano nel miglioramento dei servizi”, spiega l’analista. “L’automazione di determinati sistemi, ad esempio, viene già utilizzata per avvertire i medici quando la salute di un paziente peggiora. La computer vision, invece, può aiutare a semplificare il lavoro dei radiologi”.

Un fronte sul quale l’intelligenza artificiale può intervenire è quello dei costi. “Le spese globali per la salute sono attese in crescita del 5,5% nei prossimi cinque anni e continuano a essere uno dei costi più importanti a livello personale”, dice l’analista. “Il rischio di avere sistemi sanitari sempre più onerosi sottolinea l’importanza di usare sistemi di intelligenza artificiale che hanno la potenzialità di abbattere le spese”.

Ci sono poi le possibilità legate alla scoperta di nuovi farmaci. “Tuttavia, la scarsità di dati sull’impatto di alcune molecole nei processi fisiologici sta facendo ritardare questo segmento e lo rende un’opportunità di investimento per chi ha una visione di lungo periodo”, dice Stanfill.

Nella tabella in basso sono elencati i fondi che investono in società di intelligenza artificiale con applicazioni nell’healthcare. Non esistendo una categoria specifica per questo tipo di strumenti, la selezione è stata effettuata tra i prodotti che hanno artificial intelligence nel nome.

I fondi che investono nell’intelligenza artificiale applicata all’healthcare

Di Marco Caprotti