Quante volte vi siete seduti al tavolo pensando a come programmare il vostro futuro e quello dei vostri cari? Quante volte avete parlato con un amico, magari al bar, e vi siete sentiti dire: "Ho investito dei soldi in quelle azioni e ho guadagnato un sacco di soldi". Quante volte vi siete detti: "Perchè io no? Cosa ci vuole? Se lo ha fatto Tizio, posso farlo anche io".

In quante occasioni, parlando di risparmio, di investimenti, vi siete sentiti una persona con le idee chiare, piuttosto che risultare uno di color che son sospesi in qualche limbo?

Partiamo dalle basi, ovvero dal significato dei termini "risparmio" ed "investimento".

Il sito Pensionielavoro.it, ci fornisce il significato della parola "risparmio", ovvero:

"Per definizione, il risparmio è quella parte di reddito che non viene immediatamente consumata: nel caso di un singolo individuo o di una famiglia, si tratta cioè di quella quota della propria pensione, del proprio stipendio (o di qualunque altra fonte di rendita più o meno continuativa) che non viene subito destinata all’acquisto di beni o servizi, ma semmai accantonata per il soddisfacimento di bisogni futuri, che siano di breve o lungo periodo."   

Da Dirittoeconomia.net, invece, traiamo il senso della parola "investimento":

"Per investimento si intende il processo attraverso il quale il risparmio viene impiegato a fini produttivi."

Risparmio: la base, ma non l'unica opzione

Come evidenziato precedentemente, il risparmio è quella parte di reddito che non viene consumata immediatamente, ma viene messa da parte al fine di soddisfare eventuali necessità future. Quali possono essere queste esigenze? Ogni persona darà la propria risposta, in base agli obiettivi da raggiungere: un viaggio, una nuova auto, la casa di proprietà, una integrazione pensionistica, semplici spese impreviste e via dicendo. 

Sorge spontaneo un quesito: per raggiungere il fine che mi sono prefissato, è il risparmio il giusto punto di partenza oppure ci sono altre opzioni? Mi spiego meglio: se il mio obiettivo è quello di tutelarmi in caso di una possibile non autosufficienza, la soluzione migliore è quella di iniziare a risparmiare oggi in previsione di un domani nebuloso oppure posso raggiungere il mio scopo in altri modi? 

In questo caso, ad esempio, la risposta è: conviene assicurarsi per tale evento con una polizza LTC (Long term Care), ovvero, come riporta Altroconsumo.it:

"Le polizze “Long term care” offrono una rendita mensile o il pagamento di spese mediche o di assistenza a persone assicurate che hanno bisogno, a causa di una malattia o di un incidente, di essere aiutate continuamente da un’altra persona per compiere le normali azioni della vita quotidiana quindi mangiare, vestirsi, muoversi, lavarsi; operazioni che altrimenti non potrebbero fare da soli."

Pago un premio assicurativo, per assicurarmi, un domani, una rendita che mi consenta di andare in una struttura o assumere una persona che mi aiuti nella vita quotidiana. In questo caso, quindi, posso raggiungere il mio obiettivo molto più efficacemente acquistando una polizza piuttosto che attuare un risparmio forzoso. Discorso analogo vale ad esempio per la casa, ove posso valutare l'accensione di un mutuo, ad esempio.

Da risparmio a investimento

Dopo aver visto che cosa significa risparmiare e valutato se, in base all'obiettivo che si intende raggiungere, sia, quella del risparmio, l'opzione migliore o meno, occorre fare il passo successivo.

Se abbiamo appurato che la nostra esigenza di breve, medio o lungo periodo ben si combina col risparmio, allora, mettere da parte un tot al mese piuttosto che all'anno è solo il primo passo. Infatti, col termine "risparmio" non si deve considerare il mero accantonamento di una cifra sul conto corrente o sul libretto di deposito.

In tali casi, infatti, se è vero che non spendiamo tutto il nostro reddito, è altrettanto vero che, la parte non consumata lasciata in giacenza sul conto, viene erosa dall'inflazione che quindi ne intacca e ne riduce il reale valore. Il risparmio, da solo, non è sufficiente.

Già, quindi, questi soldi risparmiati, dove li mettiamo? Che cosa significa esattamente "investire" queste somme? Sulla base di quali parametri? Che sicurezze posso avere?

Domande queste (e molte altre) che ognuno di noi si pone quando deve allocare le proprie risorse. Domande alle quali si deve dare risposta partendo da un concetto basilare: la pianificazione finanziaria.

Il concetto di pianificazione

Il concetto di pianificazione finanziaria può essere riassunto nella definizione riportata dal sito rv.capitalpartners.com:

"La pianificazione finanziaria consiste nella definizione degli obiettivi finanziari e nella scelta della strategia migliore per raggiungerli."

Il collante, ovvero il trade union tra risparmiare ed investire è proprio una corretta pianificazione finanziaria. Una volta definito l'obiettivo, dati il tempo e le risorse a disposizione, si cerca la via migliore per raggiungerlo.

Tutto qui? Non occorre altro? Ebbene, ci sono altri elementi da valutare.

In primis, la propensione al rischio. Il rischio è una brutta bestia, per come la vedono molte persone. Il rischio può tramutarsi in una opportunità se inserito nel giusto contesto. Il rischio è l'incertezza, ovvero non solo la possibilità di riportare delle perdite in conto capitale, ma anche l'ipotesi di non raggiungere i risultati sperati o nel tempo prefissato.

Il rischio si riduce con una corretta pianificazione finanziaria. Il rischio, però, è anche legato alla psiche, al nostro stato emotivo, alla capacità di essere dei buoni marinai anche quando si scatena la tempesta. Facile? Assolutamente no.

Ogni decisione, comporta un rischio. Anche restare immobili comporta un rischio.

Investimenti: parametri, vincoli, perplessità e luoghi comuni

Quindi, ricapitolando: risparmiare, pianificare, investire.

Una corretta pianificazione finanziaria, non può prescindere da una altrettanto corretta diversificazione. Per diversificazione si intende una allocazione delle risorse attraverso investimenti che, per natura, ambito, tipologia, durata, settore, etc, siano differenti tra di loro.

Come detto precedentemente, lasciare i propri risparmi sul conto corrente, sembrerebbe l'opzione più sicura in assoluto: non ci sono perdite, verrebbe da pensare. E invece no, visto che, oltre alle spese periodiche, dovete fare i conti con l'erosione del vostro capitale ad opera dell'inflazione. Il risparmio da sè, non basta.

Investiamo tutto su titoli a reddito fisso? Magari Btp? Certo, così poi se i tassi di mercato salgono, ci troviamo di fronte ad un capitale svalutato e siamo costretti ad attendere la scadenza dei titoli per non registrare delle perdite in conto capitale.

D'altra parte, non possiamo nemmeno investire tutto in azioni, data la loro volatilità e oscillazione nelle quotazioni. 

Non possiamo nemmeno far confluire tutte le nostre disponibilità sul mattone, perchè se poi dovessimo smobilizzare il nostro investimento in tempi brevi in seguito ad imprevisti, potremmo trovarci in seria difficoltà.

Oro? Bitcoin? Valute straniere?

Risparmiare ed investire: ad ognuno il suo portafoglio

Non esiste una risposta identica per tutti. Anzi: esiste la risposta personalizzata, ovvero quella più calzante per le vostre esigenze. 

Definire gli obiettivi, delineare le risorse a disposizione, pianificare il tutto e diversificare in base al grado di rischio che siete in grado di sopportare e al tempo che avete o vi siete dati.

Il termine "tempo" non si riferisce solamente all'orizzonte temporale del singolo obiettivo/investimento, ma anche al concetto di età anagrafica. Spesso si pensa che risparmio, pianificazione ed investimenti cessino di essere determinanti una volta raggiunta la pensione. In realtà, non è così. Anzi.

Nel momento in cui terminiamo la nostra attività lavorativa e possiamo dedicarci a noi stessi e a ciò che ci piace, entriamo nella parte di vita che si chiama vecchiaia. Mai come in quella fase, è necessario continuare a risparmiare, pianificare ed investire. Per noi stessi e per le persone che amiamo.