L’irpef, Ires e Irap sono tre imposte che lo Stato italiano richiede ai propri contribuenti, mentre l’IRPEF è un prelievo di ricchezza dal contribuente allo Stato atto a finanziare servizi pubblici, l’IRAP e l’IRES sono invece rispettivamente una imposta regionale sulle attività e l’aliquota d’imposta sui redditi della società.

Possiamo leggere di queste tre imposte su fiscozen, orizzontescuola e soldioggi.it, ma ciò che ci chiediamo ora noi è quali differenze reali ci sono fra queste tre tipologie di imposte?

Cosa significa un’imposta a carattere progressivo o proporzionale? Cosa vuol dire che un’imposta è personale? Come vanno pagate queste imposte? In quale caso è necessario un modello specifico e in quale l’F24? Quali sono le date di scadenza per pagare l’IRPEF, IRAP e l’IRES?

Scopriamolo insieme.

Che cos’è l’IRPEF?

L’Irpef è un’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche – a volte anche per le società ma in questo caso sono i soci a pagarla – viene pagata da più di 40 milioni di contribuenti italiani e consiste in un terzo degli introiti del cassetto Statale.

Come dicevamo in precedenza, serve a finanziare tutti i lavori per i miglioramenti di tutto ciò che è statale, come le scuole, le strade, gli ospedali.

L’imposta è attiva dal 1973 e fa incassare allo Stato, ogni anno, circa 180 miliardi di euro.

Le sue caratteristiche sono date dal fatto che è un’imposta diretta a carattere personale e con caratteristica progressiva.

Ciò cosa significa?

In parole povere significa che è un’imposta che si attua direttamente sul reddito e viene pagata obbligatoriamente da ogni singolo soggetto che produca un reddito – ovviamente limitato al territorio italiano – e cresce di percentuale al crescere del reddito annuo percepito.

Da chi deve essere pagata l’IRPEF?

L’Irpef deve essere pagata da tutte le persone fisiche che producano reddito in Italia sia essendovi residenti che non.

Nello specifico dovranno pagarla:

  • i lavoratori dipendenti
  • i lavoratori autonomi
  • le imprese
  • persone fisiche che percepiscano redditi da un capitale o fondiario. 

Come si paga l’IRPEF?

L’irpef si paga direttamente nella busta paga o nella pensione, infatti il netto che risulta in entrambe queste documentazioni subisce un decurtamento nel lordo a causa dell’IRPEF.

L’ammontare della percentuale che viene decurtata dal lordo dipenderà dal reddito del contribuente.

Per un reddito compreso fra zero euro e 15 mila euro annui, l’aliquota sarà pari al 23% con un ammontare massimo per scaglione di 3450 euro, mentre per il range massimo superiore ai 75 mila euro, l’aliquota sarà pari al 43%.

Che cos’è l’IRES?

L’IRES è l’Imposta sul Reddito delle Società ed è un’imposta proporzionale, essa viene calcolata su di un’aliquota sempre fissa e pari al 24%.

Colpisce tutti coloro a cui non è applicabile l’imposta IRPEF e – dal 2008 – sostituisce la vecchia imposta IRPEG.

Chi deve pagare l’Ires?

Come sopraccitato, l’IRES viene pagata da tutti coloro a cui non è applicabile l’IRPEF.

Quindi, devono versare l’IRES:

  • Tutte le società per azioni (SPA) e le società in accomandita per azioni (SAPA), le società a responsabilità limitata (SRL), le società cooperative, le società di mutua assicurazione e le società europee, oltre alle società cooperative europee, purché residenti in Italia.
  • Gli enti pubblici o privati, come consorzi, trust, organismi di investimento collettivo del risparmio e organizzazioni no profit – quindi enti non commerciali – purché residenti in Italia.

Ricordiamo che con residenti in Italia si intende “fiscalmente residenti in Italia”, ma qual è la reale differenze fra essere residenti in Italia ed essere fiscalmente residenti in Italia?

Per essere fiscalmente residenti in Italia le società o enti devono avere per la maggior parte del periodo d’imposta la sede legale o la sede d’amministrazione o l’oggetto principale della loro attività in Italia.

Hanno, inoltre, fiscalmente sede in Italia gli organismi d’investimento collettivo del risparmio che siano istituiti in Italia.

Hanno valore anche gli istituti trust o analoghi – anche se fondati in un Paese diverso da quelli con cui l’Italia attua scambia informazioni come previsto dalle Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni  - se almeno uno dei disponenti è fiscalmente residente in Italia.

Sono esenti dal pagamento dell’IRES tutti i redditi degli organismi d’investimento collettivo del risparmio sia che essi siano stati istituiti in Italia che abbiano sede in Lussemburgo come da Legge TUIR art.73, comma 5-quinquies.

Come si paga l’IRES?

L’Imposta sul Reddito delle Società si paga attraverso il modello F24, ha un codice tributo per effettuare il pagamento che cambia in base alla tipologia di attività svolta. Quest’ultimo codice può essere reperito sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Come per altre imposte pagate tramite modello F24, il pagamento può avvenire in un’unica soluzione al 30 novembre o in due o tre rate suddivise in:

  • anno antecedente da saldare entro il 20 giugno
  • acconto dell’attuale anno di validità, da saldare il 30 giugno e il 30 novembre – in caso di due rate, ma se la cifra sarà inferiore ai 258 euro andrà saldata in un’unica rata. 

Che cos’è l’IRAP?

L’Irap è un’Imposta Regionale sulle Attività Produttive, ed è una delle imposte che i professionisti, gli imprenditori, e tutte le altre persone che svolgono un’attività produttiva abituale. Tutto ciò che c’è da sapere sull’IRAP è contenuto nel Decreto Legislativo n 446/1997 ed è importante sapere che l’Irap è da versare ogni anno.

Chi deve pagare l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive?

Come dice il termine stesso, è un’imposta sulle attività produttive quindi l’Irap deve essere pagata da tutti i liberi professionisti e i titolari di attività che producano, la suddetta imposta è un tributo da pagare ogni singolo anno alla propria regione di appartenenza.

Questo tributo va a “tassare il valore della produzione” e proprio per questo con la nuova riforma fiscale del Governo Draghi si sta pensando di cancellarla definitivamente.

L’IRAP viene considerata, infatti, da molti iniqua poiché tassa il guadagno netto dell’impresa, ovvero la differenza che si ottiene togliendo dal guadagno lordo annuale i principali costi di gestione, ma attenzione non tutti i costi, solo i principali.

Ma come si paga l’IRAP?

Per poter pagare l’IRAP andrà presentato un modello Irap autonomamente, ciò andrà fatto da tutte le persone fisiche, le società semplici (SS), le società in nome collettivo (SNC), società in accomandita semplice (SAS) e tutte le altre società e associazioni equiparabili alle sopraccitate, come detto anche dall’articolo 5 del Tuir.

Il pagamento dell’Irap, andrà effettuato entro e non oltre il 30 settembre dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta, mentre per i soggetti Ires e le Pubbliche Amministrazioni, varrà il nono mese successivo a quello della chiusura del periodo d’imposta.

Quindi l’IRAP si paga – con il sistema degli acconti e dei saldi delle imposte sui redditi – tramite due rate.

  • La prima andrà saldata entro il 30 giugno di ogni anno e sarà il saldo dell’anno antecedente insieme ad un acconto dell’anno a venire.
  • La seconda andrà saldata entro il 30 novembre e varrà come secondo acconto per l’anno a venire.

IRPEF, IRES E IRAP a confronto

L’IRPEF, IRES e IRAP sono tre imposte italiane e – secondo uno studio recente della Confcommercio – fanno parte di ciò che rende l’Italia uno dei paesi con la maggiore pressione fiscale. 

Difatti, la nostra pressione fiscale è pari al 55%, quindi non stupisce se molti contribuenti non riescono a comprendere a pieno le differenze fra queste imposte, soprattutto considerando che si sono create talmente tante agevolazioni per le suddette tasse da aver dovuto coniare un termine apposito come le tax expenditures.

Per questo metteremo a confronto prima l’Irpef con l’Irap e con l’Ires, sottolineando le differenze che le compongono, così da chiarire una volta per tutte queste tre importanti imposte italiane.

L’Irpef è un’imposta che colpisce le persone fisiche, ciò la distanzia totalmente da un’imposta destinata alle imprese o alle partita iva.

Ciò, quindi, rende diametralmente opposte Irpef e Irap, per non parlare dell’Ires che è un’imposta sul reddito delle società.

Quindi, Irap e Ires sono simili per le persone che devono pagarla, mentre l’Irpef viene pagata principalmente da lavoratori dipendenti e pensionati.

L’irpef viene pagata sui redditi delle persone fisiche ed è progressiva e a scaglioni, quindi con più aliquote in base al reddito del contribuente.

L’ires è un’imposta che si applica sul reddito delle società ed ha un’aliquota unica pari al 27,5%. Questo la classifica come un’imposta proporzionale e non progressiva. 

Per saperne di più vi rimandiamo al video del canale youtube Numerium dove Claudio Cerutti parla dell’Ires:


Infine, l’IRAP – che è un’imposta Regionale sulle Attività Produttive – colpisce come imposta tutte le attività che abbiano come oggetto la produzione o lo scambio di beni e servizi.

È un’imposta locale e si applica per le imprese che esercitano attività economica in ciascuna regione italiana.

Ha un’aliquota base pari al 3,9% del valore della produzione netta.

In definitiva:

l’IRPEF viene pagata automaticamente tramite busta paga o pensione ed è un’imposta che cambia la sua aliquota proporzionalmente al reddito del contribuente.

Grazie alla riforma fiscale dovrebbe addirittura diminuire la sua aliquota per il range dei “medio ricchi”, diminuendo anche il cuneo fiscale.

L’Irap, la tassa più iniqua per gli imprenditori, ha un 3,9% di aliquota fissa ma colpisce il netto del reddito tenendo solo parzialmente conto delle spese avute dall’attività.

Quest’ultima potrebbe sparire per sempre con la riforma fiscale del Governo Draghi.

Infine, vi è l’Ires, quest’ultima si applica sul reddito delle società con un aliquota fissa pari al 27,5%.

Ora che per voi questi tre tributi o impostenon hanno più segreti, vi consigliamo di leggere anche questo nostro articolo sulla riforma fiscale, così da non farvi trovare impreparati dalle ultime modifiche attuate dal Governo Draghi con la riforma fiscale sull’IRPEF!