Il Governo dei bonus: potremmo definire così la legislatura Draghi, viste le innumerevoli quantità di agevolazioni erogate nell’ultimo anno. Tra queste, vi sono anche i buoni spesa, che sono stati confermati per il 2022 e che spettano a singoli e a famiglie che si trovano in difficoltà economiche a causa della situazione Covid.

I buoni spesa, che vengono elargiti dai singoli Comuni, sono dei veri e propri contributi per acquistare generi alimentari, farmaci e altri beni di prima necessità. Per la manovra sono stati stanziati ben 500 milioni di euro per l’anno in corso grazie al Decreto Sostegni bis.

L’intento è quello di generare una sorta di meccanismo di solidarietà alimentare che permetta a chi è in condizioni economiche di indigenza di provvedere al proprio sostentamento attraverso l’acquisto di beni indispensabili, quali appunto cibo e farmaci.

L’importo dei vari buoni spesa, poi, dipende da tante variabili, quali l’Isee dei richiedenti, ma anche dai fondi a disposizione del Comune di residenza: spetta infatti a quest’ultimo l’erogazione dei bonus, e non all’Inps o altri enti che siamo abituati a nominare più frequentemente. La domanda, dunque, deve essere inoltrata al Comune stesso.

Come funzionano i buoni spesa?

I buoni spesa sono misure di contrasto alla povertà che il Governo ha emesso per la prima volta nel 2020. La pandemia da Covid-19, infatti, ha causato una grave crisi economica che, solo in Italia, ha generato un milione di poveri in più, e come riporta Repubblica, ha causato una sorta di long-Covid anche nella povertà – del resto, il virus ha cancellato circa 1,2 milioni di posti di lavoro, soprattutto nel settore terziario.

Perciò, tra le opzioni in campo, il Governo ha deciso di rinnovare i buoni spesa anche per quest’anno

I buoni spesa non sono nient’altro che voucher di importo differente, caricati all’interno di carte prepagate. Se si preferisce, possono invece essere recapitati a domicilio o emessi come buoni online da scaricare e stampare. Infine, si può ricorrere anche ad app per smartphone.

È Importante sottolineare che se i buoni spesa sono erogati tramite carta prepagata, quest’ ultima può essere utilizzata soltanto per i pagamenti all’interno degli esercizi commerciali che aderiscono. Impossibile, invece, prelevare contanti dagli sportelli ATM

Nel dettaglio, i buoni spesa permetto di acquistare una gamma varia di generi di prima necessità, dagli alimentari ai farmaci al necessario per i bebè, come:

  • pane, pasta, formaggio, uova, zucchero, frutta e verdura, carne e pesce, farina, latte e formaggi, biscotti, acqua, sughi

  • medicinali

  • latte in formula per bambini, omogeneizzati, pannolini

Infine, un ultimo quesito: dove si possono spendere i buoni spesa?
Come abbiamo visto, la patata bollente dei buoni spesa spetta ai singoli Comuni italiani, sui cui siti internet ufficiali viene indicata una lista di esercizi commerciali che accettano questi bonus.

In line generale, però, possiamo indicare alcune catene GDO e supermercati in Italia che aderiscono all’iniziativa:

  • Conad

  • Coop

  • Carrefour

  • Esselunga

  • Eurospin

  • Simply

Un video Youtube di Mondo Pensioni riassume in pochi minuti cosa sono i buoni spesa, come richiederli e dove: 

Buoni spesa: quant’è l’importo?

Una domanda più che legittima che si pongono in molti e della quale cerchiamo di fugare ogni dubbio. 

Anzitutto, è impossibile dire quanto sarà l’ammontare dei buoni spesa spettanti alle singole famiglie perché l’ammontare non dipende soltanto dall’Isee, ma anche da quante risorse il Comune ha a disposizione.

Infatti, i 500 milioni stanziati dal Governo per i buoni spesa sono distribuiti ai vari Comuni italiani a seconda della loro grandezza, del numero di abitanti e delle famiglie in difficoltà economica che vi risiedono. 

Per esempio, l’importo dei buoni spesa del Comune di Bologna varia da 150 euro (per nuclei familiari con un componente solo) a 600 euro (per famiglie di sei membri o più); per il Comune di Sorrento, invece, si va dai 150 euro (famiglie mononucleari) a 350 euro (famiglia con 5 o più componenti).

Spetta perciò ai singoli richiedenti informarsi sull’importo presso il proprio Comune di residenza.

Buoni spesa: a chi spettano?

Come le altre numerose iniziative alle quali siamo abituati, anche quella riguardante i buoni spesa non è per tutti, ma solo per determinate categorie di cittadini.

I buoni spesa, infatti, spettano a persone o famiglie in difficoltà economiche e sociali a causa della pandemia, le quali non possiedono i mezzi necessari a comprare generi alimentari e altri beni di prima necessità.

Nell’erogazione dei buoni spesa vengono inoltre tenuti in considerazione:

  • l’Isee – disponibilità contante in conto corrente, reddito annuo, patrimonio mobiliare e immobiliare

  • la composizione del nucleo familiare

  • eventuali figli disabili a carico

>> A proposito di figli e figli disabili a carico, da marzo verrà erogato il nuovo Assegno Unico Universale, che prevede diversi tipi di maggiorazione a seconda della situazione famigliare. Per saperne di più leggi anche: Assegno unico: come ricevere gli arretrati in 5 mosse.

Precisiamo che un solo componente per nucleo familiare può richiedere i buoni spesa e questo deve essere residente nel Comune a cui inoltra la domanda o domiciliato in un Comune diverso da quello di residenza.

Infine, anche chi riceve la Naspi, il Reddito di Cittadinanza o la Social Card ha diritto ai buoni spesa, ma è bene precisare che avranno la priorità coloro che non ricevono altre forme di sostegno statale.

Quando arrivano i buoni spesa?

Nella maggior parte dei casi, i buoni spesa sono già arrivati. Per esempio, uno dei primi comuni a dare il via all’iniziativa è stato Salerno che, per la cronaca, è stato anche uno dei primi a chiuderne l’erogazione.

Di fatto, non esiste una data precisa in cui i buoni spesa scadono e non possono essere più richiesti: ancora una volta, la decisione viene presa in autonomia dai Comuni e l’unico modo per saperlo è contattare direttamente l’ufficio preposto o andare sul sito internet.

Tuttavia, possiamo generalizzare dicendo che, nella maggior parte dei casi – tra cui Bologna, Vicenza e Siena – non è prevista una data entro cui inoltrare la domanda per i buoni spesa perché le risorse continueranno a essere distribuite fino al loro esaurimento.

Dunque, come si suol dire, chi prima arriva, meglio alloggia!

Altri comuni ancora, invece, hanno posto come limite massimo per chiedere i buoni spesa la data del 28 febbraio 2022, come Chioggia (VE), Giugliano in Campania (NA), Gallipoli (LE); infine, per concludere la panoramica, il Comune di Milano accetterà domande per i buoni spesa fino al 2023, per un totale di 9 milioni di euro a favore dei cittadini meno abbienti.

In tutto questo, bisogna poi vedere se il Governo deciderà di stanziare ulteriori fondi per questa agevolazione o se, con il concludersi dello stato d’emergenza il 31 marzo prossimo, anche le misure eccezionali messe finora in campo saranno cancellate con un colpo di spugna.

Nel frattempo, iniziano a sorgere già le prime polemiche sui buoni spesa e sui fondi insufficienti: per esempio, CasertaNews riporta che l’assessore alle politiche sociali di Aversa, Roberto Romano, ha fatto sapere che delle 1970 famiglie che avrebbero diritto ai buoni spesa, soltanto 1251 potranno riceverli veramente a causa della mancanza di risorse, ben 700 saranno perciò escluse.

Come richiedere i buoni spesa?

Non esiste una modalità unica e universale per chiedere e ottenere i buoni spesa, perché le modalità di presentazione della domanda variano da Comune a Comune.

In genere, possiamo distinguere queste due modalità:

#1 Comuni più grandi
I cittadini devono scaricare un apposito modello dal sito del Comune, compilarlo e re-inviarlo all’indirizzo email indicato oppure devono compilare un form online direttamente sul sito web.

#2 Comuni piccoli
In molti casi le famiglie più bisognose sono state individuate grazie all’aiuto dei servizi sociali attivi sul territorio – queste possono ricevere i buoni anche senza Isee –; in altri casi, invece, i buoni spesa possono essere richiesti via email o per telefono.

Su un piano generale, i Comuni hanno indetto appositi bandi pubblicato sul proprio sito ufficiale, bando a cui i cittadini devono riferirsi e in cui possono trovare tutte le modalità di inoltro della domanda per i buoni spesa.

Per trovare il bando di riferimento, si può fare cercare su un motore di ricerca, digitando una frase del tipo “buoni spesa comune [nome del Comune di residenza]. Ultimo consiglio: nei casi in cui la domanda debba essere compilata online, meglio avere a portata le proprie credenziali SPID, oramai necessarie per accedere a quasi tutti i servizi internet.

>> Per informazioni su come richiederla, leggi: Come richiedere lo SPID?

Attenzione ai controlli!
La distribuzione dei buoni spesa si basa sulle autodichiarazioni dei cittadini, ma ogni Comune si riserva comunque il diritto di procedere a dei controlli accurati in modo da verificare la veridicità di tali dichiarazioni.

Buoni spesa e altri bonus sociali per Isee basso

Gli interventi socio-economici del Governo Draghi hanno cercato di essere il più inclusivi possibile, erogando diversi tipi di agevolazioni che andassero a coprire una platea ampia, composta soprattutto da coloro che hanno un Isee basso e/o rientrano nella no tax area (che da quest’anno è fissata a 8.145 euro).

Dunque, oltre ai buoni spesa di cui abbiamo appena parlato, un’altra serie di bonus si rivolge ai cittadini che, tra inflazione e lavoro instabile, faticano ad arrivare a fine mese.

Eccone alcuni:

  • anzitutto, il bonus bollette, che in alcuni casi può arrivare anche a 250 euro e che cerca di tamponare il rincaro spropositato di luce (+55% rispetto all’anno scorso) e gas (+41,8%)

  • la Carta Acquisti, o Social Card, per Isee inferiori a 9.360 euro

  • l’Assegno Unico Universale per i figli a carico, destinato a lavoratori dipendenti e autonomi, percettori di Reddito di Cittadinanza, persone disoccupate o incapienti

  • il Reddito di Cittadinanza

  • infine, la riforma delle aliquote Irpef e la proroga del Bonus 100 euro di Renzi per aumentare gli stipendi in busta paga


>> Trovi maggiori dettagli sui bonus per Isee basso in questo articolo: ISEE 2022 basso: fino a 15.000€? Ecco tutti i nuovi Bonus!