L'ISEE ha dei nuovi documenti. Per la compilazione dell'indicatore ti verrà sempre richiesto di portare dei documenti, i quali non possono essere né sostituiti né omessi in sede di calcolo. Anche perché questo significherebbe due cose.

Uno, che non puoi accedere al calcolo dell'indicatore. Due, che il calcolo finale, in assenza di documentazioni valide o realistiche, potrebbe risultarti sfavorevole, o addirittura irrealistico rispetto alla tua condizione economica.

Ma in entrambi i casi, la situazione è sempre la stessa: perdi. E in questo caso perdi l'accesso a bonus o ammortizzatori sociali come il Reddito di Cittadinanza o la NASPI se sei disoccupato. 

Pertanto, prima di procedere con i documenti, vorrei riassumerti i principali punti di questo indicatore, e poi concentrarmi su quello che dovrai portare in sede di calcolo e validazione.

ISEE: ecco come funziona questi documento nel 2021

L'ISEE, o Indicatore della Situazione Economica Equivalente, nasce nel 1998 col decreto legislativo 109/1998

Da questo momento in avanti, se tu, come single o responsabile di un nucleo familiare, vuoi accedere a prestazioni o supporti economici, dovrai produrlo ogni volta che viene richiesto.

Così le autorità competenti sapranno, dalla tua dichiarazione ufficiale, quale sia la tua situazione in corso, a livello non solo economico ma anche anagrafico. 

Secondo i parametri INPS, i dati richiesti per l'indicatore sono i seguenti:

  • reddito complessivo,
  • patrimonio mobiliare e immobiliare,
  • composizione e caratteristiche del nucleo familiare.

Solo alla fine di questo calcolo potrai richiedere i bonus, non prima. Piuttosto ti consiglio di vedere anche i limiti di reddito previsti per i principali ammortizzatori sociali e bonus, dato che le fasce di reddito sono cambiate.

Ricordati inoltre che, in caso di dichiarazione mendace, le autorità non saranno clementi, pertanto portan tutti i documenti necessari, compresa la DSU, cioè la Dichiarazione Sostitutiva Unica.

ISEE: ecco chi deve fare il documento della DSU nel 2021

La Dichiarazione Sostitutiva Unica è un documento di base richiesto dagli uffici del Comune predisposto, o del Centro di Assistenza Fiscale (CAF) o dal patronato locale per avere ben chiara la tua situazione complessiva, tramite i seguenti dati:

  • dati anagrafici, 
  • dati reddituali,
  • dati patrimoniali.

In particolare, quelli anagrafici non devono mancare di eventi importanti a livello anagrafico, come decessi, trasferimenti o cancellazioni anagrafiche.

Per la presentazione della DSU è però competente la sede INPS locale, o almeno quella adibita alla prestazione che si vuole richiedere. 

Anche perché tutti coloro che vogliono fare l'ISEE devono farla, specie se ti ritrovi a mantenere una situazione economica tragica, magari da disoccupato e con spese e bollette in aumento. Per entrambi infatti ci sono dei bonus, o dei modi per risparmiare, ma senza questo documento non potrai beneficarne.

E non solo questo, ma anche altri, soprattutto quelli più recenti.

ISEE: ecco i documenti che servono nel 2021!

Come detto, c'è da fare la DSU, altrimenti puoi scordarti dell'ISEE per quest'anno (e anche per il prossimo). 

In particolare si richiede che il dichiarante disponga del codice fiscale e del documento d'identità, così da intestargli l'indicatore successivamente.

A seguito servira solo il codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare. E questo vale anche nel caso di:

  • coniuge non residente,
  • figlio a carico non residente.

Quest'ultimo è un caso molto delicato, perché rientra in quello che viene chiamato ISEE minorenni, cioè quello specifico per i figli minorenni che, non abitando nello stesso nucleo, provengono da una relazione con non coniugati o non conviventi.

In questo caso va fatto solo se il figlio a carico ma non residente:

  • non è coniugato; 
  • è di età inferiore a 26 anni.

O se proprio non ha figli. Perché sennò la situazione diventa più complicata. Infatti lo è già complicata, a giudicare i documenti per i redditi, vera novità del 2021.

ISEE: ecco i documenti e certificati per i redditi 2019!

Ora viene la parte più complicata, perché l'ISEE nel 2021 prevede una serie di documenti relativi al reddito mobiliare e immobiliare, che però possono essere ridotti in due soli moduli:

  • Modulo 730 (oppure il Modello Redditi 2020), riferiti ai redditi del 2019;
  • Saldo e giacenza media annua di tutti i conti (bancari, postali...) disponibili fino al 31 dicembre 2019.

Basterebbero solo questi documenti, anche se, in caso di dipendenti o pensionati, servirebbe il Modello CU 2020, sempre relativo ai redditi 2019. 

In assenza di un documento del genere la lista si fa molto lunga. Perché ci sono delle certificazioni, se si tratta di:

  • supporti INPS (previdenziali/assistenziali), 
  • compensi;
  • redditi non relativi al calcolo IRPEF, così come quelli provenienti dall'estero;
  • borse di studio,
  • assegni di mantenimento;
  • compensi se lavori in settori dell'intrattenimento, anche se dilettante (musica, teatro, sport...);
  • IRAP, cioè l''imposta regionale sulle attività produttive (se imprenditore agricolo).

Se volete un riassunto, vi suggerisco il video di Insindacabili.

E questo solo per le certificazioni dei redditi, pensa a quelli relativi al patrimonio mobiliare e immobiliare!

ISEE 2021: nuovi documenti per il patrimonio! Dal catasto al mutuo, fino all'auto

Nel caso del patrimonio, l'ISEE purtroppo non si ferma alla semplice giacenza media annua per depositi bancari e/o postali, ma va in profondità, come la necessità di portare, per esempio, la documentazione su tutto il valore del patrmonio mobiliare.

E si parla non solo di depositi bancari e/o postali, ma anche di:

  • libretti di deposito, 
  • titoli di investimento finanziario (titoli di stato, obbligazioni, azioni, BOT, CCT, buoni fruttiferi...) 
  • fondi di investimento privato, 
  • forme assicurative di risparmio.

E non solo in Italia, ma anche quelli detenuti all'estero. Ricordati di mettere in evidenza per i conti la tipologia, specie se si tratta di un deposito o di un conto vincolato.

Non deve mancare nemmeno, per il rapporto patrimoniale, oltre al numero identificativo:

  • data di apertura dei rapporti;
  • data di chiusura dei rapporti.

Non dimenticare anche il codice fiscale relativo alla banca (o istituto bancario) che ne ha la gestione (può essere anche una società).

Attenti però a quest'altra aggiunta. Supponiamo tu sia un autonomo, o titolare di una società. Ci sarebbe in quel caso da mettere in evidenza un'altra cosa: il patrimonio netto.

Questo deve riferirsi all'ultimo bilancio, e deve riunire sia le giacenze (o rimanenze finali), più i beni. Questi beni possono essere ammortizzati, ma gli va fatto il netto rispetto agli ammortamenti usati. 

E questo per quello mobiliare. Per quello immobiliare servono i certificati catastali (atti notarili, successioni, compravendita). E servono anche se detenuto all'estero, infatti si richiede il valore IVIE dell'immobile, che sia un fabbricato, un terreno agricolo o un'area edificabile poco importa.

In caso tu abbia un mutuo stipulato, si richiede anche la certificazione della quota capitale residua, che sia per l'acquisto o la costruzione della proprietà poco importa.

E per finire, in caso di autoveicoli e/o imbarcazioni, si ricorda che la data deve far riferito a quella di presentazione della DSU. In questo caso serve solo la targa, così da avere gli estremi di registrazione al P.R.A, e questo per gli autoveicoli o motoveicoli con più di 500 di cilindrata.

Sennò serve quello del R.I.D. (Registro Imbarcazioni da Diporto) se si parla di navi e imbarcazioni da diporto.

Però in realtà mancherebbe un altro certificato, ma prima che ti strappi i capelli, sappi che riguarda solo in caso di soggetti sofferenti di disabilità. In quel caso avresti anche un'altra possibilità di ISEE.

ISEE: puoi richiederlo anche in caso di disabilità!

L'ISEE garantisce maggiori possibilità d'accesso alle persone sofferenti di disabilità, ma richiede dei documenti extra, in particolare se si vuole far richiesta di prestazioni sociosanitarie residenziali, cioè di eventualmente usufruire dell'accesso di enti o istituti per la cura delle persone diversamente abili (es. RSA).

In questo caso servono:

  • la certificazione della disabilità, 
  • le spese per il ricovero in strutture residenziali, relative all'anno prima della presentazione della DSU;
  • le spese pagate per l'assistenza personale.

Mentre per quel che riguarda la certificazione che attesta la patologia disabilitante, i dati più importanti, oltre al numero di documento e la sua data di quando è stato rilasciato, è la denominazione dell'ente che ha rilasciato la certificazione.

Per le spese pagate, se si parla di quelle relative all'assistenza personale, devono riguardare quelle che sono state detratte nella dichiarazione dei redditi, ma relativa al secondo anno prima rispetto a quando hai presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica.

Poi, come ultimi documenti rimarrebbe da portare l'eventuale atto notarile, ma solo se si parla di donazione di immobili, perché riguarda appunto la richiesta di prestazioni sociosanitarie residenziali. 

Quindi, ad occhio e croce, si parla di non pochi documenti. Ovviamente cambiano a seconda del richiedente, che sia un anziano pensionato o il titolare di un negozio.

L'importante è però consegnare sempre tutti i documenti necessari, anche perché, vuoi i problemi tradizionali della nostra pubblica amministrazione, vuoi anche il datto che la durata dell'ISEE sia cambiata, prima fai l'Indicatore meglio è, così puoi avere tantissimi bonus (al netto del reddito che ti esce fuori).