L'indicatore sintetico economico della propria posizione reddituale e patrimoniale, meglio conosciuto come ISEE, non è mai stato così importante come negli ultimi due anni, da quando la pioggia di bonus arrivata dopo la pandemia, ha investito tanti italiani, ed in alcune circostanze potremmo dire tutti gli italiani. Dal bonus bebè, al bonus mamma, fino al nuovo assegno unico temporaneo, ai buoni spesa. L'ISEE è richiesto per il reddito di cittadinanza e per diversi aiuti economici locali. Insomma, senza ISEE non si può accedere, qualora si rispettano i vari requisiti richiesti per i vari bonus, alle misure di sostegno economico. 

Ma con un decreto del Ministero del Lavoro, l'ISEE cambia. Vediamo insieme come.

Cosa è l'ISEE

L'acronimo ISEE sta per indicatore della situazione economica equivalente e serve a poter confrontare in modo oggettivo la situazione economica delle famiglie. Decidere se un cittadino, o una famiglia possa accedere a degli aiuti economici non è facile senza uno strumento oggettivo ed uguale per tutti. L'ISEE ha proprio questa funzione, perchè per poterlo calcolare, si deve compilare una dichiarazione sostitutiva unica che riporta tutte le posizioni reddituali e patrimoniali di cui una famiglia è titolare. Poi, poichè in ogni famiglia, a parità di ricchezza complessiva, ci possono essere condizioni diverse, come la numerosità dei componenti o la presenza di persone con disabilità, l'indicatore economico viene ricalcolato con dei coefficienti, cosiddetti della scala equivalente. In questo modo il confronto della situazione economica tra famiglie è quanto più possibile omogeneo.

L'ISEE fotografa la situazione reddituale e patrimoniale di due anni precedenti la richiesta, perchè prende in considerazioni i redditi dichiarati con l'ultima dichiarazione disponibile e la situazione del patrimonio al 31 dicembre dei due anni precedenti.

In situazioni di normalità, questa modalità di calcolo permette sempre di avere un confronto lineare ed omogeno tra le famiglie. Ma quando sopravvengono situazioni che cambiano notevolmente la situazione reddituale, ecco che far riferimento alla situazione di due anni prima, potrebbe in realtà non fotografare la reale situazione che è quella che poi interessa agli enti erogatori di prestazioni agevolate. In queste situazioni arriva in aiuto l'ISEE corrente.

L’attestazione può essere richiesta da qualunque componente del nucleo familiare all’INPS, mediante accesso al servizio online dedicato o tramite le sedi territoriali competenti, ed ha validità fino alla fine dell'anno.

Cosa è l'ISEE corrente

L'ISEE ordinario fotografa la situazione reddituale della famiglia in base a redditi e patrimonio del secondo anno antecedente la richiesta di ISEE. Ad esempio per l'ISEE 2021, la DSU rileva il reddito presente nella dichiarazione dei redditi del 2020, riferiti ai redditi prodotti nel 2019, così come la situazione patrimoniale è fotografata al 31 dicembre 2019. Per poter accedere alle varie prestazioni sociali ed assistenziali collegati all'ISEE è sempre bene poter compilare la DSU ad inizio di ogni anno, in quanto l'ISEE ha validità annuale, dal 1 gennaio al 31 dicembre. 

Ma se nel frattempo è mutata la condizione sia reddituale che patrimoniale, in modo rilevante, c'è la possibilità di richiedere l'ISEE corrente. Quindi dall'ISEE ordinario, si indicano quali sono le effettive variazioni intervenute, come la perdita di lavoro per licenziamento non volontario, oppure una variazione della situazione reddituale complessiva del nucleo familiare superiore al 25% rispetto alla situazione reddituale individuata nell'ISEE calcolato ordinariamente. Queste rettifiche portano al calcolo dell'ISEE corrente. 

L'ISEE corrente quindi fotografa la situazione reddituale più attuale, prendendo in considerazione in alternativa i redditi prodotti negli ultimi due mesi oppure negli ultimi sei mesi. Il sistema in automatico fa una proiezione del reddito annuale, moltiplicando per 6 o per 2 i nuovi redditi dichiarati.

Lasciando invariati, a meno di altre modifiche sulla composizione del nucleo famigliare, le altre dichiarazioni, l'Inps rilascia in modo automatico il nuovo ISEE corrente, che ha una validità di 6 mesi.

ISEE: come cambia la procedura nel 2021

Le modifiche introdotte dal Ministero del Lavoro riguardano proprio l'ISEE corrente. Infatti con decreto del 5 luglio 2021 pubblicato in Gazzetta Ufficiale, a decorrere dal 1 aprile di ogni anno, l'ISEE corrente, in presenza di un ISEE in corso di validità, può essere presentato anche qualora l'Indicatore della situazione patrimoniale calcolato prendendo a riferimento l'anno precedente a quello di presentazione della DSU differisca per più del 20% rispetto al medesimo indicatore calcolato in via ordinaria. Dunque si abbassa la soglia di rettifica della situazione reddituale dal 25 al 20 percento. Una variazione voluta per effetto della forte riduzione dei redditi nel 2020 e 2021. 

Questo consente quindi di allargare la platea delle famiglie potenziali beneficiarie degli aiuti economici perchè la riduzione della capacità di reddito viene innalzata. 

Il nuovo ISEE corrente potrà essere valido solo se l'ISEE ordinario è in corso di validità e senza omissioni e difformità.

ISEE con omissioni e difformità: cosa significa

Nella compilazione della dichiarazione sostitutiva unica (DSU) il richiedente, prima del 2015, doveva inserire manualmente i dati relativi alla propria posizione sia reddituale che patrimoniale. Solo dopo avere confermato la dichiarazione nella sua totalità, l'Inps incrociava i dati economici dichiarati con le banche dati dell'Agenzia delle Entrate sia in relazione ai redditi che in merito alla situazione del patrimonio mobiliare ed immobiliare. In caso di non riscontro positivo, l'Inps ritornava un messaggio di difformità dei dati rispetto a quelli presenti in archivio dell'Agenzia delle Entrate oppure rilevava delle omissioni

Potevano essere tipiche le situazioni di mancate o errate dichiarazioni di tutti i conti correnti accesi nell'anno di riferimento oppure di investimenti non dichiarati dalle società di gestione. Infatti si ricorda che anche nel caso in cui durante un anno, si chiude un conto corrente e se ne apre uno, anche se il conto chiuso presenterà una giacenza ai fini ISEE pari a zero, si dovrà comunque dichiarare. 

La presenza di omissioni o difformità, non preclude l'accesso alle prestazioni assistenziali o sociali, ma comporta l'onere in capo al richiedente di dimostrare la validità dell'ISEE in caso di controllo da parte degli enti erogatori. Cosa si può fare in caso di difformità o omissioni?

La scelta più sensata è quella di ripresentare una nuova DSU, comprensiva delle informazioni in precedenza omesse o diversamente esposte. 

Proprio per ovviare a queste situazioni, dal 2015 c'è la possibilità di seguire la procedure dell'ISEE precompilata.

ISEE: come fare la domanda

Chiunque del nucleo famigliare che abbia accesso ai servizi online, può presentare la Dichiarazione Unica Sostitutiva. Con la riforma del 2015, l'Inps mette a disposizione ad inizio di ogni anno, una dichiarazione precompilata che tiene in considerazioni i dati anagrafici relativi all'ultima DSU presentata a valida. Invece per quanto riguarda i dati reddituali e patrimoniali questi sono desunti dagli archivi dell'Agenzia delle Entrate. Tuttavia, anche in presenza di una DSU precompilata, il richiedente l'ISEE può decidere di proseguire la strada di una DSU ordinaria completa in autodichiarazione. 

La DSU può essere compilata sia nella sua versione Mini che in quella ordinaria. Nella maggior parte dei casi è sufficiente la DSU mini che consente di fornire le principali informazioni sulla situazione anagrafica, reddituale e patrimoniale del nucleo. Questa versione però non può essere presentata nei seguenti casi per i quali è necessari la DSU completa :

  • presenza nel nucleo di persone con disabilità e/o non autosufficienti (rinvio Istruzioni, parte 3, par.1)
  • richiesta di prestazioni per il diritto allo studio universitario (rinvio Istruzioni, parte 3, par. 2)
  • presenza nel nucleo di figli i cui genitori non siano coniugati tra loro, né conviventi (rinvio Istruzioni, parte 3, par. 3)
  • esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi e assenza della Certificazione Unica o sospensione degli adempimenti tributari (rinvio Istruzioni, parte 3, par. 5).

La domanda può essere presentata con il supporto di un CAF, oppure se si ha in possesso lo SPID, la CIE o CNS si potrà presentare la DSU direttamente dal sito Inps.

Tipologia di domanda ISEE in base alle necessità

La DSU serve per poter calcolare l'ISE e poi l'ISEE, applicando le scale di equivalenza. Ma ci sono diverse ragioni per cui si richiede l'ISEE. Per questo motivo oltra all'ISEE ordinario e corrente, ci sono anche degli ISEE specifici.

ISEE universitario per accedere ad esempio a borse di studio. In questo caso il nucleo famigliare di riferimento è quello di appartenenza dello studente anche se con una residenza diversa dal resto del nucleo.

ISEE Sociosanitario per richiedere prestazioni o assistenza domiciliare per le persone con disabilità e/o non autosufficienti, ovvero di ospitalità alberghiera presso strutture residenziali; in questo caso si può indicare un nucleo famigliare ristretto purchè includa la persona beneficiaria delle prestazioni.

ISEE minorenni per richiedere prestazioni a favore dei figli minorenni come ad esempio l'assegno unico. Non avere un ISEE minorenni non consente di accedere alla prestazione dedicate a loro.

Per ogni tipo di ISEE, tuttavia la scala di equivalenza rimane sempre la stessa.

Numero dei componenti 1 Parametro 1,00

Numero dei componenti 2 Parametro 1,57

Numero dei componenti 3 Parametro 2,04

Numero dei componenti 4 Parametro 2,46

Numero dei componenti 5 Parametro 2,85

Questi parametri sono aumentati di 

Sono previste maggiorazioni di:

0,35 per ogni ulteriore componente;

0,5 per ogni componente con disabilità media, grave o non autosufficiente;

0,2 in caso di presenza nel nucleo di tre figli, 0,35 in caso di quattro figli, 0,5 in caso di almeno cinque figli;

0,2 per nuclei familiari con figli minori, elevata a 0,3 in presenza di almeno un figlio di età inferiore a tre anni compiuti, in cui entrambi i genitori o l’unico presente abbiano svolto attività di lavoro o di impresa per almeno sei mesi nell’anno di riferimento dei redditi dichiarati.