La complicata vita della compagnia aerea di bandiera italiana Alitalia sta per giungere al termine. Dopo anni di fallimenti e salvataggi, il nome Alitalia sta per essere abbandonato. La nuova compagnia che la sostituirà si chiamerà Italia Trasporto Aereo, o ITA, ed è pronta a volare dal 15 ottobre del 2021. 

All’orizzonte però stanno nascendo una serie di problemi. Le due compagnie devono essere ben distinte per volontà della commissione europea. Questo sta creando numerose incertezze nei passeggeri e nei dipendenti. 

ITA è pronta a volare

Lo scorso 18 agosto l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, ha rilasciato a Italia Trasporto Aereo il Certificato di operatore aereo. Il documento testimonia che la compagnia è pronta a prendere il volo, e la autorizza a vendere biglietti aerei per voli a partire dal 15 ottobre prossimo. 

Due giorni prima ITA aveva eseguito il suo primo volo di prova, che aveva permesso ad Enac di constatare la salute della nuova azienda. Come conseguenza del rilascio del Certificato di operatore aereo, l’agenzia Onu per l’aviazione civile ha anche assegnato ad ITA il codice identificativo ITY.  

Per partire davvero però, Italia Trasporto Aereo deve aspettare che la vecchia compagnia di bandiera, Alitalia, abbandoni le proprie tratte e i propri sistemi di vendita. Il passaggio di consegne dovrebbe avvenire tra il 14 e il 15 ottobre, con tempistiche che variano tra le poche ore e qualche giorno. 

Alitalia non è pronta a smettere

La prima problematica sorge però proprio nel passaggio di consegne. Anche se Italia Trasporto Aereo è pronta a volare, non sembra che Alitalia sia pronta a smettere di farlo. Guardando sul sito di Alitalia infatti si può notare che, nonostante la compagnia debba smettere di volare il 14 ottobre, ci sono ancora in vendita biglietti con date successive. 

Il consiglio ovviamente è quello di non acquistare i biglietti aerei Alitalia con date successive al 15 ottobre, ma questo non risolve il problema. La ragione per cui Alitalia non è ancora pronta a passare il testimone ad ITA è l’assenza di una comunicazione ufficiale da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico. 

Il Mise, che ha gestito l’intero passaggio dalla vecchia Alitalia alla nuova Italia Trasporto Aereo, ha infatti dato soltanto un’approvazione informale al passaggio di testimone. I commissari che stanno gestendo gli ultimi mesi di vita di Alitalia attendono però un comunicato formale, che tarda ad arrivare. 

Passeggeri Alitalia: Rimborsi o ci pensa ITA?

Si apre quindi il nodo di quei passeggeri che verranno lasciati a terra da Alitalia una volta che la compagnia di bandiera avrà smesso di volare. Sarà possibile convertire i propri biglietti Alitalia in biglietti ITA quando le compagnie avranno completato il passaggio di testimone? La risposta purtroppo è no.

Per volontà della Commissione Europea, molto attenta agli interventi degli stati membri nell’economia, le due compagnie devono rimanere distinte e non deve esserci alcun tipo di continuità. Questo include i biglietti aerei, che quindi non saranno convertiti da Alitalia a Italia Trasporto Aereo. 

Quale futuro aspetta quindi i passeggeri Alitalia che hanno acquistato un biglietto con data successiva al 14 ottobre? Il Ministero per lo Sviluppo Economico ha stanziato per loro un fondo apposito che ammonta a cento milioni di Euro, per rimborsare i biglietti aerei già acquistati. 

Anche questo fondo però sta avendo alcuni contrattempi di tipo burocratico. Anche se l’idea è già stata approvata dai tecnici del ministero, l’attivazione dei ristori non ha una data precisa. Tantomeno esistono canali di accesso ai fondi. I passeggeri che posseggono biglietti Alitalia con data successiva al 14 ottobre non hanno certezze su se verranno effettivamente rimborsati o se riusciranno a volare. 

ITA e Mille Miglia

Mille Miglia è il programma fedeltà di Alitalia, e rappresenta un altra questione irrisolta nel panorama del passaggio di testimone tra l’ex compagnia di bandiera e Italia Trasporto Aereo. Mille Miglia è gestita da Alitalia Loyalty, società separata dalla compagnia aerea, come altre che gestiscono servizi accessori dell’ex compagnia di bandiera. 

Per capire il destino del programma fedeltà bisogna capire che fine faranno questi pezzi di Alitalia. Come già visto non è possibile accorparli a ITA, dato che la Commissione Europea ha richiesto una netta discontinuità tra Italia Trasporto Aereo e Alitalia. Quindi Alitalia Loyalty finirà in un’asta cui potranno partecipare tutti tranne ITA. 

Quindi che fine faranno le Miglia accumulate dai clienti Alitalia in questi anni? Molto dipende da chi comprerà Alitalia Loyalty. Altroconsumo ha considerato alcuni scenari. Il primo consiglio sarebbe quello di sfruttare i punti accumulati prima del 14 ottobre. Questo è l’unico modo per essere sicuri che le proprie miglia non vadano sprecate. 

L’altro scenario tiene in considerazione il fatto che Alitalia faccia parte dell’alleanza SkyTeam. Se Alitalia Loyalty dovesse essere acquistata da una delle società di SkyTeam, come Air France, Klm, o Delta Airlines, è possibile che le maglie vengano convertite in punti di altre tessere fedeltà. Questa ipotesi è però molto remota, e non dà alcuna certezza ai clienti Alitalia. 

ITA e la continuità territoriale con la Sardegna

La continuità territoriale è il regime di tariffe calmierate che permette agli abitanti delle isole italiane, in particolare della Sardegna, di raggiungere il resto del territorio nazionale a prezzi relativamente vantaggiosi. In passato era Alitalia ad occuparsi di garantire la continuità territoriale tra Sardegna e Italia, in particolare collegando gli aeroporti di Cagliari Elmas, Olbia e Alghero con quelli di Milano e Roma. 

La ragione per cui Alitalia poteva offrire biglietti aerei a prezzi ridotti per gli abitanti della Sardegna era una convenzione stipulata con la regione Sardegna. L’ente pubblico si occupava infatti di coprire i costi in eccesso che la compagnia doveva sobbarcarsi per rendere disponibili questi sconti ai residenti dell’isola. 

Ora che Alitalia smetterà di volare dal 14 ottobre però, questa convenzione verrà meno. Come per i biglietti aerei e per la carta fedeltà Mille Miglia, Italia Trasporto Aereo, la nuova compagnia aerea di bandiera italiana, non potrà appropriarsi né delle rotte di Alitalia, né della convenzione con la regione Sardegna. 

Soluzione di emergenza per la Sardegna, senza ITA

Arnaldo Boeddu, segretario di Filt Sardegna, il sindacato dei lavoratori dei trasporti, ha espresso preoccupazione per la situazione: “Qui sorge il caso, perché non potendo Ita ereditare la convenzione di Alitalia è necessario attivare una procedura, di cui ora non si sa nulla, per garantire i collegamenti a prezzi calmierati”.

Le preoccupazioni di Boueddu sorgono dalle tempistiche che un bando internazionale per ottenere la convenzione per la continuità territoriale necessariamente prevede. Concorsi del genere si possono svolgere infatti solo ogni sei mesi. Di conseguenza i cittadini sardi rischiano di rimanere senza tariffe agevolate per molto tempo. 

Isolare la Sardegna dal resto del territorio nazionale per mesi non è possibile, quindi è necessaria una soluzione di emergenza. Il sindacalista propone una soluzione momentanea, un’assegnazione provvisoria della convenzione senza concorso, in attesa del regolare bando internazionale. 

Le dimensioni e i numeri di ITA

Il piano industriale che prevede la creazione di ITA delinea una compagnia molto diversa da Alitalia, e molto più snella. Dal 15 ottobre, quando Italia Trasporto Aereo dovrebbe cominciare a volare, i suoi dipendenti saranno tra i 2750 e i 2950. La flotta di aerei di ITA dovrebbe invece essere inizialmente composta da 52 vettori. 

Da lì la compagnia dovrebbe espandersi. Nel 2022 è previsto l’impiego di 78 aerei totali, con un aumento di 26 vettori rispetto all’anno precedente. di cui 13 wide body e 65 narrow body. Entro il 2025 ITA si doterà di 105 aerei totali. L’aumento dei voli e degli aerei corrisponderà ad un aumento del personale, che salirà fino a superare i 5500 dipendenti. 

Inizialmente ITA avrà base negli aeroporti di Milano Linate e Roma Fiumicino. Le rotte iniziali saranno 61, e copriranno 45 destinazioni diverse. Entro il 2025 le prime aumenteranno a 89, con 71 destinazioni. 

Dal punto di vista dei conti Italia Trasporto Aereo comincerà con una dotazione di 700 milioni di euro. La tabella di marcia della nuova compagnia di bandiera prevede il raggiungimento del pareggio di bilancio entro il 23, e un fatturato di 3329 milioni di euro entro il 2025. 

Il problema dei dipendenti, ITA è troppo piccola?

Alitalia è una compagnia di dimensioni enormi. Nel 2018 contava ben 11.601 dipendenti, che ora si trovano a domandarsi se avranno o no un posto di lavoro dopo che la compagnia di bandiera smetterà di volare il 14 ottobre di quest’anno. 

Paragonando i dati sulle dimensioni di Italia Trasporto Aereo si può notare come la nuova compagnia di bandiera, anche a pieno regime, conterà meno della metà dei dipendenti di Alitalia. I sindacati sono molto preoccupati da questo aspetto. Usb trasporti ha definito il piano industriale di ITA “fallimentare”, e ha previsto che causerà un disastro sociale inaccettabile. 

Duri anche i commenti di Salvatore Pellecchia, segretario di Fit-Cisl, che sottolinea come senza un regime fiscale agevolato, che molte altre compagnie aere sfruttano nei rispettivi paesi di provenienza, ITA non sarà in grado di competere nel mercato del trasporto aereo. 

I sindacati accusano inoltre ITA di non stare applicando appieno le indicazioni della Commissione Europea in materia di discontinuità. Infatti le assunzioni dei quadri dirigenziali di Alitalia all’interno della nuova compagnia di bandiera avrebbero superato il centinaio. La paura dei sindacati è che si finisca per scaricare i costi dell’ennesimo piano industriale raffazzonato sui contribuenti e sui lavoratori.