Al di là delle polemiche contro gli sprechi della nostra classe dirigente, il momento storico che stiamo attraversando può comunque rappresentare una palla da prendere al balzo per cercare di cambiare in meglio le nostre abitudini, in fatto di consumo energetico.

Sicuramente ogni famiglia è già abituata, nel suo piccolo, a fare economia ma la parola chiave, per riuscire a risparmiare, non deve coincidere necessariamente con “rinunciare, rinunciare, rinunciare!”.

Esiste un altro termine, molto più attraente e sfidante da mettere in pratica, che è ottimizzare.

Significa non rinunciare ad alcun tipo di comfort (anzi, in alcuni casi, come quello che presentiamo in questo articolo, anche aumentarlo) ma azzerando gli sprechi e quindi i consumi di materia prima.

Lo spunto, in questo caso, proviene dall’IFA di Berlino che si è tenuta nel corso della prima settimana di settembre. L'Esposizione di Tecnologia più importante e tradizionale dell'Europa ha puntato i riflettori su diverse tipologie di realtà emergenti, tra cui spicca sicuramente quella della cosiddetta casa connessa.

Ecco di cosa si tratta nel dettaglio e perché la lavatrice è diventata l’elettrodomestico protagonista di cui parlare.

Risparmiare energia: è merito anche della casa connessa e di elettrodomestici smart

La sigla di questa rivoluzione in atto, a dir il vero, già da anni, è IoT che sta ad indicare l’Internet of things ovvero di quelle “cose” che usiamo tutti, indistintamente e ogni giorno ma che, se connesse tra loro grazie alla rete, sono in grado non solo di aiutarci ma anche di migliorare la qualità della nostra vita.

E il risparmio energetico che si trasforma in tagli in bolletta è certamente un aspetto interessante, di cui tenere conto!

Tutto ciò che è tecnologico e, grazie a internet, si collega ad altri apparecchi per aiutarci nel quotidiano, fa parte dell’internet delle cose (basti pensare ai sensori per i terremoti).

Applicata in casa, questa tecnologia si chiama domotica e, nella fattispecie, tutto il settore del “bianco” ha avuto un vero e proprio boom sul mercato, alla ricerca di nuove soluzioni al passo coi tempi.

In gergo, il “bianco” si riferisce a tutti quegli elettrodomestici che tradizionalmente  abbiamo in casa, come la lavatrice, la lavastoviglie, il frigorifero, i condizionatori.

Il gioco non vale la candela? In molti pensano che la spesa da sostenere per cambiare questi elettrodomestici, alla fine dei conti si traduca in pochi spiccioli risparmiati in bolletta. Ebbene oggi, alla luce dei rincari alle stelle, non c’è da aver ragione.

Lavatrice in affitto: quanto costa e quanto fa risparmiare in bolletta

Ormai ogni euro in più che paghiamo giornalmente, per avere in cambio esattamente lo stesso bene o servizio di qualche mese fa, lo imputiamo alla guerra tra Russia e Ucraina.

Sacrosanto ammettere che ci siano evidenti correlazioni tra gli eventi ma l’inflazione derivata dalla crisi e la speculazione galoppante hanno dato il colpo di grazia.

Aprendo le porte a uno scenario ancor più inquietante, dal punto di vista economico, dal momento che anche se la guerra dovesse cessare domani, non così sarebbe per i rincari inflazionistici e speculativi.

L’alternativa al momento, per non continuare a pagare bollette impazzite, è quella di puntare su energia pulita e nuove tecnologie in grado di ottimizzare risorse e quindi consumi (ovviamente nell’attesa che anche il Governo faccia la sua parte).

La lavatrice del futuro oggi è disponibile in affitto e offre un livello di tecnologia tale da ottimizzare ogni singolo lavaggio, non solo in funzione del carico di bucato bensì anche della quantità di detersivi da utilizzare.

Il tutto ovviamente collegato anche a un’App di ultima generazione, che avvia la lavatrice solo in fasce orarie convenienti e solo se, nelle ore successive, il meteo non prevede pioggia, in maniera tale da poter stendere il bucato senza problemi.

Quando il lavaggio è terminato arriva la notifica, volendo anche sul televisore, così non si corre il rischio di lasciare i panni nel cestello e doverli sottoporre a un ulteriore lavaggio, perché ormai umidi e non più profumatissimi.

La lavatrice in affitto non è di proprietà, nel senso che non si può rivendere ad esempio. Si affronta una spesa iniziale di 100-150€, per poi pagare 10€ al mese per un servizio tutto incluso. Esattamente come avviene con lo smartphone e la ricarica mensile.

Il canone comprende ogni tipologia di detersivo, le cui ricariche arrivano direttamente a domicilio. È la macchina che, in base al lavaggio impostato, rilascia la dose giusta di detergente professionale, scegliendo tra le varie tipologie disponibili.

E, non da ultimo, il canone include anche riparazioni e manutenzione dell’elettrodomestico.

Grazie alla tecnologia che impiega acqua fredda e non calda, i consumi in bolletta si riducono fino al 70%.

Risparmio energetico ma non solo: la lavatrice in affitto lotta contro l’inquinamento

Se a parità di costi, si riesce a ridurre i consumi in bolletta e ad azzerare gli sprechi, il beneficio è già tangibile.

E se, a parità di condizioni, riusciamo anche a fare qualcosa di concreto nella lotta all’inquinamento, dal momento che su questo pianeta lasceremo i nostri figli e nipoti, probabilmente è il caso di decidere davvero di fare un passo in più, verso questa direzione.

Alcuni modelli di lavatrici ed asciugatrici riescono anche a ridurre il rilascio di microplastiche del 54% dagli indumenti, utilizzando un sistema di filtraggio che riesce a catturarle.

Senza contare che il dosatore di detersivi ottimizza al massimo l’impiego dei detergenti, che sono professionali e quindi controllati per un minore impatto ambientale.

Insomma un vero e proprio computer, in alcuni casi anche dotato di software in grado di fare un auto check up, per individuare eventuali problemi tempestivamente e contattare l’assistenza.