Con la discussione, nel pomeriggio di ieri, in Consiglio dei ministri del Documento programmatico di bilancio ci avviciniamo alla definizione della prima manovra, da 24-25 miliardi, del governo Draghi

Il Documento programmatico successivamente sarà da inviare a Bruxelles, dove lo attendono dal 15 ottobre come da prassi, la cabina di regia politica convocata dal premier per questa mattina che avrà il compito di definire le ultime questioni aperte. 

La principale, per l’importo da assegnare, è rappresentata dal taglio del cuneo fiscale-contributivo sul lavoro. Secondo il premier Draghi e il ministro dell’Economia Franco è l’elemento centrale di una politica espansiva triennale che dovrà favorire la crescita per l’economia del paese.

Nonostante però l’approvazione del Documento programmatico di bilancio potrebbe essere necessario qualche giorno ulteriore per capire esattamente l’assegnazione degli importi alle varie parti della manovra. 

Si parte da un ariforma del Reddito di cittadiananza per risparmiare un importo tra 700 milioni e 1 miliardo di euro, a partire già dal prossimo anno, migliorando la componente affine al progetto delle politiche attive. Ma vediamo insieme tutti i cambiamenti in atto.

Legge di bilancio 2022: il taglio del cuneo fiscale 

Si stima che, salvo soprese, al capitolo relativo al cuneo fiscale dovrebbero arrivare 8-9 miliardi, ma il dibattito tra il governo e la maggioranza è su come utilizzare queste risorse. Allo studio, infatti, è anche l’ipotesi di istituire un apposito fondo che dovrebbe essere destinato alla riduzione della pressione fiscale, da attivare e realizzarsi con successive misure attuative come accaduto nel corso degli ultimi anni ad altre misure (reddito di cittadinanza, Quota 100).

Il governo propende per concentrare delle risorse sul taglio dell’Irpef, che rappresenterebbe un anticipo della riforma fiscale, attuando una riduzione dell’aliquota del terzo scaglione Irpef (38%) che riguarda 7 milioni di contribuenti, in larghissima parte lavoratori dipendenti o pensionati, che dichiarano un reddito annuo compreso fra i 28mila e i 55mila euro.

Legge di bilancio 2022:  archiviazione Irap o addizionale Ires?

Un altro importante tema della riforma fiscale è relativo all’archiviazione dell’Irap. Richiesto da alcuni partiti della maggioranza, previsto dal Governo come superamento progressivo all’interno della delega fiscale recentemente approvata, potrebbe essere rappresentato, in futuro, da un’addizionale all’Ires.

L’assorbimento dell’Irap nell’Ires però aumenterebbe l’aliquota dell’imposta sulle società rischiando di produrre un segnale negativo nei confronti degli investitori stranieri.

Va ricordato però che l’Irap oggi è pagata praticamente da tutte le imprese, comprese quelle che presentano una perdita, che però non pagano l’Ires e il ministero dell’Economia, deve far quadrare i conti con un’imposta pagata da una platea di imprese più ridotta di quella delle aziende colpite dall’Irap.

Ma quanto costerebbe cancellare l’Irap? La stima di 12 miliardi fa riferimento ai versamenti dei soggetti privati (l’Irap della Pa invece non ha effetto sulla finanza pubblica). 

Le imprese hanno chiesto un primo intervento mirato sull’Irap proponendo di eliminare dal calcolo del valore della produzione, ossia la base imponibile dell’imposta regionale, gli interessi pagati sull’indebitamento. Una proposta che porterebbe verso il progressivo superamento dell’Irap che fu avviato dal governo Renzi.

Legge di bilancio 2022: proroga Bonus edilizi

Tra i temi in discussione che provocano maggiore tensione fra la maggioranza e il governo c’è sicuramente la riconferma dei bonus edilizi anche per il prossimo anno e del Superbonus anche per il 2023. 

Sul fronte politico c’è una coesa maggioranza parlamentare favorevole ad un rinnovo integrale, supportata dalle evidenze dei risultati del settore dell’edilizia anche a beneficio del Pil, e un unanime richiesta proveniente dalle categorie economiche, dalle imprese, dall’industria, e dalle associazioni rappresentative dii professionisti e artigiani.

Dall’altra parte il ministro dell’Economia, Daniele Franco non è convinto della proroga secca con le stesse modalità di oggi. Con questo tipo di contesto una proroga è possibile ma non sono chiare le condizioni del rinnovo.

Una ipotesi potrebbe essere con il rinnovo del bonus anche per il 2022, alle medesime condizioni di quest’anno per poi definire un processo di rientro graduale di riduzione delle percentuali del credito di imposta dal 2023. Unica eccezione sarebbe rappresentata dal Superbonus 110% che, come anticipato, dovrebbe essere prorogato fino al 2023. 

Legge di bilancio 2022: Quota 102 e proroga Ape sociale

Per la manovra è prevista una dote massima compresa  tra i 1,5 e i 2 miliardi, come indicato dal Documento programmatico di bilancio. L’obiettivo è gestire il dopo Quota 100 valutando anche una possibile fase transitoria di 2 anni, come ad esempio potrebbe essere Quota 102 selettiva.

I sindacati e le forze politiche del centrodestra in particolare cercheranno in ogni modo di far inserire maggiori risorse nella legge di bilancio.

Il pacchetto-previdenza dovrebbe prevedere la proroga dell’Ape sociale in versione estesa, ovvero con l’inserimento dell’elenco, recentemente realizzato dalla Commissione tecnica, delle 15-20 mansioni considerate usuranti. Possibile anche la proroga di Opzione donna. 

Legge di bilancio 2022: un miliardo in più per il Rdc

Cambierà, con buona probabilità, la struttura del reddito di cittadinanza, con l’obiettivo di poter innanzitutto rimodulare la misura rivedendo certe tematiche oggetto di contestazione da parte anche del centrodestra. In secondo luogo, risparmiare un importo tra 700 milioni e 1 miliardo di euro, a partire già dal prossimo anno, migliorando la componente affine al progetto delle politiche attive.

Inoltre, saranno intensificate le attività di controllo, con l’obiettivo di verificare in modo più tempestivo eventuali abusi. Si sta valutando la possibilità di introdurre una riduzione proporzionale all’importo del sussidio nel caso in cui si dovesse verificare una ripetuta mancata accettazione di un incarico di lavoro.

Allo studio del governo è il tema relativo all’accettazione, da parte del percettore del Rdc, di almeno una di tre offerte di lavoro (una se rinnovo) ritenute congrue, per non perdere il diritto al sussidio. E’ una ipotesi molto complicata da realizzare, quella delle tre offerte congrue, soprattutto per realtà del sud e isole (dove sono attualmente 2 milioni i percettori di Reddito).

Quindi si sta ragionando anche sulla definizione piu appropriata e realistica del concetto di congruità. Altro tema è rappresentato dalla necessità di coerenza dell’offerta di lavoro con le esperienze e le competenze maturate dal percettore del Reddito. Inoltre, per gestire una delle distorsioni rilevate nell’attuale calcolo, che attualmente svantaggia le famiglie rispetto ai single, lo si rivedrà in modo da renderlo più favorevole ai nuclei familiari con figli.

Legge di bilancio 2022: riforma degli ammortizzatori 

Dell’intervento sul reddito potrebbe beneficiarne la riforma degli ammortizzatori predisposta dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, che dovrebbe poter contare sull’assegnazione di 4-4,5 miliardi.

Una cifra decisamente distante dalle richieste presentate nel progetto Orlando e che rende di difficile attuazione l’estensione della Cig alle aziende con meno di 5 addetti.

Nella logica del progetto di Orlando le coperture della prima fase (2022-24) sarebbero dovute dalla fiscalità generale, per poi essere gradualmente sostenuta dalle aziende del settore. 

Viene data per sicuro anche un’ulteriore estensione del contratto di espansione, con il quale si gestirebbe la delicata fase di uscita dal blocco dei licenziamenti del 31 ottobre. L’idea è di scendere dagli attuali 100 addetti ad almeno 50, come soglia dimensionale per far scattare il prepensionamento a 5 anni dalla maturazione dei requisiti pensionistici 

Legge di bilancio 2022: investimenti per il Mezzogiorno

Potrebbe essere realizzato anche per il sud un provvedimento analogo a quello che riguarda gli investimenti nelle zone economiche speciali, con l’adozione di un credito d’imposta per gli investimenti strumentali.

In entrambi i casi le misure al momento sono in vigore per investimenti effettuati fino al 2022. Più articolato è invece il discorso relativo alla decontribuzione sul lavoro del 30% per i datori del settore privato.

La misura, introdotta dal governo Conte sarebbe prevista dalla legge di bilancio 2021 fino al 2029 con aliquote decrescenti, ma risulta soggetta all’autorizzazione della Commissione europea.

Bruxelles per il 2021 concederebbe automaticamente l’estensione fino alla metà del 2022 in in considerazione della proroga agli aiuti di Stato a causa della pandemia. Improbabile, invece, che il Governo attuale sia propenso ad una battaglia con la Commissione per estendere la misura fino al 2029.

Legge di bilancio 2022:  Fondi rafforzati per strade nazionali e regionali

La legge di bilancio prevederà altri fondi che saranno a favore delle infrastrutture oltre a quelli previsti con il Pnrr. L’obiettivo sarà innanzitutto fornire risorse a quei settori che non hanno avuto accesso ai fondi del Recovery, a cominciare dalle strade: Anas, che potrebbe tornare sotto il controllo diretto del Tesoro, potrebbe ricevere fondi per finanziare il nuovo contratto di programma.

Anche le strade regionali e provinciali dovrebbero ricevere degli stanziamenti dopo anni (con la eccezione della manutenzione di ponti e viadotti). Un'altra categoria che è stata esclusa dal Pnrr è la manutenzione straordinaria della rete ferroviaria che sarà finanziata con il contratto di servizi Rfi.

Nuovi fondi, inoltre, a beneficio del programma di Rfi (investimenti), che dovrà raccordare il Pnrr con gli investimenti ordinari che avverranno dopo il 2026. Saranno definiti anche i finanziamenti per gli interventi di strade come la Salerno-Reggio Calabria per cui si ipotizzano tre contratti sarebbe dell’ordine di 20-25 miliardi.