Con l’approssimarsi del nuovo anno, è in arrivo anche la nuova Legge di Bilancio 2022, la quale detterà la linea del governo in materia di politica economica. Le novità che verranno introdotte con il nuovo provvedimento sono molte, e riguardano una generale ristrutturazione delle aliquote fiscali, nonché l’introduzione di nuovi bonus e agevolazioni.

Va comunque ricorda che il provvedimento è attualmente ancora oggetto di dibattito tra i partiti, i quali premono per posarvi la propria bandiera in vista delle sempre più vicine elezioni politiche. Si pensi che la prima bozza della Legge di Bilancio 2022, presentata in ottobre, contava 185 articoli, mentre l’ultima bozza ne conta 219.

Dal punto di vista delle novità di carattere fiscale si prospetta un taglio sostanzioso dell’IRPEF allo scopo di ridurre l’ammontare generale del cuneo fiscale e favorire la ripresa economica che dovrà seguire alla crisi determinata dalla pandemia. Dal punto di vista dei bonus, si prospetta una generale proroga delle agevolazioni per gli interventi edilizi (pur con delle importanti modifiche) e una serie importante di bonus specificamente dedicati alle giovani generazioni.

Nell’articolo elenchiamo dunque nel dettaglio quali saranno le novità che verranno introdotte con la nuova Legge di Bilancio, quali saranno le novità in materia fiscale, quali saranno i nuovi bonus, quali termineranno, e quali invece verranno prorogati.

Legge di Bilancio 2022: il taglio dell’IRPEF

Come ampiamente annunciato dal Governo guidato da Mario Draghi, uno dei capitoli di spesa più importanti della nuova Legge di Bilancio sarà dedicato al taglio delle tasse.

L’esecutivo ha messo sul tavolo ben 8 miliardi a tale scopo. 2 dei quali già previsti e 6 grazie a nuovi stanziamenti. Con tale fondo, il governo punta a ridurre il cuneo fiscale, in primo luogo riducendo le aliquote IRPEF con una riorganizzazione degli scaglioni.

In particolare, dovrebbero essere favoriti in maggior misura i contribuenti che rientrano nel cosiddetto terzo scaglione, ovverosia quello sul quale viene applicata una aliquota pari al 38 % della retribuzione. Da questo intervento dovrebbero dunque essere interessati tutti coloro la cui retribuzione oscilla tra i 28 mila e i 55 mila euro lordi annui.

In linea più generale, i partiti di maggioranza sembrano essersi accordati su di una riduzione del numero di scaglioni. Dai cinque attuali si passerebbe così a quattro. Le prevederanno le seguenti aliquote:

  • 23% per i redditi inferiori a 15 mila euro;
  • 25% per i redditi compresi tra i 15 mila e i 28 mila euro (ridotta rispetto all’attuale 27%);
  • 35% per i redditi compresi tra i 28 mila e i 50 mila euro (ridotta rispetto all’attuale 38%);
  • 43% per i redditi superiori ai 50 mila euro.

Di fatto, verrebbe così eliminata l’attuale aliquota del 41%, applicata per i redditi compresi tra i 55 mila e i 75 mila euro.

Un ulteriore intervento dovrebbe poi riguardare l’innalzamento delle soglie della cosiddetta no tax area, ossia per quei redditi per i quali non è prevista imposizione fiscale. Ricordiamo che attualmente le soglie sono pari a 8145 euro per i lavoratori subordinati, 8130 euro per i titolari di pensione e 4800 euro per i lavoratori autonomi.

Legge di Bilancio 2022: il taglio dell’IRAP 

Occorre far notare che, oltre alla riduzione dell’IRPEF e alla riorganizzazione delle aliquote dovrebbe essere introdotto anche un intervento sull’IRAP.

Il Governo sta infatti pensando ad una eliminazione dell’Imposta regionale sulle attività produttive per piccole imprese e partite Iva con redditi bassi o medio-bassi. In questo modo, non verrebbe più applicata l’aliquota IRAP del 3,9% per attività con fatturati inferiori ai 30-35 mila euro.

Va comunque precisato, innanzitutto, che tutti gli interventi che verranno introdotti avranno carattere strutturale, e saranno validi anche per gli anni a venire. Inoltre, è bene ricordare che l’intervento in materia fiscale che sarà introdotto con la Legge di Bilancio 2022 è in verità soltanto una piccola anticipazione di un più ampio intervento di riforma fiscale che il governo vorrebbe rendere effettiva nel corso del prossimo anno e mezzo e che è già stato preparato mediante una legge delega.

Legge di Bilancio 2022: gli interventi per i bonus edilizi

Oltre a un primo assaggio di riforma fiscale, la nuova Legge di Bilancio interverrà anche sui numerosi bonus per gli interventi edilizi che nel corso degli ultimi anni hanno favorito il settore. Parliamo dell’Ecobonus, del Sismabonus, del Bonus Facciate, del Bonus Casa e, soprattutto, del Superbonus 110%.

Per quest’ultimo, in particolare, viene sì prevista la proroga fino al 2025, ma con una riduzione della detrazione, che passerà gradualmente dal 110% della cifra spesa a un più sobrio 65% nel 2025.

Inoltre, a partire dal 2022 saranno introdotte delle soglie reddituali, calcolate mediante l’indice ISEE per alcune tipologie di interventi rimborsabili dal Superbonus 110%. Saranno soggetti ad una verifica del reddito (che dovrebbe attestarsi a 25 mila euro di ISEE) gli interventi effettuati sui villini ed edifici unifamiliari.

Una modifica, rispetto alla prima bozza della Legge di Bilancio, dovrebbe riguardare la cessione del credito e lo sconto in fattura. Grazie a questi strumenti, infatti, molti proprietari di immobili hanno potuto effettuare interventi di ristrutturazione o riqualificazione pur senza possedere il capitale necessario.

Inizialmente si pensava di prorogare la possibilità di avvalersi di tali strumenti soltanto per il Superbonus 110%, ma ora sembra che sconto in fattura e cessione del credito saranno prorogati anche per gli altri bonus previsti per gli interventi edilizi.

Legge di Bilancio 2022: il Bonus Assorbenti

Un’altra importante novità, da lungo tempo reclamata da molte donne, è la riduzione dell’imposta sul valore aggiunto applicata su assorbenti e prodotti per l’igiene femminile. La cosiddetta tampon tax, infatti, al momento, corrisponde al 22%.

Nella nuova Legge di Bilancio dovrebbe così essere introdotta una riduzione dell’IVA sugli assorbenti, che passerebbe dal 22 al 10%. Non ancora il 4% richiesto da molte donne, ma comunque un passo avanti.

Legge di Bilancio: i Bonus per le imprese

Altri interventi in favore delle imprese dovrebbero trovare posto nella Legge di Bilancio 2022. In particolare, si prevede di rinviare di un anno l’entrata in vigore della plastic tax e della sugar tax, rispetto alla cui introduzione molte voci contrarie si erano sollevata. Il settore industriale ha infatti lamentato un incremento dei costi che sarebbe determinato dall’introduzione di queste misure. Il governo, recependo tali malumori, avrebbe così deciso di rinviarne l’introduzione al 2023.

Le imprese dovrebbero anche beneficiare, a partire dal nuovo anno, di una riorganizzazione del Bonus Impresa 4.0, che attualmente garantisce la concessione di un credito d’imposta per tutte quelle spese che favoriscono il

«processo di trasformazione tecnologica e digitale creando o consolidando le competenze nelle tecnologie abilitanti necessarie a realizzare il paradigma 4.0

Sarà inoltre probabilmente rifinanziato il credito d’imposta per l’investimento in beni strumentali. Grazie a esso, le imprese che «investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi» possono beneficiare di un parziale rimborso delle spese sostenute.

Legge di Bilancio 2022: il Bonus Prima Casa e il Bonus Affitto

Un ulteriore intervento inserito nella legge di bilancio riguarderà le politiche abitative per i giovani.

In particolare, si procederà a una proroga per quanto riguarda il Bonus Prima Casa, il quale consente ai giovani di età inferiore ai 36 anni di accedere a mutui garantiti dallo stato e un notevole numero di sgravi fiscali. Grazie a esso, infatti, i giovani che acquistano un immobile sono esentati dal pagamento delle imposte di bollo, dai tributi catastali speciali, dall’imposta ipotecaria, di registro e catastale. E inoltre possono beneficiare di un credito d’imposta nell’eventualità in cui l’immobile acquistato sia soggetto a IVA.

Per quanto riguarda i contratti di locazione, il governo prevede di introdurre la detrazione al 20% dell’importo speso durante l’anno per l’affitto per i giovani di età compresa tra i 20 e i 31 anni. Per poter beneficiare di questa agevolazione sarà comunque necessario avere un reddito inferiore ai 15.493,71 euro.

Legge di Bilancio 2022: i Bonus per i genitori

Altri interventi nella nuova Legge di Bilancio riguarderanno i nuovi genitori.

In particolare, sarà prorogato e reso strutturale il congedo di paternità obbligatorio di dieci giorni, a seguito della nascita di un figlio o comunque dell’ingresso nel nucleo familiare di un minore a seguito di affido preadottivo o adozione. Ricordiamo che il congedo di paternità può essere riconosciuto soltanto a lavoratori dipendenti, e può essere goduto solo fino al quinto mese dopo l’ingresso del minore nel nucleo familiare o la nascita del nuovo figlio.

Nella Legge di Bilancio sarà inoltre presente la decontribuzione per le madri lavoratrici con contratti di lavoro subordinato. In questo caso, una volta terminato il periodo di congedo di maternità, la lavoratrice potrà beneficiare di una riduzione del 50% degli oneri contributivi dovuti (il 9% circa, mentre il 24% circa restante in carico al datore di lavoro resta immutato) per i successivi 12 mesi.

Legge di Bilancio 2022: il Bonus Cultura diventa strutturale

Un’altra misura che, come il congedo di paternità, dovrebbe diventare strutturale con la nuova Legge di Bilancio è il Bonus Cultura.

Grazie a esso, i diciottenni potranno beneficiare di un capitale di 500 euro da spendersi a fronte della partecipazione ad attività culturali (cinema, musei, mostre, corsi, parchi archeologici) o per l’acquisto di alcune tipologie di beni (libri, prodotti editoriali, abbonamenti a quotidiani e riviste).

Legge di Bilancio 2022: le misure contro l’evasione fiscale

Oltre a tutti questi benefici, il governo dovrebbe introdurre nuovi strumenti per il contrasto all’evasione fiscale.

In particolare, saranno posti sotto particolare attenzione le strutture ricettive, le quali saranno classificate all’interno di una banca dati grazie alla quale l’Agenzia delle Entrate potrà conoscere di volta in volta tutte le informazioni necessarie ad effettuare le dovute verifiche fiscali.