Matrimonio & feste: arriva il nuovo bonus! Chi può chiederlo

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale sabato 19 febbraio 2022: stiamo parlando di quello che potrebbe essere definito a tutti gli effetti come bonus matrimonio.

Image

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale sabato 19 febbraio 2022: stiamo parlando di quello che potrebbe essere definito a tutti gli effetti come bonus matrimonio. Ma che è, molto praticamente, esteso ad una serie molto più ampia di settori, tra i quali rientrano quelli dell'intrattenimento, del settore hotellerie-restaurant-catering e dell'organizzazione di feste e cerimonie. Sicuramente stiamo parlando di uno dei settori che sono stati più danneggiati dai vari lockdown e dalle chiusure decise per contrastare il Covid 19.

Lo scorso 19 febbraio 2022 sono state pubblicate le regole attuative del Decreto Mise del 30 dicembre 2021, che normano l'accesso ai contributi a fondo perduto, che erano stati previsti dal Dl Sostegni bis e che sono rivolti agli operatori del settore. Facendo una vera e propria sintesi giornalistica, potremo affermare che stiamo parlando di un vero e proprio bonus matrimonio. Esteso anche ad altre attività.

Matrimonio, arriva il bonus per gli operatori del settore!

Società e professionisti che lavorano nel settore del matrimonio e dell'intrattenimento hanno, quindi, la possibilità di inviare direttamente all'Agenzia delle Entrate le domande per ottenere questo nuovo bonus. Sarà la stessa Agenzia a provvedere ad accreditare la somma che spetta direttamente sul conto corrente dei diretti interessati. Questo provvedimento, che era stato firmato direttamente da Giancarlo GiorgettiMinistro dello Sviluppo Economico, e da Daniele Franco, Ministro dell'Economia e Finanze, nel momento in cui è stato predisposto è stato inviato alla Corte dei Conti. Il documento, comunque, era stato anticipato attraverso una nota dello scorso 4 gennaio 2022 pubblicata direttamente sul sito del Mise.

Il cosiddetto bonus matrimonio ha una dote disponibile che è pari a 60 milioni di euro, che sono suddivisi in questo modo:

  • 40 milioni riservati al settore del wedding (matrimonio);
  • 10 milioni al settore dell’intrattenimento, dell’organizzazione di feste e cerimonie. Non vi devono rientrare quanti operino nel settore del matrimonio;
  • 10 milioni al settore dell’Horeca.

Matrimonio, la parola d'ordine è il calo del fatturato!

Il bonus è rivolto alle imprese che operino nel settore wedding - ossia del matrimonio - e dell'intrattenimento che abbiano sede legale in Italia. Nel 2020 devono aver subìto un calo del fatturato pari ad almeno il 30% rispetto all'anno precedente. Quanti abbiano aperto la propria attività proprio nel corso del 2019, dovranno effettuare un confronto tra il periodo di attività svolto nel 2019 e lo stesso periodo del 2020. È necessario, inoltre, aver registrato un risultato economico d'esercizio pari o superiore alla percentuale stabilita attraverso un decreto del Mef.

Ma proviamo ad entrare un po' di più nel dettaglio. Questa agevolazione spetta anche agli operatori che svolgano un'attività connessa al matrimonio o all'intrattenimento, secondo quanto è stato comunicato all'Agenzia delle Entrate attraverso il modello AA7/AA9. Sono interessate a questo bonus le seguenti aziende:

  • comparto wedding: vi rientrano le aziende che abbiano un codice Ateco indicati nella tabella A, e che abbiano registrato dei ricavi - nel corso del 2019 - che provengano almeno per il 30% da prodotti o servizi inerenti matrimoni, feste e cerimonie;
  • comparto intrattenimento: il riferimento è ai codici della tabella B
  • nella tabella C, infine, gli Ateco ammessi riguardanti le attività del settore Horeca.

Da segnalare, comunque, che ci sono delle ipotesi di esclusione. Tra queste sono menzionate le imprese in liquidazione volontaria e quelle che sono state sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie o già in difficoltà al 31 dicembre 2019.

Ecco come viene assegnato il contributo

Gli importi, che verranno stanziati attraverso il cosiddetto bonus matrimonio, potranno essere utilizzati nei limiti de minimis stabiliti dalla normativa dell'Unione europea. Ma soprattutto rispettando le deroghe previste dal cosiddetto:

Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19.

Questo, sostanzialmente, significa che una volta che l'istruttoria sia terminata e che le istanze siano state opportunamente verificate, le somme saranno ripartite secondo le seguenti percentuali:

  • 70% suddiviso tra le imprese che sono state ammesse al beneficio;
  • 20%, in via aggiuntiva rispetto all’assegnazione di cui sopra, tra le imprese ammesse che presentano un ammontare dei ricavi superiore a 100mila euro;
  • 10%, sempre in via aggiuntiva rispetto alle assegnazioni precedenti, tra le imprese ammesse con ricavi superiori a 300mila euro.

Nota molto importante. Gli importi che vengono erogati attraverso il bonus matrimonio, con andranno a concorrere alla formazione della base imponibile per le imposte dirette e l'Irap. Il sito Fiscooggi spiega che 

Le domanda di accesso al beneficio devono essere inviate esclusivamente per via telematica all’Agenzia delle entrate e devono contenere l’indicazione della sussistenza dei requisiti richiesti dall’agevolazione. Ogni operatore può presentare una sola richiesta di contributo. Termini, contenuti e modalità di trasmissione della domanda saranno definiti con successivo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate. E sarà l’Agenzia ad accreditare sui conti correnti bancari o postali indicati dai richiedenti la sovvenzione riconosciuta.