Dopo la grande paura dei primi giorni dell’anno, con i venti di guerra che soffiavano sui mercati, la tensione pare essersi smorzata in queste ultime sedute di borsa. Inoltre, si respira ottimismo anche relativamente al possibile accordo fra Usa e Cina sulle questioni commerciali, con la fase 1 verso la conclusione.

Oro: inizio di 2020 con i botti

Le tensioni fra Stati Uniti e Iran, con l’attacco americano e la risposta iraniana, avevano generato una rapida corsa all’oro, accompagnata da uno spike rialzista del prezzo del petrolio. Come da tradizione, nelle fasi di incertezza, sui mercati l’oro torna a splendere. Addirittura, la quotazione aurea in euro ha raggiunto nuovi massimi storici, grazie all’apprezzamento del dollaro sul forex market registrato in questi ultimi mesi. Dal punto di vista tecnico appare positivo il superamento dell’area 1.550 dollari, dove erano collocati i massimi degli ultimi sette anni, arrivato con un gap up, ossia un balzo rialzista, dopo la risposta iraniana agli attacchi americani. Tutto ciò mentre l’indice Vix, anche definito indice della paura, saliva da 12,5 a 14 e le borse frenavano.

Dopo l’iniziale escalation delle tensioni, però, i mercati hanno riconsiderato il rischio, riducendone l’ampiezza. Questo ha fatto sì, che dopo i massimi oltre quota 1.600 dollari, le quotazioni del lingotto siano scese tornando sul supporto dei 1.5550 dollari l’oncia. Tecnicamente, un’eventuale tenuta di questi valori rappresenterebbe un segnale di forza dell’attuale trend rialzista, che potrebbe spingere le quotazioni verso altri massimi se la situazione geopolitica dovesse inasprirsi.