Lo scenario di breve periodo presentato nel commento di ieri, cioè che il mercato azionario USA abbia già dimenticato la scivolata di martedì scorso ed annullato il segnale di debolezza, è stato confermato dal comportamento di ieri, in cui l’indice USA principale SP500 ha superato senza particolari tentennamenti, addirittura in gap, quella resistenza di area 3.430 che in precedenza per 4 volte nei precedenti 40 giorni lo aveva respinto. La salita è poi proseguita abbastanza fluidamente per fermarsi a fine seduta proprio sulla soglia della resistenza successiva, quell’area 3.450 che rappresenta il 61,8% di Fibonacci di estensione del ritracciamento rispetto al movimento ribassista attuato in settembre. La chiusura di seduta, sui massimi, a 3.447 (+0,80%) ha rinviato alla seduta odierna la spallata, ma penso che la settimana dovrebbe chiudersi con la gloriosa rottura anche di questa resistenza.

Questo fatto significa, dal punto di vista grafico, che innanzitutto l’indice ha raggiunto il suo obiettivo normale di ritracciamento tipico di una onda B. Pertanto da quel momento in poi ogni svolta ribassista potrebbe segnare la fine del rimbalzo e l’inizio della terza onda (la C, nuovamente ribassista) che dovrebbe far ricadere l’indice sotto i minimi del 24 settembre e completare così l’intera correzione partita dai massimi del 2 settembre con la prima onda ribassista (A).

Resta da chiedersi fin dove possa arrivare il rimbalzo, se decidesse di oltrepassare significativamente i 3.450 punti. Un calcolo basato sempre su possibili livelli di ritracciamento ci porta a ipotizzare un obiettivo massimo di rialzo nell’area compresa tra 3.500 e 3.540. Oltre questi livelli verrebbe annullato il quadro previsionale su cui stiamo lavorando e saremmo costretti a prendere atto che la correzione è finita e che saremmo già entrati nell’onda 5 di lungo periodo, con obiettivo nuovi massimi storici anche molto superiori agli attuali e che ogni eventuale ribasso non dovrebbe protrarsi al di sotto dei minimi di settembre.

Questa pare la cornice entro cui il mercato pittore dipingerà il grafico di SP500 delle prossime settimane.

Proviamo ora ad immaginare quali siano le motivazioni del pittore. La seduta di ieri ha esteso il rialzo nell’immaginazione che il tanto discusso Piano di aiuto all’economia ed ai lavoratori disoccupati, in un modo o nell’altro prima o poi vedrà la luce. Dopo tante trattative, quando la distanza tra i repubblicani ed i democratici al Congresso sembrava ridotta a “soli” 600 miliardi di $ (2.200 proposti dai democratici, 1.600 accettati dai repubblicani), Trump martedì scorso ha fatto saltare il tavolo, causando la scivolata finale dei mercati, spiacevolmente sorpresi dell’uscita improvvida del Presidente. Questi deve essersi accorto presto dell’autogol ed ha provato a rimettersi al tavolo, dapprima con la proposta di un diverso piano, ridotto e mirato ad aiutare i settori più colpiti dal virus e ad un sussidio da 1.200 $ per famiglia. I democratici hanno fatto spallucce ed allora ieri Trump ha nuovamente ordinato a Mnuchin di riallacciare le negoziazioni sulla base del vecchio piano.

Il mercato è sembrato rinfrancato ed ha continuato a salire anche ieri. Del resto ha ancora obiettivi rialzisti da raggiungere, come abbiamo visto.

Ora prepariamoci ad altri colpi di scena di Trump, che in questi giorni non ha fatto solo la bandata sul Piano di Sostegno economico. Ho l’impressione che, isolato in quarantena alla Casa Bianca, vedendo passare il tempo e il suo gradimento peggiorare, secondo i sondaggi, stia soffrendo una sorta di sindrome da leone in gabbia. Ha rifiutato il secondo confronto televisivo con Biden quando gli hanno comunicato che si potrà tenere solo in collegamento a distanza, dato che è in quarantena, rispondendo con la volontà di organizzare una manifestazione elettorale dal vivo, a cui parteciperà perché non si sente contagioso (sic!!). E, tanto per riprendere un suo vecchio cavallo di battaglia, che gli ha portato bene alle precedenti elezioni, ha detto di aver intenzione di imporre altri dazi alla Cina. 

Ho l’impressione che, fino alle elezioni, e temo anche dopo, Corona-Trump ci delizierà di quotidiane sparate, che magari non cambieranno la sorte elettorale, ma serviranno a far sobbalzare i mercati.