Il Governo targato Mario Draghi ha ormai alle spalle ben due Decreti Sostegni, pensati per sostenere i soggetti e le famiglie più colpite dalle ultime ondate della pandemia. Proprio per questo, ora le forze sono andate su altre misure, tra cui una cosiddetta “misura ponte” per quanto riguarda l’assegno unico.

L’assegno unico sembrava una vera e propria priorità del Governo ma poi, come spesso accade, le altre priorità hanno portato via del tempo e dunque si è arrivati un po’ a ridosso della scadenza. L’idea iniziale era infatti che la misura potesse essere attiva fin dal 1° luglio 2021 già in forma strutturale e, si sperava, definitiva.

Invece è arrivata una smentita ed i tempi si sono allungati, con l’assegno unico che diventerà realtà per tutti solo al 1° gennaio 2022. In questi sei mesi, ci sarà però il tempo tecnico per curare il passaggio dalle attuali misure di sostegno alle famiglie a ciò che sarà l’assegno unico, appunto. L’obiettivo è molto semplice: snellire, velocizzare, semplificare. 

Non più tante misure diverse, tante domande diverse, tempistiche di erogazione diverse… tutto in un unico “posto”, in modo che sia più facile e rapido per tutti. Vediamo come saranno inserite le misure ponte e chi riguarderanno.

Se fossi interessato ad approfondire il tema delle misure di sostegno alle famiglie, dei bonus e dei sussidi ti suggeriamo il canale YouTube “Redazione The Wam”. Esso offre spunti giornalieri con novità, date e modalità di domanda e di erogazione e, in particolare, in questo video aggiorna proprio su assegno unico e misure di sostegno alle famiglie, rispondendo anche alle domande degli utenti:

Assegno unico: misura ponte fino al 31 dicembre 2021

L’assegno unico, nella forma in cui è appena stato approvato dal Consiglio dei ministri, resterà in vigore fino al 31 dicembre 2021. Si tratta di una “misura ponte”, nel senso che l’obiettivo è quello di fare da congiunzione tra i bonus e gli aiuti alle famiglie come sono concepiti oggi e ciò che sarà l’assegno unico da gennaio 2022. 

Il passaggio all’assegno unico comporta infatti diverse novità dal punto di vista burocratico e non solo, motivo per cui una certa gradualità è certamente ragionevole. 

La misura ponte riguarda solo alcuni soggetti ed è già sostitutiva delle altre misure. I requisiti escludono però chi sta già percependo degli assegni familiari e dunque la distinzione sarà, almeno in questa fase, più semplice.

L’assegno unico, in prospettiva, sostituirà completamente misure come il bonus mamma domani o il bonus bebè, prevedendo un certo importo per ogni figlio minorenne o maggiorenne fino ai 21 anni. Dal settimo mese di gravidanza ai 21 anni della prole l’assegno unico figli sarà una certezza per ogni famiglia italiana, con distinzioni di importo come sempre in base all’Isee.

Assegno unico: requisiti per la misura ponte

Requisiti principali di questa misura ponte riguardano la situazione lavorativa e l’accesso agli assegni familiari. Saranno infatti interessati i soggetti che non sono attualmente beneficiari di assegni familiari, dunque si tratta di disoccupati e lavoratori autonomi, che potranno “sperimentare” la misura in attesa che arrivino maggiori informazioni.

Successivamente, cioè come detto a partire dal 1° gennaio 2022, questa misura riguarderà praticamente tutti, andando a sostituire gli attuali aiuti destinati alle famiglie italiane.

Ecco di seguito la lista completa dei requisiti per l’accesso alla misura ponte:

  • Essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione Europea, o suo familiare, titolare di diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di uno Stato non appartenente all’UE in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno semestrale;
  • Essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito (IRPEF) in Italia;
  • Essere residente e domiciliato in Italia con i figli a carico fino al compimento del diciottesimo anno d’età;
  • Essere residente in italia da almeno due anni, anche non continuativi.
  • Avere un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee) aggiornato inferiore a 50.000 euro.

Assegno unico: importi della misura ponte

Per quanto riguarda gli importi dell’assegno unico, va specificato che esso è stato concepito come una misura universale, che possa essere destinata a tutti. Chiaramente, l’Isee costituisce il criterio sul quale stabilire l’importo della misura per ogni singola famiglia. L’importo aumenta in base al numero di figli e nell’eventualità di presenza di figli a carico diversamente abili.

L’importo parte da una base di 30 euro ed arriva fino a 217 euro. Come suddetto, la cifra cambia in base all’Isee ed al numero di figli, oltre al caso di figli disabili. Più alto l’indicatore, più basso l’importo dell’assegno unico, meccanismo ormai noto ed utilizzato per moltissime misure di sostegno.

Funzionerà così anche per l’importo dell’assegno unico strutturale, quello che partirà da gennaio 2022 e che riguarderà tutte le famiglie italiane.

Assegno unico: chi ci perde?

Da quando circolano voci sull’assegno unico, non si fa altro che parlare di importi, ovviamente. C’è chi sostiene che possa essere una misura che ridurrà gli introiti medi delle famiglie italiane e c’è chi invece sostiene che la questione principale è burocratica, dunque una misura più snella e semplice è assolutamente necessaria.

Di fatto, l’assegno unico era già stato inserito nella Legge di Bilancio 2021, dunque era nelle intenzioni del Governo Conte II. Poi la politica, come ormai sappiamo tutti, prende strade imprevedibili e praticamente neanche due mesi dopo il Governo è cambiato ed anche le forze di maggioranza che lo sostengono.

Il Governo Draghi ha però comunque proseguito sulla linea dettata dal Governo precedente, ponendo fin da subito le basi per l’effettiva attuazione della misura che, però, è slittata in avanti lo stesso.

A proposito di numeri ed importi, interviene uno studio dell’Istat che spiega l’effetto della misura sulla ricchezza degli italiani: il 68% dei nuclei familiari riceverà una cifra superiore rispetto alle misure fino ad ora esistenti. Una percentuale davvero importante, influenzata soprattutto dalla presenza dei lavoratori autonomi che, come suddetto, erano esclusi dagli assegni familiari e saranno invece inclusi nell’assegno unico.

Dal 2022 ci saranno però anche delle famiglie che riceveranno meno di quanto ricevevano prima, circa il 29,7%. Non sono certo poche e, secondo le stime, saranno le famiglie particolarmente numerose a risentirne di più, notizia non certo positiva rispetto alla ratio del sussidio.

Solo il 2,3%, infine, dovrebbe mantenere inalterate le entrate provenienti dall’Istat. Insomma, un bilancio certamente positivo ma con comunque qualche perplessità.

Assegno unico e misura ponte: l’aveva promessa la ministra Bonetti

La ministra per la Famiglia e le Pari Opportunità si era così espressa alcune settimane fa: “L’assegno unico e universale completo partirà a regime da gennaio del prossimo anno – annuncia – ma il percorso comincerà dal primo luglio. Siccome i dipendenti oggi stanno percependo le loro detrazioni in busta paga – continua la Ministra - questi primi sei mesi devono innestarsi su un percorso di detrazione fiscale che deve continuare. Le detrazioni fiscali saranno poi completamente assorbite nell’assegno unico da gennaio.”

La dichiarazione risale proprio a quando era giunta la notizia che l’assegno unico sarebbe diventato realtà per tutti solo dal 1° gennaio 2022 (ne avevamo parlato qui). La promessa, però, è stata quella di attuare un percorso fin dal primo luglio, che potesse aiutare la transizione dalle attuali misure al tanto atteso assegno unico.

Ciò è accaduto proprio con la misura ponte oggetto di questo approfondimento, dunque promessa mantenuta, si potrebbe dire. Nella forma e nei tempi sì, ora c’è da capire quanto sia accessibile la misura ponte e quanti italiani ne beneficeranno.

Il tutto in attesa della circolare attuativa dell’INPS, attesa entro il 30 giugno.

Con essa verranno confermati requisiti ed importi, ma soprattutto verranno definiti i tempi di erogazione del sostegno. Finalmente, le famiglie potranno avere delle certezze su cui contare. Il Governo, con questa misura ponte, si gioca la credibilità dell’intero concetto dell’assegno unico, dunque è una “sfida” da vincere a tutti i costi e da portare avanti con decisione.

Vedremo naturalmente l’evoluzione della misura ponte nel tempo e le novità che nel frattempo arriveranno per quanto riguarda ciò che accadrà dal 1° gennaio 2022, che naturalmente saremo pronti a riportare qui sul portale.

Non solo assegno unico: le misure da tenere d'occhio a luglio

Nel mese di luglio ci saranno diverse scadenze da tenere d'occhio, oltre alla appena citata data del 1° luglio per l'entrata in vigore dell'assegno unico, che però non riguarderà (ancora) tutti.

Per esempio sul fronte reddito di emergenza il 31 luglio è una data importante perché scade la possibilità di fare domanda per le quattro nuove mensilità messe a disposizione dal Decreto Sostegni Bis. Come ormai noto, infatti, le mensilità dovevano essere solo due, ma sono state poi aumentate a quattro nella versione definitiva del Decreto.

Sempre al 31 luglio dovrebbero iniziare le procedure da parte dell'Agenzia di Riscossione e dell'Agenzia delle Entrate per quanto riguarda le cartelle esattoriali: ricominceranno ad essere dovuti tutti i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione che in questi mesi erano stati bloccati per consentire alle famiglie ed alle imprese di avere un po' di "fiato" in tempi così difficili. Potrebbe in realtà arrivare una nuova proroga su questo fronte, ma stando alle notizie attuali dal 31 luglio ci sarà semplicemente da pagare. La scadenza naturale è il 30 giugno, ma c'è il solito mese di "tolleranza" per permettere ai soggetti di effettuare i pagamenti.

Un mese intenso, in cui finisce anche il blocco dei licenziamenti: insomma una vera e propria ripartenza, anche di quelle cose che agli italiani non erano per nulla mancate.