La moda second-hand è diventato ormai un argomento all’ordine del giorno. Moltissime infatti sono le persone che decidono di comprare vestiti usati per risparmiare o per dare un piccolo contributo alla salvaguardia del pianeta, così come sono moltissimi coloro che decidono di vendere al fine di disfarsi di oggetti o capi che fanno polvere nell'armadio. 

Quando si parla di risparmio in ambito di moda second-hand, è importante rendersi conto che non si tratta solo di un risparmio di denaro ma anche di un risparmio per l'ambiente. Scrive ansa.it in merito al risparmio di CO2 grazie a Subito.it:

"La categoria Casa&Persona, che comprende anche l'abbigliamento, ha opermesso il risparmio di 461.517 tonnellate di CO2. Prendendo in considerazione la categoria Abbigliamento e Accessori, si calcola che grazie alla compravendita di oltre 1 milione di articoli su Subito, nel 2020 sono state risparmiate quasi 8.000 tonnellate di CO2. Grazie alla Second Hand è stato possibile risparmiare la produzione di 293 tonnellate di plastica, contenuta all'interno delle trame dei tessuti".

La vendita dei capi usati è spesso dovuta al fatto che i consumatori compiono degli acquisti impulsivi, attirati dal prezzo spesso esageratamente basso in catene di negozi molto conosciute. Oppure si tratta di abiti davvero vecchi ma in buono stato che potrebbero attirare l'attenzione di persone affascinate dalla moda di un determinato periodo del passato. 

Il mercato della moda second-hand sta crescendo tantissimo soprattutto in America. Scrive fashionunited.it:

“L'indagine, realizzata da ThredUp e basata sui risultati di GlobalData, conferma la preferenza dei consumatori statunitensi per scelte di moda più sostenibili. Il rapporto ha rilevato che una numero record pari a 33 milioni di persone ha acquistato abbigliamento e accessori di seconda mano per la prima volta nel 2020. Di questi consumatori il 76 per cento prevede di aumentare la propria quota di acquisti di seconda mano nei prossimi cinque anni”. 

I simboli della moda second-hand sono ormai diventati Depop e Vinted ma ci sono molte altre risorse per poter acquistare second-hand che spesso non vengono nemmeno menzionate. 

Depop 

Depop è sono un'applicazione che è possibile scaricare gratuitamente da Play Store. Ormai è conosciutissima per via del gran numero di influencer che ne parlano e che condividono la loro esperienza sui loro canali social.

Il suo utilizzo è molto semplice. È necessario semplicemente creare un proprio profilo, scattare delle foto agli abiti che si sceglie di dare via e fissare il prezzo.

Gli utenti interessati possono chiedere informazioni sul tuo prodotto e, se accettano di acquistarlo, procedere poi con la spedizione.

Depop è stata creata da Simon Beckerman. Da un piccolo social network, Depop è stata poi riorganizzata dallo stesso Simon Beckerman facendola diventare un vero e proprio marketplace in cui le persone potessero comprare, vendere e mettere like ai capi degli altri utenti. 

Depop al momento conta 400 impiegati in Inghilterra e negli Stati Uniti. 

Vediamo adesso un'altra applicazione molto simile a Depop!

Vinted

Vinted, esattamente come Depop, è un'applicazione scaricabile gratuitamente dal Play Store che consente alle persone di acquistare o vendere capi online. Vinted consente inoltre anche lo scambio

Vinted nasce nel 2008 da un'idea di due sole persone: Justas Janauskas e Milda Mitkute. Milda in quel periodo doveva cambiare casa e voleva dare via molti dei vestiti che possedeva. Siccome non sapeva come agire, Justas creò un sito web per aiutarla. Quest'iniziativa attirò presto l'attenzione dei media e a quel punto Milda e Justas si resero conto di aver creato qualcosa di davvero importante. Vinted nasce da qui. Oggi in Vinted lavorano più di 700 persone e la community di 45 milioni di iscritti continua a crescere sempre di più. Scrive Vinted:

"Vinted ha uffici a Vilnius, Berlino, Praga e Utrecht. Da queste sedi operiamo in 15 mercati: Italia, Spagna, Francia, Lussemburgo, Belgio, Paesi Bassi, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Lituania, Regno Unito, Portogallo, USA e Canada".

Vinted nelle informazioni generali e buone prassi specifica che non è responsabile dei pagamenti tra i membri della community. Ciò significa che l'applicazione è solo un mezzo che consente la compravendita di capi second-hand

Essendo ben visibili i profili è possibile anche consultare gli “armadi” degli altri utenti. Nel caso di Vinted è possibile contattare gli altri utenti con messaggi privati oppure tramite il forum

Sia Vinted che Depop sono due ottime applicazioni per poter vendere i propri vestiti usati dal momento che non porta via molto tempo ed è l’utente stesso a fissare il prezzo che più ritiene opportuno per il capo da mettere in vendita.

Un’altra risorsa importante per l’acquisto di abbigliamento second-hand è sicuramente Subito. 

Subito.it e Ebay 

Subito.it è il sito Internet per eccellenza di annunci di vendita di oggetti online. Una delle categorie che suscita il maggior interesse nei compratori italiani è sicuramente quella dei capi usati. Un articolo di adnkronos.com riporta questi dati del 2020 davvero sconvolgenti:

“Il mercato dell'usato continua a crescere: Subito, piattaforma per vendere e comprare, da giugno a dicembre 2020 ha registrato un +14,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche la categoria Abbigliamento e Accessori è stata interessata da un boom di visite e da una crescita importante rispetto all’anno precedente (+18%), con un totale di oltre 23,5 milioni di ricerche a riprova di come gli italiani siano sempre più propensi ad affidarsi alla second hand anche in fatto di moda”. 

Per la vendita di abiti usati, anche Ebay unziona come Subito.it. Basta creare un profilo, scattare una foto dell’abito o dell’oggetto che non si vuole più e lasciare un recapito al fine di essere contattati e organizzare lo scambio. Spesso e per comodità è bene cercare venditori vicino alla propria zona, in modo da rendere più semplice la consegna dell’indumento acquistato.

Dopo aver presentato alcune tra le risorse online più celebri, eccone alcune non digitali ma altrettanto valide!

Vinokilo

Vinokilo è un evento che si svolge in varie città di Europa dove è possibile acquistare indumenti second-hand e pagare a peso. Vinokilo nasce dalla consapevolezza che la scelta dei vestiti costituisce un forte impatto sul nostro pianeta. A questo proposito scrive infatti nssgclub.com:

“Per quanto riguarda la prima, al settore moda sono da attribuire il 20% dello spreco globale di acqua e il 10% delle emissioni di anidride carbonica e gas serra. Questo significa che l’industria dell’abbigliamento sta letteralmente diventando un problema ambientale, poiché si produce molto, troppo, si inquina e si butta via praticamente tutto”. 

Vinokilo però tiene conto anche di un altro problema, ovvero il fast fashion. Il problema del fast fashion non è solo relativo alla grande quantità di nuove risorse prodotte ma anche al fatto che dietro la produzione di vestiti di marchi molto noti si cela un grande sfruttamento di vite umane. 

L’obiettivo di Vinokilo è quello di diffondere vestiti usati a prezzi accessibili a tutti ma allo stesso tempo in buono stato e di qualità.  

Vediamo adesso un’altra realtà dove è possibile acquistare capi second-hand

"Franchising Mercatino compravendita usato"

Franchising Mercatino è una realtà presente da 27 anni che si occupa di comprare e vendere oggetti usati, con moltissimi punti vendita sparsi in tutta Italia.

Spesso è possibile fare affari comprando non solo oggettistica di vario tipo come soprammobili, quadri, libri, cd, dvd e utensili ma anche moltissimi vestiti usati. In molti punti vendita “Mercatino” è possibile trovare infatti una sezione denominata “Usato firmato” dove è possibile acquistare indumenti second-hand che sono anche firmati. Insomma, un vero e proprio affare. 

I vestiti, così come gli altri oggetti venduti all’interno del Mercatino, se dopo un certo periodo di tempo sono ancora in vendita possono subire un ulteriore sconto. Solitamente il primo sconto avviene dopo 60 giorni.

In ambito di sostenibilità, Mercatino copre sicuramente un ruolo fondamentale. Maggiori informazioni le potete trovare qui.  

Nei punti vendita Mercatino è possibile dunque non solo comprare ma anche vendere. Il pagamento viene effettuato nel momento in cui un oggetto viene venduto. Per maggiori informazioni sul processo di pagamento e sulle categorie di oggetti che vengono vendute cliccate qui

Dopo aver presentato sia le realtà online che quelle fisiche vediamo adesso quali sono i punti di forza e i punti di debolezza di entrambe!

Pro e contro di comprare vestiti second-hand online e nei negozi fisici 

Comprare al Mercatino o in eventi come Vinokilo è utile se siete persone che temono la cosiddetta “fregatura”.

Il notevole vantaggio inoltre che possiede una realtà come quella di Mercatino è la possibilità di provare i vestiti nel camerino e valutare con calma l’acquisto. Tutto questo chiaramente non è possibile comprando tramite siti Internet come Subito.it oppure con le applicazioni Depop e Vinted.

Nonostante oggi la tecnologia ci offri molti comfort che ci permettono di risparmiare anche una notevole quantità di tempo, c’è da dire che acquistare un capo online risulta essere sempre un po' un’incognita per vari motivi, nonostante le descrizioni dei prodotti. 

Mentre la serietà del venditore può essere più o meno garantita dai feedback ricevuti e dalle recensioni degli altri utenti, restano comunque dei dubbi che la tecnologia per il momento non è stata in grado di dissipare completamente. Uno di questi è sicuramente la taglia: una S di una marca può essere diversa da un’altra.

Resta anche il problema del “come mi sta?”. Anche se un indumento è infatti della nostra taglia e ci calza a pennello, può non piacerci. 

I negozi fisici in questo senso sono decisamente più sicuri ma è anche vero che bisogna recarvisi fisicamente e non tutti hanno tempo. Inoltre l’attività di ricerca del capo perfetto è sicuramente più lunga e faticosa rispetto a scrollare sul telefono: dallo smartphone è possibile infatti vedere moltissimi indumenti second-hand in pochissimo tempo. Bisogna tenere presente però che la visione che abbiamo del capo dal vivo è sicuramente reale. Non è infatti modificata da un effetto di Instagram.