Monete Rare: una comunissima 100 Lire, che vale ben 1.000€!

Tutti abbiamo delle vecchie Lire conservate da qualche parte, ma attenzione perché quella che potrebbe sembrare una normalissima moneta in uso qualche anno fa, adesso è una moneta rara. Proprio così! Le vecchie Lire sono ormai monete di valore, ad esempio una banalissima 100 Lire può essere venduta a più di 1.000 euro. Impariamo a riconoscerle!

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No, non è uno scherzo! Le comunissime vecchie Lire, che i più nostalgici ripongono ancora con cura da qualche parte per ricordarsi dei tempi andati, non sono più tanto comuni e alcune valgono ormai migliaia di euro.

Non si tratta per forza di pezzi da collezione, ma di esemplari che fino a qualche anno fa erano monete che circolavano liberamente e che tutti potremmo avere conservate in qualche cassetto.

Certo sono molteplici i fattori che concorrono a far salire il prezzo di una moneta e a far sì che un esemplare diventi un pezzo raro e da collezione, ad esempio errori o varianti di conio.

Un elemento sempre molto importante nella classificazione delle monete è lo stato di conservazione, dove un prezzo maggiore hanno sempre i fior di conio, cioè i pezzi immacolati.

Solo per fare un esempio alcune “banalissime” 100 Lire Minerva arrivano al valore di 1.000 euro ad esemplare.

500 Lire con le caravelle al contrario, 1957

Una moneta che tutti conosciamo è la classica 500 Lire bimetallica, che però esiste solo a partire dal 1982, data prima della quale questo conio era prodotto in argento, materiale di per sé più prezioso.

Questi stessi esemplari sono poi anche più antichi e per questo in genere classificati meglio nell’indice delle rarità che fa lievitare il prezzo. Tra le 500 Lire una di parecchio valore e con alle spalle una storia piuttosto singolare è quella in gergo nota come la cinquecento Lire con le caravelle al contrario.

La particolarità di questi esemplari del 1957 è che rispetto alla classica immagine della moneta con le tre caravelle, le imbarcazioni e le vele sono raffigurate al contrario. 

La colpa della differenza rispetto all’immagine comune è stata additata per molto tempo dai collezionisti ad un errore di conio, in realtà come i più esperti sottolineano questo è assolutamente falso! La 500 Lire con le caravelle e le vele al contrario non è un esempio di errore di conio, ma di variante di conio, cioè quando la Zecca produce volontariamente una moneta con una variazione. 

La famosa 500 Lire al contrario ha infatti impressa al dritto la lettera  “P”, con cui la Zecca marchia le “prove”, cioè le varianti di conio.

Comunque sia essa errore o variante, questa moneta oggi è rara, perciò ha un prezzo che oscilla tra i 3.000 e i 15.000 euro, per un fior di conio.

200 lire in Bronzital, 1977

Anche la 200 Lire in Bronzital è protagonista dei ricordi più vivi, con il suo colore giallo che la rende facilmente riconoscibile. La prima 200 Lire in Bronzital, questo il nome del metallo di cui è fatta, prodotto in rame, alluminio e nichel, risale al 1977.

Il primo conio consiste in due esemplari diversi, la 200 Lire classica ed un’altra identica ma con la solita “P” di prova impressa al dritto, sono questi ultimi esemplari ad avere parecchio valore perché possono arrivare fino a 800 euro al pezzo.

200 Lire Mezzaluna, 1978

Al 1978 risale un altro esemplare di 200 Lire che pure ha un minimo di valore, anche se non paragonabile ai pezzi precedenti, si tratta della cosiddetta duecento Lire mezzaluna. Questi pezzi sono chiamati così perché al dritto sotto la cosiddetta “testa” si trova un piccolissimo simbolo a forma proprio di mezzaluna e che di solito non è presente sulla raffigurazione comune. In ogni caso non parliamo di cifre folli per questa moneta, ma di circa 80 euro al pezzo.

Il primo gettone telefonico STIPEL, 1927

E arriviamo alla moneta simbolo di un passato non troppo recente, il gettone telefonico! Per la prima volta questa moneta fu coniata nel 1927 e questi primi esemplari sono noti come: il gettone telefonico STIPEL. Stipel fu la ditta che produsse questi pezzi nel ‘27, in occasione della fiera campionaria di Milano di quell’anno, perché potessero essere usati all’interno della fiera stessa con i telefoni installati.

Questo primo gettone Stipel oggi vale più o meno 80 euro al pezzo.

I gettoni telefonici 

Per quanto riguarda i gettoni telefonici in genere, a parte il primo esemplare, questi sono classificati in base al numero seriale inciso, con il rispettivo prezzo:

  • 8011: 15 euro
  • 7901: 18 euro
  • 7803: 20 euro
  • 7706: 12 euro
  • 7704: 50 euro
  • 7502: 10 euro
  • 7412: 50 euro
  • 7304: 60 euro
  • 7110: 70 euro
  • 6504: 45 euro

100 Lire Minerva, 1955

E arriviamo alla 100 Lire Minerva, chiamata così per l’immagine della divinità raffigurata, che altro non è la classica 100 Lire prodotta per la prima volta nel 1955.

Gli esemplari di primo conio cioè del ‘55 valgono davvero parecchio, fino a 1.000 euro.

Tuttavia, questi pezzi calano drasticamente di valore appena si scende di livello nello stato di conservazione. Se infatti per un fior di conio i collezionisti pagano anche 1.000 euro, un pezzo classificato come “Splendido” (SPL) non va oltre i 75 euro.

Altre 100 Lire degne di interesse sono descritte nel video YouTube di Monete di Valore:

  

50 Lire Vulcano primo tipo, 1954

La 50 Lire Vulcano primo tipo fu coniata nel 1954 in un metallo chiamato Acmonital, che un tipo di acciaio fatto di ferro, cromo e nichel.

Come è facile immaginare al rovescio c’è l’immagine del Dio Vulcano, mentre batte il ferro su un’incudine, e al dritto la classica “testa” e le parole “Repubblica Italiana”.

Con il termine 50 Lire Vulcano “primo tipo” si intendono le monete prodotte dal ‘54 all’89, tuttavia non sono gli esemplari del 1954 ad essere quelli di maggior valore, ma i pezzi prodotti nel 1959 per cui si prospetta un valore che va dai 2.000 euro, fino a scendere a 50 euro se l’esemplare non è ben conservato.

20 Lire coniate dalla Repubblica Italiana, 1956

Arriviamo alla 20 Lire, di cui si contano esemplari di estremo valore, ma risalenti al periodo del Regno d'Italia.

Il primo conio della 20 Lire ad opera della Repubblica Italiana risale al 1956 ed è protagonista di una curiosissima vicenda. Per motivi tutt’oggi sconosciuti i primi esemplari furono prima immessi nella circolazione e poi inspiegabilmente ritirati dalla Zecca di Stato. Di queste monete alcune poi furono date ai dipendenti della Zecca Stessa e la gran parte fuse. Morale della favola, gli esemplari superstiti sono classificati l'indice di rarità come degli R2 e hanno un valore compreso tra i 1.500 e i 300 euro.

Al rovescio la 20 Lire del 1956 riporta la raffigurazione di un ramo di quercia, al dritto invece la testa di una donna coronata di spighe.

Il Marengo di Vittorio Emanuele II (1861) e il Marengo di Umberto I (1879)

Prima della Repubblica furono prodotti dei Marenghi, termine con cui si indicano le monete coniate in oro, per celebrare l’Unità d’Italia e che hanno moltissimo valore.

Sono delle 20 Lire pre-repubblicane meglio noto come il Marengo di Vittorio Emanuele II e il Marengo di Umberto I.

Il Marengo di Vittorio Emanuele II risale proprio al 1861 e ha un valore che supera i 1.000 euro ad esemplare. 

Mentre il Marengo di Umberto I, coniato per la prima volta nel 1879 vale dai 3.000 ai 400 euro.

Entrambi recano al dritto l’immagine del Re e al rovescio lo stemma sabaudo. 

Certo questi pezzi proprio perché le loro caratteristiche non sono così facili da trovare nel cassetto come può essere una 100 Lire Minerva.

10 Lire Olivo, 1947

Scendiamo di taglio ed arriviamo alla 10 Lire, molto amata dai nostalgici e che spesso viene conservata con cura come cimelio dei tempi andati.

La Repubblica Italiana coniò la 10 Lire Olivo dal ‘46 al ‘50, imprimendogli al rovescio la raffigurazione di un ramo di ulivo e al dritto il cavallo alato Pegaso.

Di maggior rilievo e valore sono i primi esemplari del 1946 prodotti con la ormai ben nota “P” di prova, che però sono anche classificati come pezzi non collezionabili e quindi difficilmente possono essere rinvenuti in un cassetto.

Tuttavia, i pezzi senza la “P” ma coniati normalmente nel 1946 hanno anche loro un discreto valore che oscilla tra i 500 e i 200 euro per ogni esemplare. Ma ancor più degni di attenzione sono le 10 Lire Olivo del 1947 perché sono degli R3 con un valore che arriva fino a 4.000 euro. I pezzi dell’anno seguente, 1947, non valgono molto, siamo sui 150 euro ad esemplare. Stessa situazione per i conii del 1949 e 1950 che valgono non più di 50 euro al pezzo.

10 Lire Spiga, 1954

Nel 1950 si interrompe la produzione della 10 Lire Olivo perché viene coniata la 10 Lire Spiga, con al dritto la raffigurazione delle due spighe ben note.

Per quanto riguarda il valore di questi esemplari i più preziosi sono i conii del 1954, ma comunque nulla di paragonabile alla 10 Lire Olivo, perché non superano il valore di 90 euro al pezzo.

Ci sono poi alcune 10 Lire Spiga del 1991, con un errore di conio, perché le due spighe sono capovolte, che valgono circa 60 euro ad esemplare.

5 Lire Uva, 1946

La prima 5 Lire coniata dalla Repubblica Italiana è la cosiddetta cinque Lire Uva, per la raffigurazione al rovescio di un grappolo, mentre al dritto l’immagine di una donna che regge una fiaccola.

Anche in questo caso al primo anno di produzione risalgono degli esemplari di prova, di estremo valore ma anche classificati come non collezionabili.

Per le 5 Lire Uva coniate normalmente dal 1946 al 1947 è attestato un discreto valore che raggiunge i 1.500 euro, mentre gli esemplari successivi non superano i 50 euro.

5 Lire Delfino, 1956

Nel 1951 si interrompe la coniazione della 5 Lire Uva e fa il suo ingresso in scena la 5 Lire Delfino, come è ovvio immaginare al grappolo d’uva di sostituisce l’immagine dell’animale. 

La prima produzione cioè quella dal 1951 al 1955 non merita particolare attenzione, perché furono coniati così tanti esemplari che non possono definirsi di valore al giorno d’oggi.

Diverso il caso delle 5 Lire Delfino del 1956 di cui furono coniati solo 400.000 esemplari e che perció adesso raggiunge la cifra al pezzo di 1.500 euro.

1 Lira Arancia e 2 Lire Spiga, 1947

E veniamo alle monete più piccole da una o due Lire! La 2 Lire Spiga vide il primo conio nel 1947 con al rovescio una sola spiga e al dritto la raffigurazione di un contadino intento ad arare la terra. 

Gli esemplari del ‘47 valgono ben 1.800 euro l’uno!

Allo stesso anno risale la coniazione della 1 Lira Arancia, che come si potrà immaginare reca il frutto al dritto, mentre al rovescio una donna con il capo coronato di spighe.

Per questi esemplari di prima produzione si arriva a un valore di 1.500 euro al pezzo.