Viene presentata oggi l’ultima edizione della Bussola Mutui, il bollettino trimestrale firmato CRIF e MutuiSupermarket.it che offre una fotografia aggiornata e completa delle tendenze in atto nel mercato italiano dei mutui residenziali e immobiliare. Il report sintetizza informazioni di andamento con riferimento al primo trimestre 2013 passando in rassegna i classici 4 quadranti della Bussola Mutui, rappresentati dallaDomanda, i Richiedenti, l’Offerta e gli Immobili. Di seguito, una sintesi dei principali punti che emergono dal bollettino di analisi (si rimanda al report completo per i dettagli).

Domanda: continua l’attenuazione della contrazione del numero di domande di mutui residenziali da parte delle famiglie italiane, con un complessivo -11% nel primo trimestre 2013 rispetto al corrispondente periodo del 2012, quando il crollo era già evidente (‐42% nei dodici mesi del 2012 rispetto al 2011). Sul fronte della tipologia di tasso, si conferma il trend di crescita per le richieste di mutui a tasso fisso, che passano da una quota di mercato del 10% nel primo trimestre 2012 al 16% del primo trimestre 2013, trainati da IRS che si mantengono a livelli prossimi ai minimi storici. Diminuisce in maniera significativa anche l’importo medio richiesto, che si attesta nel primo trimestre 2013 attorno ai 127.000 Euro (da confrontarsi con un importo medio nel primo trimestre 2011 pari a 137.000 Euro). Per quanto riguarda le durate, la classe di durata 30 anni e oltre passa a spiegare il 40% del totale delle preferenze nel primo trimestre 2013 rispetto al 47% del quarto trimestre 2012, a fronte di una progressiva riduzione dell’offerta per durate estese. Inserita per la prima volta nella Bussola Mutui, l’analisi della domanda di mutui immobiliari da parte di cittadini non italiani che spiega nel 2012 il 7% del totale, in flessione rispetto agli anni precedenti. Il maggior numero di richieste è riferito a cittadini Rumeni (18% del totale), seguiti da quelliAlbanesi (quota del 12%) e a distanza da altre nazionalità a partire dagli Svizzeri (quota del 6%). La distribuzione della domanda trova rispondenza solo parziale nella numerosità delle diverse comunità residenti in Italia: per esempio i cittadini Tedeschi e Svizzeri (rispettivamente al 24° e 44° nel ranking per presenze) mostrano una propensione a richiedere mutui decisamente sopra la media, collocandosi al 3° e 4° posto della classifica.