Nuovo anno, nuove scadenze. Infatti, coloro che percepiscono la NASpI devono stare molto attenti perché rischiano di perderla!

Come mai? Procediamo con ordine. 

Infatti, il 2022 non si apre solo con le problematiche legate a coloro che rischiano di perdere il Reddito di Cittadinanza, ma anche la NASpI.

Per i percettori del RdC non preoccupatevi, dovete solo fare l’ISEE in fretta per non perdere il vostro beneficio. 

E invece, cosa devono fare coloro che percepiscono la NASpI?

È necessario non andare nel panico in quanto questa possibilità di perdere (o meglio, di vedere la propria agevolazione sospesa) riguarda solo un ristretto gruppo di beneficiari della NASpI.

Ma a chi si rivolge e per quale motivo bisogna stare attenti? Ebbene, la possibilità di perdere la NASpI riguarda solamente coloro che ricevono tale indennità in forma ridotta in quanto lavorano anche

Oltre a queste problematiche che andremo a sviscerare nel dettaglio, è doveroso ricordare che a partire dal 1° gennaio 2022 la Legge di Bilancio del nuovo anno ha stabilito che si tornerà a decurtare il 3% della NASpI ogni mese

Anche in questo caso ci addentreremo meglio nella questione in quanto la decurtazione mensile della NASpI non è valida per tutti a partire dal mese in corso. 

Ma procediamo con ordine e andiamo a scoprire per quale motivo coloro che percepiscono la NASpI ridotta devono prestare particolare attenzione!

Sospensione NASpI: chi rischia di perderla a febbraio?

Come abbiamo sottolineato nell’introduzione del nostro articolo, ci sono alcuni beneficiari della NASpI che rischiano di perderla a partire dalla fine di gennaio. 

Infatti, per tutti coloro che non lo sapessero, i beneficiari della NASpI ridotta, ossia coloro che oltre a ricevere l’accredito svolgono anche forme di lavoro (autonomo o subordinato), sono tenuti ad alcuni obblighi da rispettare. 

Prima di comprendere ciò dobbiamo fare un piccolo passo indietro e rispondere ad una domanda: perché queste persone, pur lavorando, ricevono la NASpI?

Domanda lecita, ovviamente. Ebbene, la motivazione è molto semplice. Infatti, tale sussidio in forma ridotta fa riferimento a coloro che hanno iniziato a lavorare nel corso dell’anno passato ma non hanno ancora un reddito tale da uscire dallo stato di disoccupazione

Questo significa che l’indennità di disoccupazione NASpI può essere erogata anche nei confronti di coloro che lavorano, ma non hanno un reddito che consenta la vita dignitosa. 

Bene, ora che abbiamo capito per quale motivo queste persone possono percepire la NASpI anche se hanno un lavoro, andiamo a comprendere per quale motivo rischiano di perdere il sussidio nel 2022

Beh, uno degli obblighi di coloro che percepiscono la NASpI in forma ridotta riguarda la comunicazione (entro 30 giorni dall’attività lavorativa) del reddito che si presume di ottenere nel corso dell’anno

In questo modo, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale attuerà un ricalcolo della NASpI che si ridurrà in base al reddito che si pensa di ottenere. 

NASpI e lavoro: quali sono i requisiti?

Torniamo al fatto che esistono persone che possono percepire la NASpI lavorando. 

Ma quali sono i requisiti che devono rispettare e, soprattutto, gli obblighi (pena la sospensione o la cancellazione del sussidio)?

Beh, prima di tutto dobbiamo sottolineare che questa possibilità non viene data a tutti i lavoratori, anche perché in caso contrario si perderebbe il vero senso della NASpI, ossia una misura pensata per coloro che si trovano in stato di disoccupazione involontaria. 

Ebbene, i requisiti per poter accedere alla NASpI anche lavorando sono:

  • Avere un rapporto di lavoro dipendente per meno di 6 mesi dal quale si percepisce un reddito di massimo 8140 euro;
  • Avviare un’attività di lavoro autonomo dove il reddito percepito sia più basso di 4800 euro. 

Ecco i requisiti, nessun altro lavoratore può accedere alla NASpI. 

Ebbene, coloro che hanno la possibilità di beneficiare della NASpI lavorando, devono necessariamente comunicare il reddito presunto entro 30 giorni dall’inizio dell’attività lavorativa. Si tratta di un obbligo previsto per i beneficiari di NASpI che iniziano a lavorare e che va rispettato!

Per farlo sarà necessario compilare il modello NASpI-Com-Esteso

E nel caso degli autonomi? Come fanno a sapere quanto percepiranno?

Beh, questo caso è un po’ diverso, ovviamente. 

Infatti, la possibilità di ricevere la NASpI decade se non viene effettuata una dichiarazione di inizio di attività autonoma all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. 

Come non perdere la NASpI: quali sono gli obblighi?

Bene, abbiamo capito che a rischiare di perdere la NASpI sono attualmente coloro che la percepiscono in forma ridotta in quanto svolgono anche un’attività lavorativa. 

Ebbene, tutte queste persone hanno un importante obbligo che devono rispettare entro il 31 gennaio, pena la sospensione della NASpI.

Infatti, per proseguire con l’erogazione del sussidio è necessario compilare il modello NASpI-Com-Esteso indicando quale reddito si pensa di percepire nel corso del 2022. 

Ma quali sono i rischi per chi non lo farà?

Beh, magari qualcuno ha pensato di fare il furbo e di non comunicare nulla. Oppure, qualcun altro si è semplicemente dimenticato di tale scadenza. 

È necessario fare particolare attenzione in quanto si tratta di uno step obbligatorio per continuare a percepire la NASpI. 

Insomma, tutti coloro che svolgono una forma di lavoro, autonomo o subordinato, e percepiscono la NASpI in forma ridotta e non comunicano il loro reddito presunto per il 2022 andranno incontro ad una sospensione della NASpI.

Nota bene: siamo parlando di sospensione e non di cancellazione. Infatti, l’erogazione del sussidio sarà sospesa fino a quando il beneficiario non farà la comunicazione richiesta. 

Altra cosa importante da sapere è che questa comunicazione deve essere fatta obbligatoriamente anche se il reddito che si pensa di ottenere risulta essere uguale a zero. 

Ma non abbiamo ancora finito. C’è ancora una domanda che è stata lasciata senza risposta per quanto riguarda la NASpI ed i laboratori. 

Cosa succede se il reddito presunto eccede i limiti imposti per percepire la NASpI?

Beh, in questo caso, ovviamente, decadrà la possibilità di percepire l’indennità di disoccupazione. 

NASpI e Legge di Bilancio: scendono gli importi!

Eccoci arrivati alla seconda questione della quale stavamo parlando nell’introduzione di questo articolo.

Infatti, anche la Legge di Bilancio 2022 approvata dal Governo Draghi ha contribuito alle novità che riguardano la NASpI per il nuovo anno.

Anzi, per meglio dire, non si tratta di una novità, ma di un obbligo che ritorna dopo le agevolazioni previste dal periodo di pandemia da Covid-19.

Infatti, dopo che il famoso decalage della NASpI è stato sospeso per tutto il 2021, esso torna nel 2022 a partire dal mese di gennaio. 

Questo significa che gli importi che i beneficiari della NASpI riceveranno ogni mese saranno più bassi rispetto ai corrispettivi degli anni precedenti. 

Dunque, in base a quanto sancito dalla regolamentazione precedente, dopo il 4 mese di percepimento della NASpI (o dopo 91 giorni) verrà applicata una riduzione pari al 3% ogni mese sull’importo

Tuttavia, in base a quanto stabilito dalla circolare n. 2 del 4 gennaio 2022 presentata dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, le regole stanno cambiando nel 2022. 

  • Infatti, per tutti coloro che hanno più di 55 anni, il decalage ha effetto a partire dal settimo mese in cui si percepisce la NASpI.
  • Invece, per coloro che hanno meno di 55 anni, tale riduzione del 3% parte dal quinto mese. 

Attenzione: è doveroso sottolineare che coloro che hanno fatto richiesta della NASpI entro il 31 dicembre 2021 devono sottostare ancora alle regole precedenti.