Sei disoccupato? Ci siamo passati tutti. E' un momento ignobile, difficile, pieno di timori e di ansie. Ma almeno qualcosa si può fare per evitare che diventi una vera agonia. Tipo la NASPI. Sai che cos'è? La NASPI un'indennità mensile di disoccupazione. No, non è come il Reddito di cittadinanza o l'Assegno sociale, non facciamo confusione! 

Ora ti spiego meglio di cosa si tratta, perché con la disoccupazione è meglio non scherzarci, soprattutto visto i gravi danni sociali che provoca ogni anni. E ci mancherebbe che per via di una cattiva interpretazione dei requisiti si finisca tra chi non le spetti!

Cos'è la NASPI, e come funziona?

Iniziamo dal principio. Per NASPI si intende la Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego, predisposta dall'INPS tramite il D.Legs 22/2015 (sì, il Jobs Act del Governo Renzi), in sostituzione dell'ASpl e del MiniASpl, tutte Assicurazioni Sociali. 

Serve a chi ha perso il lavoro, involontariamente, e garantisce un'indennità mensile di disoccupazione, in attesa di trovare un impiego che rientri nei requisiti prefigurati per la sospensione della NASPI. Comunque, a livello di contribuzione potete stare tranquilli, la circolare INPS 94/2015 prevede la contribuzione figurativa anche in caso di NASPI.

Però state attenti, perché detto così è facile, ma nel tempo si sono creati dei limiti, anche nel senso stesso di perdita di lavoro.

Oggi chi (non) ne ha diritto alla NASPI?

I limiti d'accesso della NASPI oggi sono più rigidi. Chi può accedere alla domanda, come detto prima, deve aver perso il proprio posto di lavoro in maniera involontaria, quindi già di per sé eventuali dimissioni personali o senza motivazioni non verranno accolte. Quindi se sei:

  • lavoratore in apprendistato;
  • lavoratore in società con cooperative con rapporto di lavoro dipendente;
  • addetto al personale artistico con rapporto di lavoro dipendente;
  • dipendente a tempo determinato delle P.A. (pubbliche amministrazioni).

Lo puoi richiedere. Ma se sei:

  • dipendente a tempo indeterminato delle P.A.;
  • operaio agricolo a tempo (in)determinato;
  • lavoratore extracomunitario con permesso di soggiorno solo per lavorare a stagione;
  • lavoratore con i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata;
  • lavoratore con assegno di invalidità.

Non lo puoi richiedere! Anche se per il lavoratore extracomunitario è prevista una normativa specifica, disponibile sul sito governativo dell'INPS, mentre la persona avente l'assegno di invalidità può optare per la NASPI ma dovrà sospendere l'assegno.

Poi, ovviamente, puoi rientrare nella categoria, ma finisci che te la sospendono. Come?

Novità della NASPI: ecco come viene sospesa

Tutti i bonus, gli assegni e le pensioni hanno una possibilità di sospensione, compreso la NASPI: hai l'ISEE alto e perdi la Pensione Sociale; non sei più residente in Italia, e perdi il Reddito di Cittadinanza

Nel caso della NASPI ti sospendono l'indennità se trovi lavoro, con contratto di lavoro subordinato, che duri meno di sei mesi. Per tutto quel tempo in cui lavori, è sospesa. A meno che non comunichi che la tua situazione del reddito annuo presunto: se inferiore a 8.145 euro, puoi avvalerti della NASPI per cumulo.

E ti sospendono l'indennità se trovi lavoro con paesi dell'Unione Europea avente convenzione bilaterale per assicurazioni contro la disoccupazione, oppure direttamente in paesi extracomunitari (tranne in Svizzera, Liechtenstein, Norvegia, Islanda, seppur con alcune condizionalità).

Peggio ancora, il diritto alla NASPI decade se:

  • non sei più disoccupato, e hai un contratto superiore a sei mesi o a tempo indeterminato;
  • non comunichi, entro un mese dalla richiesta della NASPI, il reddito annuo presunto da uno o più lavori (anche part-time);
  • inizi un'attività lavorativa autonoma o non, e non comunichi la tua situazione all'INPS;
  • hai i requisiti per andare in pensione;
  • hai il diritto all'assegno di invalidità e non opti per la NASPI (come detto sopra);
  • non partecipi alle iniziative dei CPI (Centri per l'Impiego), in maniera del tutto ingiustificata.

Bisogna sempre comunicare la propria situazione economica all'INPS, sennò fai come i furbetti del Reddito di Cittadinanza. Anche perché i soldi non ce ne sono tantissimi, checché se ne dica in merito al Recovery Fund.

A quanto corrisponde la NASPI? Ecco le novità!

Stando sempre al sito dell'INPS, la NASPI prevede una misura pari ai 3/4 della retribuzione mensile media, quella che a livello previdenziale risulta imponibile, e relativa agli ultimi 4 anni. Salvo che tale retribuzione non sia inferiore all'importo stabilito secondo la variazione ISTAT, per il 2021 pari a 1227,55 euro

Se è superiore, bisogna fare un calcolo ardito: 75% dell'importo citato (1227,55 euro) più il 25% della differenza tra la retribuzione media denunciata e l'importo citato. E in questo caso, non deve andare oltre 1335,40 euro, cioè il limite massimo previsto.

Altro calcolo ardito. Il calcolo dell'indennità è quindi la retribuzione imponibile degli ultimi 4 anni (e a queste si aggiungono mensilità aggiuntive, elementi (non) continuativi...). A sua volta viene moltiplicata per 4,33. Perché 4,33? Perché si tratta di quattro settimane e (quasi) un mezzo.

E questo in condizioni ottimali, in totale tranquillità. Pensa se ti viene all'improvviso ridotta!

Attenti! Ecco come viene ridotta la NASPI

Come tutti i bonus e gli indennizi, scatta la riduzione anche per la NASPI. Ti viene ridotta infatti se fai un'attività autonomia con reddito annuo lordo pari a 4800 euro, cifra delle detrazioni previste dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi, secondo l'art. 13.

Ti becchi una riduzione dell'80%, in rapporto al periodo tra inizio attività e fine indennità. 

A sua volta, se hai due o più rapporti di lavoro part-time, e ne interrompi uno perché licenziato, dimesso per giusta causa, o scadenza del contratto, mantieni la NASPI. Ma il reddito stavolta deve essere entro 8145 euro, cioè una detrazione secondo sempre l'art. 13 del TUIR già citato. E devi comunicare all'INPS il tuo reddito, entro un mese dalla domanda di lavoro. 

Purtroppo perdi comunque fino all'80% del reddito sempre in rapporto tra inizio del contratto di lavoro e fine dell'indennità (o dell'anno). 

Se poi torni a lavorare, anche se con un lavoro a intermittenza, hai la fortuna che la NASPI è cumulabile con i compensi. Ma hai la sfortuna che essi non devono essere superiori a 5.000 euro per anno civile stando alle disposizioni vigenti.

Però non disperiamoci. Anche se ridotta ce l'hai comunque la NASPI. Basta solo che comunichi il tuo reddito all'INPS, specie se sei in Gestione Separata. C'è anche il modello NASPI -COM come alternativa alla comunicazione dell'INPS, specie se l'attività autonoma è iniziata dopo la presentazione della domanda.

Inoltre, se hai un nuovo datore di lavoro, rispetto a quello del lavoro perso che hai denunciato per la richiesta all'INPS, puoi mantenere l'indennità, sempre se non ci sono assetti tra di loro.

Detto questo, passiamo alla parte fisica, cioè come riscuotere la NASPI.

Come posso richiedere la NASPI?

Per richiedere la NASPI serve fare richiesta sul sito dell'INPS, previa la sicurezza di avere tutti i requisiti per poter fare domanda, sennò è un viaggio a vuoto. 

Inoltre, per accertarsi della propria situazione previdenziale, basta fare accesso alla propria aria riservata, sempre sul sito dell'INPS, nel proprio fascicolo previdenziale. 

Cosa serve per accedere all'area? Domanda retorica. Servono, come sempre:

Ci sarebbe anche l'accesso col PIN INPS, ma sarà valido fino al 30 settembre 2021. Quindi meglio correre ai ripari coi precedenti. Per quanto riguarda il rilascio, l'indennità può essere riscossa tramite:

  • accredito o su un conto presso una banca o le Poste (o addirittura sul tuo libretto postale);
  • bonifico domiciliato presso le Poste Italiane.

Ma ricordatevi! Il conto corrente deve essere intestato al richiedente la prestazione, al massimo cointestato. Poi cosa rimane? Ah, sì: le date.

Attenzione alle date: ecco cosa accade ad agosto con la NASPI

Negli ultimi giorni ci sono state delle novità in merito alla NASPI. Infatti, per il mese di agosto 2021, il pagamento della NASPI dovrebbe essere previsto tra il 10 e il 15, come in effetti dovrebbe essere, stando alle direttive dell'INPS stesso in merito all'erogazione.

Però le date sono come i bonus: a loro piace cambiare. Sicché dovete avere pazienza, perché la data ultima è sicuramente la prima metà del mese. Anche perché la seconda quota (o il primo pagamento in caso di decorrenza della domanda) è prevista nella seconda meta del mese, dal 16 al 30.

Ma non doveva essere un'indennità mensile? Sì, ma attualmente vige il frazionamento dell'accredito, specie per chi ha fatto domanda di recente per la NASPI

Quindi per questo mese aspettatevi queste date! Controllare sempre sulla vostra sezione online si trovi la dicitura "pagamento in corso": forse, tra 15-20 giorni, la richiesta della NASPI verrà accolta, e liquidata. Forse. Perché può anche passare una settimana tra la disponibilità e l'elaborazione del pagamento. Guardate anche "Notifiche", la sezione delle comunicazione dell'INPS, per rimanere aggiornati anche per questo mese. 

E se volete sapere altro, c'è questo video a cura di Mondo Pensioni


Guardate il lato positivo: stando alle novità del decreto Sostegni bis, non è prevista la decurtazione del 3% dell'importo. Ma vediamolo con maggior precisione.

Come? la NASPI rischia la decurtazione?

La NASPI stava per beccarsi la decurtazione, se non fosse per l'articolo 38 del decreto Sostegni bis: dal 1° giugno al 31 dicembre 2021, non verrà decurtato il 3% sulla NASPI, cioè la riduzione prevista dal primo giorno del 4* mese di fruizione, stando l’art. 4, commi 1 e 2, del d.lgs. n. 22/2015. E così avverrà anche per le indennità con data di decorrenza 1° giugno 2021 - 30 settembre 2021. A sua volta, le liquidazioni della NASPI in unica soluzione rientrano nel meccanismo di sospensione della decurtazione.

Ma non cantate vittoria troppo presto! Dal 1° gennaio 2022, la NASPI subirà tale decurtazione: ormai la circolare INPS 122/2021 ha confermato l'entrata in vigore di questa decurtazione. Potete trovare tutte le informaizoni su tale rideterminazione per le erogazioni dei mesi del 2022. Ovvio, salvo ulteriori novità.

Quali altre novità? Vi terremo aggiornati, come sempre.