Con la NASPI e il reddito di cittadinanza molte persone possono garantire dei supporti economici alla propria famiglia altrimenti impossibili a causa della propria condizione lavorativa da disoccupato.

In effetti l'Italia a livello di disoccupazione solo ora comincia a riprendersi, dopo un crollo come quello avvenuto per il 2020, quando quasi un milione di persone è entrato nella categoria dei disoccupati, secondo le stime dell'ISTAT.

Come principali armi contro la disoccupazione ci sono diversi supporti economici e politico-sociali, e due di questi sono quelli più utilizzati da tutti, cioè la NASPI e il Reddito di Cittadinanza.

Ma a conti fatti, quali dei due conviene di più sia per il supporto economico sia per la reintroduzione nel mondo del lavoro?

NASPI: cos'è e come funziona

Per NASPI si intende la "Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego", cioè un supporto economico gestito e sborsato direttamente dall'INPS secondo quanto previsto dal D.Legs 22/2015 (Jobs Act). 

Precedentemente erano due le soluzioni, la ASPI e la MiniASPI, entrambe Assicurazioni Sociali per l'Impiego. Entrambe servono a chi è recentemente stato licenziato, senza giustificato motivo, e stabilisce a seconda dei vari requisiti un'indennità di disoccupazione, a sua volta prevista dei contributi INPS, secondo la circolare INPS 94/2015, così da avere garantita anche la pensione (tanto c'è anche la pensione sociale come alternativa).

Di contro, passiamo al Reddito di Cittadinanza.

Reddito di Cittadinanza: come funziona nel 2021

Il Reddito di Cittadinanza, diversamente, nasce quattro anni dopo, come decreto-legge 4/2019, in pieno Governo Conte I.

Anche in questo caso si ha un'indennità mensile, però a patto che si stipuli un Patto per il lavoro o per l'inclusione sociale e che si abbia come reddito ISEE dichiarato basso, non oltre 9360 euro annui

Tale reddito, nel caso del reddito di cittadinanza, ha bisogno di essere calcolato secondo scala di equivalenza, che prevede comunque come indice:

  • 0.4 a maggiorenne, 
  • 0.2 a minorenne; 
  • 2.1 in condizioni normali come parametro massimo, 
  • 2.2 se ci sono soggetti disabili come paramentro massimo.

A sua volta si richiede un limite di 30000 euro a livello di proprietà immobiliare, più una serie di scaglioni in merito al patrimonio mobiliare, che trovate tutti come approfondimento nel mio articolo.

La prima differenza tra i due è questa: il Reddito chiede un calcolo preciso dell'ISEE, e molti paletti. La NASPI prevede altro.

NASPI e Reddito di Cittadinanza: conviene ma solo col reddito basso!

Un punto a favore è il fatto che non ci siano formule complesse per la NASPI, dato che la sospensione dell'indennità è prevista soltanto se si supera come reddito ISEE i 8145 euro annui.

Altrimenti, anche nel caso di aver trovato un lavoro, se questo lavoro è poco retribuito al punto da non garantire quella soglia di 8145 euro, scatta la NASPI per accumulo.

Anche se, d'altro canto, il Reddito di Cittadinanza permetterebbe comunque un cumulo, che sia NASPI o DIS-COLL o altri supporti, perché la riscossione arriva a:

  • 780 euro, ma solo per single affittuari e senza reddito;
  • 1.180 euro, ma solo per famigie con figli a carico. 

Quindi, vedendo le cifre e moltiplicando per le mensilità, il RDC è più largo della NASPI.

Però dipende anche questo da alcuni fattori, e riguardo a questo particolare vi consiglio questo approfondimento a cura di Le Audioguide per TUTTI.

Anche se la NASPI prevede, almeno secondo le ultime disposizioni INPS, al 66% della retribuzione mensile media stabilita dall'imponibile previdenziale, non inferiore alla variazione ISTAT di 1227,55 euro.

Altrimenti tocca aggiungere al 75% di quanto citato il 25% della differenza della retribuzione denunciata. Se supera i 1335,40 euro, la NASPI viene sospesa.

Tanto, è ovvio che in entrambi i casi, che sia NASPI o Reddito di Cittadinanza, il lavoro è quello che interromperebbe l'indennità. Anche se a seconda di alcuni casi precisi.

NASPI e Reddito di Cittadinanza: conviene ma dipende dal lavoro

La NASPI non è disposta, a differenza del Reddito di Cittadinanza, per coloro che hanno subito un licenziamento con motivo giustificato così come dimissioni personali. 

Altrimenti è disposta, ma solo nei casi di licenziamento come lavoratore:

  • in apprendistato;
  • presso una cooperativa come dipendente;
  • nel personale artistico come dipendente;
  • a tempo determinato nelle pubbliche amministrazioni.

Per altri lavori non è possibile, come lavoratore:

  • agricolo con contratto a tempo determinato o indeterminato;
  • extracomunitario con permesso di soggiorno come stagionale;
  • maturante i requisiti per pensione di vecchiaia o per quella anticipata;
  • avente assegno di invalidità.

Per questi ultimi tre, vi rimando al mio articolo in merito a come procedere e cosa comporterebbe tale passaggio.

Mentre per il Reddito di Cittadinanza, si deve parlare non tanto del lavoro da cui si è stati licenziati, quanto dei lavori che s'è rifiutato. Per esempio, si perde il Reddito qualora:

  • non si sottoscriva il Patto;
  • non si partecipi ad attività di formazione o riqualificazione;
  • non si aderisca ai progetti comunali;
  • non si accetti nessuna offerta di lavoro.
  • non si denunci l'attività di lavoro trovata alle autorità;
  • si faccia comunicazioni mendaci sul proprio reddito.

In particolare, superato il limite massimo di 10.000 euro annui da parte del contratto di lavoro, il Reddito viene sospeso. Inoltre ci sono altre limitazioni, per ambo le parti.

NASPI e Reddito di Cittadinanza: conviene finché non viene sospesa

NASPI e Reddito di Cittadinanza possono essere convenienti ma solo se non si va a rischio di trovarsela una delle due sospese per vari motivi.

Oltre a quanto dichiarato, per la NASPI scatta la sospensione se:

  • non si comunica il reddito annuo del lavoro (anche se si tratta di part-time);
  • si inizia un'attività lavorativa autonoma e non la si comunica;
  • si ha i requisiti per andare in pensione o si ha l'assegno di invalidità;
  • non si partecipa alle iniziative dei Centri per l'Impiego.

Per il Reddito invece scatta la sospensione, e anche la denuncia per comunicazione mendace, se non si ha denunciato in tempo alcuni possessi, come navi e imbarcazioni da diporto, o si tengono autoveicoli o motoveicoli con condizioni di immatricolazione non idonei per accedere all'RDC.

Poi ovviamente se si è sotto misura cautelare o condannato in via definitiva per vari reati.

Inoltre il Reddito non permette di poter comprare certi prodotti, come quelli di lusso o da gioco d'azzardo, dato che è tutto rendicontato dalla Carta RDC, rilasciata dalle Poste Italiane per i richiedenti del Reddito di Cittadinanza. E probabilmente, qualora si riuscisse in qualche modo ad acquistarli, può compromettere il suo mantenimento, e comportare anche alla sospensione.

Però, nel caso in cui non viene sospesa, la NASPI prevede un livello intermedio, quello della riduzione, che nel suo caso comporta fino all'80% in caso di nuovo lavoro (al netto del compenso pattuito da questo nuovo lavoro) o se, con lavori a intemittenza, il reddito di questi ultimi superi il limite di 5000 euro annui.

Il futuro di NASPI: la decurtazione di agosto

Già la NASPI ha subito una decurtazione, o meglio l'avrebbe avuta se non si fosse imposto l'art. 38 del Decreto Sostegni bis. La decurtazione del 3% pertanto non è avvenuta, ma è una tregua.

Secondo l'ultima scadenza, dopo il 31 dicembre 2021, salvo novità dal governo, la NASPI subirà la decurtazione prevista dal primo giorno del quarto mese di fruizione, scondo quanto disposto dal DLegs 22/2015, art. 4, cc. 1-2

La sicurezza della decurtazione dal 1° gennaio 2022 è garantita dalla circolare INPS 122/2021, ma fino ad allora la NASPI rimarrà intoccata, e come sempre permetterà la riscossione tra il 10 e il 15 di ogni mese.

A patto di registrarvi in tempo. Per farlo serve accedere al sito dell'INPS, con:

E richiedere la riscossione tramite conto corrente bancario o postale, o addirittura libretto postale. Invece, per la richiesta del Reddito di Cittadinanza basta farlo sul sito governativo, e seguire tutta la procedura indicata.

E sulla NASPI questo è quanto di nuovo c'è stato di recente. In effetti una decurtazione su un assegno con cui sfamare la propria famiglia non è il massimo, ma almeno non si trova nella stessa condizione del Reddito di Cittadinanza.

Perché la situazione per l'RDC non sta andando per il meglio, anche per via degli ultimi battibecchi governativi.

Il futuro del Reddito di Cittadinanza: un referendum per abolirlo?

A differenza della NASPI, il Reddito di Cittadinanza sembra più importante a livello mediatico, a tal punto da interessare diverse parti della maggioranza governativa. Con l'obiettivo, però, di proporre:

  • la modifica dei requisiti per l'accesso;
  • la modifica stessa dell'erogazione;
  • la sua abolizione totale.

Motivo di una sua modifica o abolizione totale? Diversi motivi:

  • l'RDC ha dei costi importanti per lo Stato, ben 7,2 miliardi di euro previsti per l'anno 2021, secondo l'ANSA.
  • l'RDC avrebbe causato la penuria di lavoratori stagionali denunciati da Federalberghi e Coldiretti per quest'estate, e si parla di quasi 200.000 lavoratori in meno per il settore turistico e alberghiero.
  • la mancanza di effetto nella lotta contro la disoccupazione, stando al monitoraggio Caritas, per via dell'assenza di alcune categorie nate a causa della pandemia da Covid e dei suoi danni economici dovuti ai lockdown.
  • la struttura stessa impiegata per la ricerca dei lavori, affidata ai navigator, i quali possono rischiare dal 2022 di non vedere riconfermati i propri posti di lavoro, dopo aver beneficiato della proroga per la fine dell'anno. 

Addirittura il segretario di Italia Viva, Matteo Renzi, opta per un referendum che abbia come principale obiettivo l'abolizione dell'RDC, sempre per i motivi sopracitati. 

Ma ammettendo se non la sua abolizione, ma almeno il fatto che venga modificata, il Reddito potrebbe diventare ancora più inflessibile nei requisiti, o addirittura più avaro negli importi.

Pertanto, data la situazione, non posso dire altro che, forse, conviene la NASPI e non il Reddito di Cittadinanza. Al netto dei requisiti che la NASPI stessa richiede al posto dell'RDC, ovvio, però al momento l'RDC non sembra solido al pari del primo

Poi ovviamente le differenze ci sono, e non poche: alla fine la scelta è del richiedente, e alle sue condizioni attuali.