Naspi 2021 e Naspi-REm: novità in vista, occhio all’importo!

Naspi e Naspi-REm hanno avuto un’importanza vitale nel mondo del lavoro in tempo di pandemia, ma ora che si va verso le riaperture e verso la fine del blocco licenziamenti ci sono grosse novità da tenere in considerazione. Attenzione agli importi ed alle tempistiche!

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La Naspi ed il Reddito di Emergenza per gli ex percettori di Naspi sono temi sempre caldi, tra errori INPS e scelte contrastanti da parte del Governo. Facciamo ordine innanzitutto per chi ancora deve ricevere la Naspi-REm a seguito degli esiti delle domande sbagliate da parte dell’INPS, approfondendo poi il tema Naspi: quale futuro per i percettori?

La fine del blocco dei licenziamenti all’orizzonte (e non tanto lontano, a dire il vero) comincia a spaventare i lavoratori e gli imprenditori si preparano a fare ciò che avrebbero, purtroppo, dovuto fare mesi fa: licenziare. La Naspi diventerà ancor più importante, quindi, con molti soggetti che potrebbero trovarsi a fare richiesta proprio da luglio in poi.

Vediamo allora quali novità sono previste proprio per questi soggetti, tra cui la notizia positiva della cancellazione della diminuzione del 3% a partire dal quarto mese, ma anche quella negativa di una possibile riduzione del sussidio a partire da gennaio 2022. Attenzione anche alla possibilità di ricevere la Naspi in anticipo, poco nota ma sicuramente importante in ottica di rilancio.

Se fossi interessato ad approfondire queste tematiche, ti suggeriamo il canale YouTube “Redazione The Wam”, che fornisce contenuti quotidiani preziosi ed aggiornati su bonus e misure di sussidio in generale. In particolare, ecco uno degli ultimi video in cui si fa il punto della situazione tra Decreto Sostegni e Decreto Sostegni Bis:

Naspi-REm: ci sono le date!

Eccoci subito ad una buona notizia per gli ex percettori di Naspi che erano in attesa di sapere il proprio destino per quanto riguarda le ultime mensilità di REm. 

Questi soggetti hanno infatti subito il danno relativo all’errore di domanda da parte dell’INPS, che ha in pratica disatteso le indicazioni che INPS stessa dava all’interno della circolare attuativa. In sostanza, è stato preso come riferimento tutto il nucleo familiare anziché il singolo soggetto che ha inoltrato la domanda, ciò ha naturalmente portato ad una lunga serie di domande rifiutate che, però, erano in realtà pienamente in linea con i requisiti.

Ecco che l’INPS è pronta a sistemare tutto, dando un nuovo esito della domanda, stavolta corretto, entro il 15 giugno. Le domande sono state riprese in carico automaticamente, dunque non c’è nulla da fare se non attendere. 

I pagamenti arriveranno, si presume, almeno qualche giorno dopo. L’invito è a controllare la propria posizione direttamente sul portale, in attesa di vedere appunto la disposizione di pagamento. In teoria, entro la terza settimana di giugno dovrebbe essere tutto risolto.

Ricordiamo che i soggetti interessati sono coloro che hanno ricevuto Naspi (o Dis-Coll) tra luglio 2020 e febbraio 2021 con un Isee aggiornato inferiore a 30.000 euro. Soggetti a cui, alla luce del periodo di emergenza, era stato allargato il sussidio.

Naspi-REm: niente proroga!

Le notizie positive sembrano essere già finite: con il Decreto Sostegni Bis non è arrivata la proroga della Naspi-REm. 

L’allargamento del REm agli ex percettori di Naspi, stavolta, non è arrivato. Questa notizia stride un po’ con la proroga del Reddito di Emergenza per ben quattro mensilità (anziché le due previste inizialmente), lasciando un po’ sopresi i molti soggetti che, come suddetto, non hanno nemmeno ancora ricevuto la misura prevista dal primo Decreto Sostegni.

Il danno e la beffa, si dice in questi casi.

Tra l’altro la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Sostegni Bis è ormai arrivata, dunque non è più questione di rumors e bozze, ma è ormai cosa ufficiale. L’unica speranza risiede nella conversione del DL in Legge, anche se al momento non ci sono particolari notizie in tal direzione.

Passiamo dunque alle novità per gli attuali percettori di Naspi, dato che per gli ex percettori la situazione è questa e la prospettiva non è delle migliori.

Naspi 2021: quale importo per i beneficiari?

Notizie positive per i percettori di Naspi: fino alla fine del 2021 addio alla riduzione del 3% mensile dal quarto mese in poi.

La Naspi, di cui successivamente elenchiamo anche i requisiti, è prevista per un massimo di due anni (cioè per la metà delle settimane contributive negli ultimi quattro anni lavorativi) ed è pensata come un vero e proprio sussidio di disoccupazione, nell’ottica del reinserimento nel mondo del lavoro.

L’importo è pari al 75% dello stipendio medio degli ultimi quattro anni per stipendi fino a 1.335,40 euro. Se invece si è oltre questa soglia, si deve calcolare il 25% aggiuntivo sulla differenza tra lo stipendio e la cifra appunto di 1.335,40 euro. È previsto però che la somma diminuisca del 3% al mese a partire dal quarto mese in cui la si riceve, andando quindi a diminuire in maniera considerevole fino all’ultima mensilità. Questo aspetto è però stato bloccato, sospeso fino a fine anno e questa è certamente una buona notizia per i percettori.

Naspi 2021: requisiti principali

Ecco i requisiti principali per poter richiedere la Naspi, direttamente dal sito INPS (in cui vi invitiamo a controllare anche le altre condizioni):

  • dimissioni per giusta causa, qualora le dimissioni non siano riconducibili alla libera scelta del lavoratore ma siano indotte da comportamenti altrui che implicano la condizione di improseguibilità del rapporto di lavoro (circolare INPS 20 ottobre 2003, n. 163);
  • dimissioni intervenute durante il periodo tutelato di maternità, ossia a partire da 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento del primo anno di vita del bambino;
  • risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, purché sia intervenuta nell'ambito della procedura di conciliazione presso la direzione territoriale del lavoro secondo le modalità di cui all'articolo 7, legge 15 luglio 1966, n. 604 come sostituito dall'articolo 1, comma 40, legge 92/2012;
  • risoluzione consensuale a seguito del rifiuto del lavoratore di trasferirsi presso altra sede della stessa azienda distante più di 50 chilometri dalla residenza del lavoratore e/o mediamente raggiungibile con i mezzi pubblici in 80 minuti o più;
  • licenziamento con accettazione dell'offerta di conciliazione di cui all'articolo 6, decreto legislativo 22/2015;
  • licenziamento disciplinare.

Naspi 2021: non solo belle notizie

Ecco che però arrivano anche brutte notizie, almeno in prospettiva. Se infatti da un lato la Naspi è “bloccata” fino alla fine del 2021, è anche vero che sono in arrivo cattive notizie per quanto riguarda il 2022. 

Pare infatti che quello che oggi i percettori riceveranno in più (quel 3% appunto), da gennaio 2022 lo riceveranno in meno. Una sorta di misura compensatoria, per cui non si vedrà un vero e proprio aumento degli importi che entreranno nei conti corrente dei percettori.

La logica del Governo è comunque piuttosto chiara: sostenere i percettori in questa fase di transizione molto, molto delicata. Ritoccare la Naspi al rialzo ha proprio questa finalità, dato che c’è la fine del blocco licenziamenti che è praticamente imminente (30 giugno) e tantissimi lavoratori potrebbero ritrovarsi nelle condizioni di richiedere proprio il sussidio di disoccupazione.

Naturalmente il Governo sta spingendo in avanti la problematica, stimando gennaio 2022 come il momento in cui “riprendersi” quanto dato in più nei mesi che mancano del 2021. Ovviamente, il tutto se la situazione pandemica avrà permesso una certa ripresa, seppur lenta, nel mondo del lavoro. Ricambio generazionale e sostegno al lavoro sono fondamentali, anche se era noto a tutti che sarebbe arrivato il momento di togliere il blocco licenziamenti che, in ogni caso, costituisce una forzatura nel mondo del lavoro.

Naspi 2021: puoi richiederla anticipata!

Chi può richiedere Naspi anticipata? Chi inizia un’attività in proprio.

Un vero e proprio incentivo per spingere i percettori di Naspi a fare un passo tanto coraggioso quanto pericoloso, in tempi così complicati. Queste sono infatti le condizioni poste dall’INPS per la richiesta anticipata: “La domanda va presentata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma, dell’impresa individuale o dalla sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa.”

Per completezza, aggiungiamo che però chi richiede Naspi anticipata perde le settimane di contribuzione figurativa ed eventuali assegni familiari, se dovuti. La domanda per aver in anticipo l’importo spettante (cioè semplicemente la quota di Naspi ancora da ricevere) non è però soggetta a limiti dal punto di vista reddituale.

Una soluzione interessante per i più coraggiosi, insomma.

Naspi 2021 e blocco licenziamenti: quali prospettive?

Tanti lavoratori italiani potrebbero ritrovarsi senza lavoro entro un mese. Il blocco dei licenziamenti verrà infatti tolto al 30 giugno ed è ora di capire cosa potrebbe accadere (solo una settimana fa ne abbiamo parlato qui).

Chiaramente i tanti italiani senza lavoro potrebbero essere assorbiti da altre realtà in crescita che (finalmente) potranno riprendere a lavorare a pieno organico. Un ricambio che è però difficile immaginare che sia lineare e possa riassorbire tutta la forza lavoro rimasta inoccupata.

Su questo fronte fare previsioni sarebbe da veggenti, soprattutto perché i numeri sono davvero incerti e tante attività sono in bilico, con addirittura il dubbio di non riuscire a ripartire anche quando sarà possibile farlo a pieno regime. Il tutto in attesa delle novità da Governo e INPS sul fronte Naspi per il 2022 e Naspi-REm eventuale per i prossimi mesi.