C'è un tempo in cui non si deve chiedere (i soldi) agli italiani. Ma ci sarà un tempo in cui si dovrà poi rendere conto. Questo accade ai percettori di NASpI che dal 1 giugno e fino a 31 dicembre 2021 stanno godendo della sospensione del decalage del 3% che è applicato dall'Inps a partire dal pagamento del 4° mese. Ma a gennaio 2022, quando l'importo della NASpI tornerà ad essere oggetto di riduzione del 3% ogni mese, l'Inps ha annunciato che recupererà i mesi di mancata applicazione del decalage nel 2021 oltre al mese di gennaio 2022. Una vera batosta per chi si troverà ad inizio 2022 a dover recuperare sei mesi di decalage in un'unica soluzione. 

NASpI: come funziona la riduzione 3%

La nuova assicurazione sociale per chi ha perso involontariamente il lavoro prevede che dal 91 giorno dalla data del primo pagamento, l'importo della NASpI si riduce di mese in mese del 3% fino alla scadenza del piano di pagamento. Poichè il periodo massimo di pagamento della NASpI è di 24 mesi, per 20 mesi la somma accreditata sul conto corrente sarà inferiore del 3% ogni mese, sull'importo del mese precedente. Facciamo un esempio.

Se al terzo mese di NASpI, l'importo accreditato è di 1.000 euro lordi, nel mese successivo (che rappresenta il quarto), l'importo della NASpI sarà di 30 euro in meno, quindi 970 euro lordi. Il mese successivo il 3% si applicherà su 970 euro, dunque una riduzione di 29,1 euro, e così via fino al termine del pagamento della NASpI. Anche in caso di richiesta di anticipazione della NASpI per avviare un'attività in proprio, l'importo erogato sarà quello rimanente calcolato con l'applicazione della riduzione del 3% che ancora doveva essere imputata. 

Il Decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, recante “Misure urgenti connesse all'emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali” ha disposto la sospensione dell’applicazione della riduzione della prestazione di disoccupazione NASpI a decorrere dal quarto mese di fruizione.

NASpI: come si calcola l'importo

Per chi può richiedere la NASpI, vedremo dopo i requisiti, il calcolo lo fa d'ufficio l'Inps in quanto si basa sui dati retributivi e gli anni contributivi presenti nei propri archivi. L'unica preoccupazione da avere è quella di presentare nei tempi previsti dalle procedure Inps, la domanda di richiesta NASpI. Ricordo a tutti che per accedere alla nuova assicurazione (che ha sostituito la vecchia indennità di disoccupazione), a seguito di perdita involontaria del lavoro (dipendente) si deve fare domanda all'Inps.

L'INPS, una volta accolta la domanda, invia una comunicazione con il prospetto dei calcoli e per quanto tempo verrà erogato il sostegno economico. Ma andiamo per ordine. 

Il calcolo della NASpI si basa sulla retribuzione media degli ultimi quattro anni. Dunque si sommano le retribuzioni imponibili ai fini Irpef degli ultimi quattro anni e si divide l'importo per 48 (mesi nei 4 anni). In questo modo si ha l'importo medio mensile della retribuzione. Se il 75% di questo importo è inferiore a 1.335,40 euro, soglia NASpI per il 2021, l'importo della NASpI sarà proprio quella media. Se invece dovesse essere superiore, la NASpI sarà pari alla somma del 75% di 1.335,40 euro e del 25% della differenza tra la retribuzione media mensile percepita nell'ultimo quadriennio e l'importo di 1.335,40 euro.

Tuttavia l'importo della NASpI no potrà superare la soglia fissata ogni anno dall'Inps che per il 2021 è di 1.335.40 euro.

NASpI: quali sono le condizioni di accesso

L'accesso alla NASpI è ammessa ai lavoratori dipendenti che perdono il lavoro in maniera involontaria. Ciò significa che le dimissioni non sono contemplate quale modalità per richiedere la NASpI a meno che la dimissione sia dovuta a giusta causa.

In via generale si può fare domanda di NASpI nei casi di licenziamento oggettivo per giusta causa. A questa condizione madre, ce ne sono altre che riporto di seguito.

  • dimissioni per giusta causa, qualora le dimissioni non siano riconducibili alla libera scelta del lavoratore ma siano indotte da comportamenti altrui che implicano la condizione di improseguibilità del rapporto di lavoro (circolare INPS 20 ottobre 2003, n. 163);
  • dimissioni intervenute durante il periodo tutelato di maternità, ossia a partire da 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento del primo anno di vita del bambino;
  • risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, purché sia intervenuta nell'ambito della procedura di conciliazione presso la direzione territoriale del lavoro secondo le modalità di cui all'articolo 7, legge 15 luglio 1966, n. 604 come sostituito dall'articolo 1, comma 40, legge 92/2012;
  • risoluzione consensuale a seguito del rifiuto del lavoratore di trasferirsi presso altra sede della stessa azienda distante più di 50 chilometri dalla residenza del lavoratore e/o mediamente raggiungibile con i mezzi pubblici in 80 minuti o più;
  • licenziamento con accettazione dell'offerta di conciliazione di cui all'articolo 6, decreto legislativo 22/2015;;
  • licenziamento disciplinare;
  • con il Decreto di Agosto 2020 la NASpI è riconosciuta anche per uscite volontarie, quando si cessa il rapporto di lavoro in modo volontario a seguito di accordo collettivo di risoluzione del rapporto di lavoro.

NASpI: sospensione della riduzione del 3%

Il decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73 (c.d. decreto Sostegni bis), convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, all’articolo 38 dispone

Fino al 31 dicembre 2021 per le prestazioni in pagamento dal 1° giugno 2021 è sospesa l'ulteriore applicazione del decalage del 3% e le stesse sono confermate nell'importo in pagamento alla data di entrata in vigore del presente decreto e per le nuove prestazioni decorrenti nel periodo dal 1° giugno 2021 fino al 30 settembre 2021 è sospesa fino al 31 dicembre 2021.

Detta in termini più semplici, per chi già percepiva la NASpI alla data del decreto legge (25 maggio 2021), l'importo della NASpI non sarà ridotto del 3% a partire dal 1 giugno e fino al 31 dicembre, anche se quel decalage del 3% era già applicato. A costoro, l'importo sarà per sei mesi, quello che si percepiva a maggio 2021. Per le nuove erogazioni tra 1 giugno e 30 settembre 2021, invece la riduzione del 3% non si applica a partire dal 4 mese. Per la NASpI erogata per la prima volta il 1 giugno, dal 1 settembre l'importo non sarà ridoto del 3% fino a dicembre. Per la NASpI erogata per la prima volta il 1 settembre, l'importo non subirà la riduzione del 3% solo per il mese di dicembre 2021.

La sospensione della riduzione del 3% avverrà automaticamente da parte dell'Inps senza alcuna necessità di farne richiesta.

NASpI: da gennaio 2022 Inps recupera tutto

Come riportato nel decreto legge Sostegni Bis, la prevista regola di riduzione dell'importo della NASpI del 3% ritroverà applicazione a partire al 1 gennaio 2022. Ma in che modo? Per chi ad esempio percepirà la NASpI a partire dal 1 ottobre 2021, la riduzione sarà come da regola generale perchè la sospensione del decalage non avrà luogo (il quarto mese cade proprio a gennaio 2022 quando riprendere l'applicazione della riduzione del 3%). Per gli altri che ne hanno beneficiato, l'Inps ridurrà l'importo della NASpI per il numero di volte pari ai mesi in cui non è stato applicato il decalage oltre alla riduzione prevista per il mese di gennaio 2022. La stessa Inps nella circolare 122 del 6 agosto, da istruzioni di come procederà da gennaio 2022 riportando anche un esempio.

Si ipotizzi un’indennità NASpI spettante con decorrenza 1° luglio 2021 di importo pari a 1.000 euro ed erogata per tutte le mensilità da luglio a dicembre 2021 senza applicazione del meccanismo di riduzione della prestazione.

Considerato che in detto caso il meccanismo di riduzione è stato sospeso per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2021 (il quarto mese decorre da ottobre), l’importo della prestazione per la mensilità di gennaio 2022 è determinato procedendo sia alla riduzione della indennità per un numero di volte pari a tre (corrispondenti ai predetti mesi di ottobre, novembre e dicembre 2021) sia, sull’importo così determinato, all’ulteriore riduzione della prestazione – sempre del tre per cento - per la stessa mensilità di gennaio 2022. 

Si può comprendere come l'importo della NASpI di gennaio 2022 sarà molto più basso di quello che si percepirà a dicembre 2021 e poi anche a febbraio 2022 da quando ritornerà regolare il sistema applicato. 

NASpI: sospensione 3% anche in caso di anticipazione

Il titolare della NASpI, che non trova lavoro, e decide di avviare un'attività in proprio, o partecipare ad una società di capitali, o ad una cooperativa, può richiedere l'anticipazione della NASpI. L'importo erogato sarà pari a quanto ancora deve essere erogato. La liquidazione totale tuttavia non include gli eventuali assegni al nucleo famigliare che si percepivano, e la tassazione è sull'aliquota del 23%. Per effetto dalla sospensione della riduzione del 3%, chi dovesse richiedere l'anticipazione Naspi tra giugno e dicembre 2021, percepirà un importo senza l'applicazione del decalage del 3%. Ma ciò significherà che a gennaio 2022, l'Inps richiederà l'importo maggiormente erogato, oppure farà valere questo credito nella prima dichiarazione utile che il percettore di NASpI presenterà.

Ricordo che per poter richiedere l'anticipazione della NASpI si deve inviare una domanda all'INPS competente territorialmente. Alla domanda vanno allegate tutte le documentazioni attestanti l'avvio dell'attività in proprio o la sottoscrizione di quote societarie. L'apertura della Partita IVA, una fattura di acquisto, un contratto di affitto per la propria attività: sono tutti atti che dimostrano l'intenzione o già l'avvio dell'attività autonoma o in società.

I chiarimenti in materia di anticipazione Naspi sono riportati nel messaggio Inps n. 4658 del 13 dicembre 2019.