Novità Naspi: Draghi rivoluziona tutto dal 2022! Come cambia

Il premier Draghi sembra intenzionato a rivoluzionare tutto il pacchetto delle agevolazioni al momento attive, compresa la Naspi. L’idea è di mettere le mani sulla disoccupazione già dal prossimo 2022 modificando i requisiti di accesso e ampliando la platea dei beneficiari. Ecco i dettagli.

Image

Che il premier Mario Draghi si sia sempre dimostrato favorevole ad una riduzione degli ammortizzatori economici, introdotti per lenire gli effetti della crisi economica causata del diffondersi sul territorio italiano dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, non è una novità.

L’intenzione è di sospendere definitivamente quelli che non hanno raggiunto il risultato sperato nonostante siano gravate pesantemente sulle casse dello Stato.

La rivoluzione pare già essersi avviata con il decreto-legge del 30 giugno 2021 recante la sospensione fino al 31 dicembre 2021 del Cashback di Stato, la misura che consentiva di ottenere il rimborso del 10% sulle spese effettuate nei negozi fisici utilizzando per il pagamento la moneta elettronica (carte di debito, carte di credito, bancomat).

Le novità, però, sembrano non fermarsi qui. Anche la disoccupazione Naspi verrà rivoluzionata nel 2022. I lavori per arrivare alla riforma definitiva sono già stati avviati in Parlamento, mentre la bozza del provvedimento è a buon punto. 

Nei paragrafi successivi forniremo una breve guida che meglio ci aiuterà a comprendere quali modifiche verranno attuate in riferimento alla Naspi, come potrebbe essere estesa la platea dei beneficiari e i nuovi requisiti da possedere e le condizioni da rispettare per poter accedere all’indennità di disoccupazione.

Naspi: quali sorprese dal 2022?

Da indiscrezioni trapelate sulla bozza del testo riguardante la riforma degli ammortizzatori sociali spuntano interventi volti a introdurre delle modifiche per vari sussidi, compresa la disoccupazione Naspi e la cassa integrazione, già dal prossimo anno.

La conferma sulla rivoluzione per quanto concerne gli ammortizzatori sociali è stata data alle parti sociali dal Ministro del lavoro, Andrea Orlando, alle parti anticipando un vero e proprio cambio di passo che finirà per investire oltre alla Naspi anche la DIS-COLL.

In verità, non occorre andare molto indietro nel tempo per risalire alle ultime modifiche che hanno visto protagonista la disoccupazione Naspi.  La stessa è stata modificata in più punti già nel 2021. 

Nell’anno in corso, infatti, è stata decretata una riduzione del dècalage del 3% mensile da applicare a partire dal quarto mese, allo scopo di disincentivare il lavoratore a rimanere nello stato di disoccupazione.

Tale modifica, però, per ovviare alla crisi economica causata dalla pandemia e andare incontro ai cittadini e lavoratori, è stata sospesa almeno fino alla fine del 2021.

Ma cosa accadrà a partire dal nuovo anno? La rivoluzione interessante la Naspi nel 2022 riguarderà l’introduzione di nuovi requisiti ed il conseguente allargamento della platea dei beneficiari dell’indennità

Agli interessati si consiglia la visione di un’interessante video YouTube di “Nonsolopensioni”, un canale che fornisce frequentemente informazioni sulle ultime novità riguardanti le pensioni e tutte le misure introdotte dal Governo. 

A seguire, una video guida su come presentare la domanda per la disoccupazione Naspi, in modo telematico, accedendo al sito internet ufficiale dell’INPS.

Nuova disoccupazione Naspi: come funziona?

La Naspi, altrimenti conosciuta come Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, altro non è che un sussidio economico di sostegno al reddito indirizzato a quei lavoratori con contratto subordinato di lavoro che per cause non imputabili alla propria volontà si sono ritrovati senza lavoro.

Il debutto della Naspi risale a sei anni fa. L’indennità è stata difatti introdotta a partire dal 1°maggio 2015 in sostituzione dei precedenti sussidi di disoccupazione fino a qual momento attivi, vale a dire mini ASpI e ASpI.

Per meglio comprendere quali saranno i cambiamenti che interesseranno la Naspi a partire dal prossimo anno, bisogna riassumere in pochi step come funziona e a chi spetta.

La disoccupazione Naspi non può superare i 24 mesi ed è indirizzata a quanti vengono licenziati dal proprio lavoro o a seguito di dimissioni

In quest’ultimo caso, vanno fatte delle eccezioni. La Naspi spetta solo per dimissioni date a seguito di una gravidanza, a partire dal 300 esimo giorno dalla presunta data del parto fino al compimento del primo anno di età del bambino.

E ancora, per dimissioni legate a importanti motivazioni: spostamento della sede di lavoro senza valido motivo, molestie sessuali, mobbing, declassamento della propria mansione, oppure per risoluzione consensuale del rapporto di lavoro intervenuta nell'ambito della procedura preventiva ed obbligatoria di tentativo di conciliazione.

Naspi 2022: quali saranno i nuovi requisiti?

Come in precedenza accennato la riformulazione della Naspi è stata confermata del Ministro del lavoro, Andrea Orlando. Per il momento sono trapelate alcune indiscrezioni al riguardo, ma l’ufficialità dei cambiamenti si avrà con molta probabilità in autunno.

Di certo c’è che le modifiche riguarderanno i requisiti da “alleggerire” in modo da poter ampliare la platea dei soggetti interessati alla disoccupazione. 

La conferma su quali potrebbero essere le novità più salienti introdotte è data dal ilsole24ore.com: “In tema di Naspi i requisiti di accesso vengono resi meno rigidi e si posticipa la decorrenza del decalage, il taglio mensile del 3% dell’importo che scatta dal 4 mese”.

In sostanza, potrebbe essere definitamente cancellato il requisito delle 30 giornate di lavoro effettuate nell’ultimo anno. È in questo modo che la Naspi si renderebbe meno rigida e accessibile a più contribuenti.

Per quanto concerne il decalage, invece, se ne posticiperebbe l’applicazione al sesto mese anziché al terzo come avviene al momento.

Ma non è tutto, le modifiche alla Naspi dal 2022 potrebbero favorire anche i lavoratori di età più avanzata. Al momento, per aver accesso alla disoccupazione Naspi occorre rispettare una serie di requisiti.

Innanzitutto, è indispensabile aver svolto almeno 30 giornate lavorative nell’anno che precede la domanda di richiesta Naspi, oltre ad aver versato per almeno 3 settimane i contributi nei 4 anni precedenti.

Questi sono i requisiti in vigore, da rispettare almeno fino al 31 dicembre 2021.

Il Sole 24 Ore anticipa anche importanti cambiamenti nel nuovo anno per la Discoll, ossia la disoccupazione prevista per i collaboratori: si innalza la durata massima e si riconosce la contribuzione figurativa.

Naspi: i requisiti modificati nel 2021

Come abbiamo avuto modo di anticipare già nei paragrafi precedenti, le più recenti modifiche alla Naspi sono state effettuate proprio nell’anno corrente. A cambiare sono stati sia i requisiti che la struttura dell’indennità stessa.

Fra i tanti aggiustamenti effettuati nel 2021 uno spicca per importanza su tutti gli altri e potrebbe addirittura diventare strutturale con la riforma degli ammortizzatori sociali anticipata dal Ministro Orlando e attesa per il 2022.

Chi è interessato alla lettura di tutta la normativa che disciplina la Naspi, comprensiva quindi delle modifiche apportate nell’anno in corso, può rifarsi al Decreto-Legge del 22 marzo 2021, n. 41.

Le modifiche più rilevante alla Naspi introdotte nel 2021 ruotano attorno a due importanti novità che hanno reso la disoccupazione più sostanziosa per chi ne beneficia e meno rigida riguardo ai requisiti da rispettare per ottenerla.

È venuto meno, infatti, il requisito fissato dall’art. 3, comma 1, lettera c) del decreto n. 22/2015 che ancorava la richiesta della Naspi al possesso di 30 giornate lavorative effettuate nei 12 mesi precedenti, dunque, definitivamente cancellato.

La seconda novità riguarda la sospensione del taglio del 3% del valore dell’assegno a partire dal quarto mese per tutte le Naspi corrisposte dal 1°giugno 2021 al 31 dicembre dello stesso anno.

Tale cambiamento è stato introdotto per merito del Decreto Sostegni bis approvato lo scorso 26 maggio 2021.

Disoccupazione Naspi: come farne domanda all’INPS

La richiesta della disoccupazione Naspi va inviata al portate telematico dell’INPS entro e non oltre 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. La Naspi viene erogata ai beneficiari nel giro di poco tempo.

Se l’istanza di richiesta è stata fatta pervenire all’INPS entro e non oltre gli 8 giorni precedenti il licenziamento, l’indennità di disoccupazione Naspi verrà erogata l’ottavo giorno successivo alla data di fine del rapporto lavorativo.

Nei casi in cui la domanda venisse inoltrata entro 8 giorni dalla data di licenziamento, la Naspi spetterà ai beneficiari il giorno successivo alla presentazione dell’istanza all’INPS.

Diversamente, verrà erogata dall'ottavo giorno successivo al termine di periodi quali maternità, malattia, infortunio sul lavoro, sempre se la domanda sia stata presentata all'INPS entro l'ottavo giorno.

Occorre fare un’importante precisazione. La disoccupazione Naspi non spetta indistintamente a tutti. Soltanto i lavoratori dipendenti potranno usufruire dell’indennità di disoccupazione. 

Non rientrano invece nella platea di beneficiari né i lavoratori agricoli tanto meno i dipendenti della pubblica amministrazione.

Il passo successivo da compiere, una volta aver accertato i requisiti di accesso alla Naspi, è di recarsi presso il Centro per l’impiego territoriale per registrare lo stato di disoccupazione. È necessario portare con sé un documento d’identità, una copia del contratto di lavoro e il permesso di soggiorno se stranieri, affinché la procedura si possa completare senza intoppi.

Infine, il richiedente dovrà recarsi presso una sede INPS territoriale per presentare la domanda di accesso alla NASPI.

Attenzione, però! Per godere della disoccupazione Naspi non si dovrà svolgere alcun tipo di lavoro. Questo è di fondamentale importanza per mantenere lo stato di disoccupazione da confermare ogni anno presso il Centro per l’Impiego.