Il tanto attesto Dl Sostegni bis del Governo Draghi ha previsto, tra le altre misure, anche una proroga per ulteriori 4 mensilità (da giugno a settembre) del Reddito di Emergenza. Ma è bene segnarsi sul calendario che la finestra temporale per presentare la domanda per questa nuova tranche di Rem andrà dal 1 al 31 luglio 2021.

L’ha annunciato l’INPS con un comunicato stampa qualche giorno fa, il 15 giugno:

“Le domande di Reddito di Emergenza (REm) per le nuove quote di giugno, luglio, agosto e settembre 2021 riconosciute dal decreto legge n. 73/2021, potranno essere presentate all’Inps esclusivamente dal 1° luglio al 31 luglio 2021”.

Nel comunicato stampa in questione si va anche a confermare che, coloro che hanno i requisiti previsti, potranno fare domanda del Rem o tramite il sito dell’INPS o recandosi presso i patronati.

Quindi a luglio vanno presentate le domande per tutte e 4 le mensilità, pena l’esclusione dal poter ricevere il beneficio.

Rem: cos’è e le novità di Draghi

In questo anno e poco più di emergenza epidemiologica da Covid-19, sono state tante le misure, i bonus e le agevolazioni con le quali prima il Governo guidato da Giuseppe Conte e poi quello capitanato da Mario Draghi, hanno cercato di venire incontro alle famiglie italiane in difficoltà.

Tra i vari aiuti, troviamo il Reddito di Emergenza. E’ stato introdotto con il Decreto Rilancio nel maggio 2020, per poi essere confermato anche con il Decreto Agosto e poi con il Decreto Ristori. Leggiamo la sua definizione sul sito dell’INPS:

“Il Reddito di Emergenza (REM d.l. 34) è una misura di sostegno economico istituita con l’articolo 82 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto Rilancio) in favore dei nuclei familiari in difficoltà a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19”.

Anche il Governo Draghi ha riconfermato tale misura di sostegno economico nel Decreto Sostegni di marzo, andando a rinnovarlo anche per marzo, aprile e maggio 2021. Tra le novità, Draghi con questo Dl ha esteso la platea dei beneficiari del REm anche a coloro che hanno terminato di percepire l’indennità NASpIDIS-COLL tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021.

Inoltre, come altra novità del Dl Sostegni, se i destinatari del beneficio vivono in affitto, possono avere anche una maggiorazione dell’importo del Rem.

Rem: gli importi e i destinatari

Chi sono dunque i beneficiari di questa forma di sostegno economico? Sono coloro che si sono trovati in difficoltà a causa delle restrizioni e delle chiusure per motivi anti-contagio e che non possono accedere ad altri aiuti, come ad esempio il Reddito di Cittadinanza

Non possono farne dunque richiesta coloro che sono titolari di pensione diretta o indiretta o coloro che hanno un contratto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa.

Possono presentare domanda invece coloro che percepiscono l’assegno ordinario di invalidità. Per quanto riguarda gli importi, sono variabili in base alla composizione del nucleo familiare. In linea generale, si va da un minimo di 400 euro ad un massimo di 800 euro al mese.

L’importo può arrivare anche a 840 euro al mese nel caso di famiglie con disabili.

Rem: i requisiti per farne richiesta a luglio

Per quanto riguarda i requisiti per fare richiesta delle nuove quote del Reddito di Emergenza, il Dl Sostegni bis, nell’art. 36 dichiara che si farà riferimento agli stessi del Dl di marzo:

“Ai fini del riconoscimento delle quote di Rem di cui al comma 1, si applicano i requisiti previsti dall’articolo 12, comma 1, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41”.

Molti si chiederanno se il contributo avverrà in automatico oppure no per coloro che hanno già percepito il Rem nei mesi scorsi. La risposta è no, non avverrà in automatico ma bisognerà inoltrare per via telematica all’INPS una nuova domanda.

Questo perché è fondamentale poter dimostrare, con la corretta e valida documentazione, di avere ancora i requisiti giusti.

Rem: a luglio valgono i requisiti del Dl Sostegni

Come abbiamo visto, il Dl Sostegni bis di fine maggio ha confermato che, per richiedere il Rem che va da giugno a settembre 2021, bisognerà rispettare i requisiti espressi nel Dl Sostegni di marzo scorso e cioè:

  • essere residenti in Italia;
  • avere un reddito familiare (riferito al mese di aprile 2021) che non superi l’importo Rem che si andrà a percepire in base a quante persone formano il nucleo familiare;
  • avere un ISEE che non superi i 15mila euro annui;
  • per quanto riguarda le famiglie che vivono in affitto, il limite dell’ISEE viene aumentato di un dodicesimo del valore annuo del canone di locazione;
  • avere un patrimonio mobiliare il cui valore non deve essere inferiore a 10mila euro anche se, per ogni componente della famiglia oltre il primo, si vanno a sommare 5mila euro entro il tetto massimo dei 20mila euro;
  • per chi ha in famiglia una persona affetta da grave disabilità, il valore del patrimonio mobiliare avrà una soglia massima estesa a 25mila euro.

Rem: come calcolare l’importo di queste nuove quote

Coloro che ne avranno fatto richiesta in passato già lo sapranno, ma per i nuovi interessati è bene sapere come calcolare il Rem a loro spettante.

E’ importante ribadire che il Reddito di Emergenza è un beneficio destinato non al singolo individuo ma all’intero nucleo familiare.

Nell’area dedicata al Rem del sito INPS, viene spiegato come fare i giusti calcoli. In pratica, bisognerà moltiplicare il valore base di 400 euro per il parametro della scala di equivalenza corrispondente alla composizione della propria famiglia.

E come funzionano questi parametri della scala di equivalenza? Non vi preoccupate, non bisogna essere dei geni matematici. E’ tutto piuttosto semplice. Dovrete considerare che il valore della scala di equivalenza è pari a 1 per il primo componente del nucleo familiare.

Quindi, se una famiglia è composta da una sola persona, l’importo mensile del Rem sarà quello minimo di 400 euro (considerando le 4 mensilità da giugno a settembre, l’importo complessivo sarà di 1600 euro).

Ma che succede se la famiglia è numerosa o composta da più persone? Si andrà ad aggiungere 0,4 per ogni membro familiare ulteriore e che sia maggiorenne. Per ogni minorenne invece si andrà ad aggiungere 0,2. Importante precisare che il valore 0,2 si applica fino ad un massimo di due componenti minorenni che diventa 2,1 nel caso in cui in famiglia ci sia un componente disabile o non autosufficiente.

Rem: esempi concreti di importi delle nuove quote

Avendo dunque capito il sistema di calcolo, sarà facile capire quanto potrà percepire al mese la nostra famiglia, in base appunto a quante persone è composta.

Abbiamo visto già che le famiglie da un solo componente andranno a percepire 400 euro al mese, che è appunto l’importo minimo previsto dal Reddito di Emergenza.

Vediamo altri esempi in base ai componenti del nucleo familiare:

  • la famiglia composta da due adulti percepirà 560 euro al mese (400x1,4), quindi in totale 2,240 euro per le 4 tranche di Rem “estive”;
  • la famiglia con due adulti e un minorenne, avrà 640 euro mensili (400x1,6) e in totale 2,560 euro;
  • la famiglia composta da due adulti e due minorenni, avrà al mese 720 euro (400x1,8), dunque in totale 2,880 euro;
  • la famiglia numerosa, composta da tre adulti e due minorenni (400x2) avrà il massimo e cioè 800 euro al mese, quindi 3,200 euro totali.

Per quanto riguarda le famiglie con disabili, si arriverà a 840 euro al mese, dunque 3,360 euro complessivi.

Rem: come fare domanda e la documentazione

La domanda per il Reddito di Emergenza si potrà fare senza neanche uscire di casa. Basterà collegarsi a internet e andare sul sito dell’INPS.

Per poter fare domanda però avrete bisogno di autentificarvi tramite una delle seguenti opzioni: SPID, PIN INPS, CIE o CNS. Se ne siete sprovvisti, non potrete accedervi. Inoltre vi saranno utili anche per bisogni futuri, dato che ormai sono credenziali necessarie per usufruire dei vari servizi telematici della pubblica amministrazione, in particolar modo lo SPID.

Solo dopo una volta che avrete effettuato l’accesso, sarete finalmente indirizzati verso il modulo da compilare per fare richiesta del Reddito di Emergenza.

Come documentazione da presentare, servirà la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) in corso di validità.

Di solito si tratterà di aspettare circa un mese dalla presentazione della domanda per vedersi accreditare il beneficio sul conto corrente indicato in fase di domanda. Per l’esito, l’INPS comunicherà al richiedente sia se la domanda è stata accolta sia se è stata rifiutata, indicando anche le motivazioni.

In ultimo, a presentare la domanda deve essere uno solo dei componenti del nucleo familiare anche se, appunto, farà la richiesta a nome di tutta la famiglia.

Nuove quote Rem: cosa succede per gli ex percettori NASpI

Abbiamo visto che il Dl Sostegni di marzo aveva esteso la platea dei beneficiari del Rem anche a coloro a cui era scaduta la NASpI o la DIS-COLL.

Il Governo Draghi ha pensato di includere nel REm anche coloro che, per scadenza, hanno terminato di percepire le indennità di disoccupazione nel periodo compreso tra il primo luglio 2020 e il 28 febbraio 2021. Quindi al posto di prorogare la NASpI e la DIS-COLL si è andata a estendere anche agli ex percettori il sostegno economico REm

Come requisito, oltre appunto il periodo di riferimento della disoccupazione, bisognava anche avere un ISEE non superiore ai 30mila euro annui. Inoltre, per gli ex NASpI si andava ad applicare l’importo minimo del Rem di 400 euro per ogni mese, in quanto, contrariamente agli destinatari Rem, non si fa riferimento ai componenti del nucleo familiare ma solo all’individuo singolo

All’inizio il termine di scadenza per fare domanda del Rem per marzo, aprile e maggio 2021 sul sto INPS era stato fissato entro il 30 aprile 2021, ma è stato poi prorogato fino al 31 maggio 2021. Dal 15 giugno l’INPS ha iniziato ad erogare i primi pagamenti per coloro che hanno fatto richiesta a fine maggio.

Per quanto riguarda la proroga del Rem fino a settembre, per ora gli ex percettori NASpI ne sembrano essere stati esclusi. Se vorranno farne domanda, dovranno presentarla sul sito INPS facendo riferimento ai requisiti ordinari previsti per la richiesta del beneficio.