Domanda da un milione di dollari, direbbe qualcuno. La verità è che è sicuramente presto per dirlo, perché tutto dipende dall'evoluzione dell'andamento dei contagi, con particolare attenzione alla ormai nota, anche troppo, variante Delta.

Al momento la situazione sembra essere sotto controllo, il numero di contagi a livello nazionale non è particolarmente preoccupante, ma ci sono zone in cui è stato necessario istituire la zona rossa. In molti casi piccole zone, circoscritte a comuni in cui ci sono stati focolai potenzialmente pericolosi che dovevano essere bloccati subito, ma nulla che coinvolgesse mai più di un limitato numero di comuni confinanti. Le regioni sono ancora tutte bianche, ma non si esclude che possano cambiare colore nelle prossime settimane. 

Intanto a tener banco c'è anche la situazione del Green Pass, estremamente delicata ma anche necessaria da affrontare, in quanto potrebbe far la differenza tra un incremento dei contagi ed una definitiva, si spera, ripresa della vita normale.

Intanto stiamo assaggiando la normalità in questa estate, un po' come successe nell'estate scorsa, ma la paura relativa all'inizio di tutto (scuole comprese) da settembre in poi è comunque viva. Il Governo è e sarà ancora chiamato a fare scelte importanti, magari anche impopolari, per consentire di mantenere sotto controllo la situazione soprattutto negli ospedali, ma anche per tutto ciò che riguarda gli aspetti economici e sociali.

Nel frattempo ecco che si discute già la possibilità di istituire degli aiuti per coloro che sono ancora in difficoltà a causa della pandemia e delle limitazioni nell'esercizio dell'attività. Può sicuramente essere il caso delle discoteche, ancora una volta messe da parte in quanto ambiente certamente più rischioso di altri. I gestori di questo genere di attività sono stati fortemente colpiti dagli ultimi mesi, molti hanno dovuto chiudere o sospendere l'attività finché la ripresa non sarà certa e definitiva. Proviamo dunque a capire cosa bolle in pentola proprio per questi soggetti e ad intuire quali sono le priorità del Governo per il prossimo futuro.

In caso fossi interessato o interessata ad approfondire queste tematiche, ti suggeriamo un canale YouTube molto valido ed affidabile: Redazione The Wam. Esso offre contenuti quotidiani, attraverso un video al giorno, riguardanti sussidi, bonus, lavoro e novità in generale provenienti da fonti ufficiali e verificate. In questo video in particolare ci si sofferma proprio sulla possibilità di vedere ri-approvati i bonus stagionali, ma anche sulla imminente riforma fiscale e su ciò che attende l'Italia dopo le vacanze:

Nuovi bonus stagionali: di cosa si tratta?

Partiamo innanzitutto da cosa sono i bonus stagionali: sono degli aiuti ai soggetti ritenuti più colpiti dalla pandemia attraverso una indennità, detta infatti indennità-covid, che dovrebbe almeno in parte compensare gli introiti persi durante i periodi in cui le restrizioni non hanno permesso di lavorare in maniera normale.

Tra le categorie più colpite ci sono stati sicuramente i lavoratori stagionali intesi come coloro che sono fortemente legati agli afflussi turistici in determinati periodi. Basti pensare alla stagione invernale delle località di montagna, piuttosto che a tutti i lavoratori con contratti a tempo determinato nei vari periodi di picco di ogni tipo di attività. In sostanza questi lavoratori sono stati enormemente più colpiti di altri in quanto non beneficiano, per esempio, della cassa integrazione, non avendo un contratto a tempo indeterminato.

Questo è solo un esempio, ma nel complesso hanno certamente dovuto attraversare un periodo complicato, con pochissime certezze e tantissimi dubbi sulla ripresa, con molti periodi di apri-chiudi e una soluzione mai veramente definitiva.

Ecco nello specifico le categorie che hanno potuto usufruire dei vari bonus stagionali messi a disposizione praticamente dopo ogni ondata di contagi:

  • i lavoratori stagionali e i lavoratori in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
  • i lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
  • lavoratori intermittenti ;
  • i lavoratori autonomi occasionali;
  • i lavoratori incaricati alle vendite a domicilio;
  • i lavoratori a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
  • i lavoratori dello spettacolo.

Si intuisce che tali soggetti non hanno potuto lavorare normalmente durante i periodi di chiusure e che hanno pagato il prezzo non godendo di una situazione contrattuale stabile e favorevole.

Nuovi bonus stagionali: quanto e quando?

Tornando indietro con la memoria, i bonus stagionali hanno spesso avuto importi diversi in base alle varie fasi, ma va anche detto che non sono mai mancati e che, anche nell'ultimo Decreto emergenziale, l'aiuto ai lavoratori stagionali non è mai venuto meno.

Restando sulle ultime due tornate di aiuti (approvati nel Decreto Sostegni e poi nel Decreto Sostegni Bis), il bonus ha avuto un importo prima di 2400 euro e poi di 1600 euro. Queste misure sono state varate dal Governo guidato da Mario Draghi, sulla falsa riga di quanto fatto da Giuseppe Conte in precedenza, dunque senza stravolgere il tutto ma inserendo comunque qualche novità.

La strada tracciata dal premier precedente è infatti spesso stata seguita dall'attuale Governo, sia per una questione di tempistica che per una questione di coerenza, in modo da non fare scelte che stravolgessero ulteriormente la situazione ed i soggetti coinvolti.

In ogni caso i bonus erano pensati per i mesi di marzo, aprile e maggio con importo pari a 800 euro al mese (2400 euro totali previsti dal primo Decreto Sostegni) e poi altre due mensilità da 800 euro corrispondenti a giugno e luglio (1600 euro totali approvati nel Decreto Sostegni Bis).

Nuovi bonus stagionali: come potrebbero essere?

Una volta visto e capito come sono stati concepiti i bonus negli scorsi mesi, si può provare a prevedere ciò che accadrà nel prossimo futuro. Una nuova tornata di bonus potrebbe arrivare con il mese di settembre, ma questa volta potrebbero essere meno (o molti meno, se tutto va bene) i soggetti coinvolti.

Se infatti gli aiuti sono destinati solo a chi sia stato effettivamente impossibilitato a lavorare (o costretto a farlo solo parzialmente), allora i soggetti coinvolti saranno certamente meno rispetto alle volte precedenti. Durante l'estate in molti hanno per fortuna potuto riassaporare la normalità, con tutte le conseguenze che porta con sé, soprattutto in questo caso dal punto di vista lavorativo.

Nulla è ancora certo, sia chiaro, ma la strada potrebbe essere questa. L'esempio delle discoteche sembra particolarmente calzante perché è una delle poche attività, se non l'unica, in cui una vera e propria riapertura non c'è mai stata. Certamente ci sarà da capire come accertarsi di chi abbia effettivamente potuto lavorare e chi invece no, oltre a capire tutte le situazioni intermedie di chi ha potuto lavorare ma non a pieno regime.

Riforma fiscale: il Governo ci pensa

Uno dei motivi per cui ci vuole pazienza per quanto riguarda i bonus stagionali (eventuali, perché nulla è certo ad ora) è proprio che il Governo ed in particolare il ministro dell'economia sono impegnati su un fronte molto importante e complesso: la riforma fiscale.

La fiscalità in Italia è un problema per mille e più motivi, abbiamo purtroppo uno dei sistemi fiscali più complessi e astrusi d'Europa e ciò certamente non è un bene per la collettività. Tra le tante questioni c'è quindi la voglia e la priorità di snellire l'intero sistema, fare in modo che tutto possa funzionare in maniera più semplice, sia per i singoli cittadini che per tutto l'apparato pubblico, gli enti ed i singoli lavoratori pubblici che ne fanno parte.

Si tratta di qualcosa di epocale, potenzialmente, che si spera possa essere implementato e rodato dall'attuale Governo, in teoria meno soggetto alle correnti politiche e si spera più libero di agire in ambito economico e fiscale. Il ministro dell'economia e delle finanze Franco si è mostrato intenzionato a portare in fondo questo progetto ed il premier stesso potrebbe avere particolarmente a cuore questa tematica.

Al momento non è ancora noto cosa potrebbe cambiare, ma certamente la volontà è quella di alleggerire il peso fiscale sulle spalle degli italiani e, contemporaneamente, semplificare tutto ciò che si può semplificare. Un obiettivo ambizioso che vedremo come verrà tradotto nei fatti.

Riforma fiscale: cosa cambia?

Come detto nulla è ancora ufficiale, ma proviamo a capire quali possono essere gli ambiti che verranno toccati dall'Esecutivo, con particolare attenzione alle possibili conseguenze.

Innanzitutto, uno dei nodi chiave è l'Irpef: non solo si tratta della principale imposta che grava sulle spalle degli italiani, ma anche di quella progressiva nelle intenzioni ma che non riesce ad esserlo nei fatti. Infatti, progressiva significa che funziona a scaglioni, più alto è lo scaglione a cui si appartiene più alta è l'aliquota di Irpef dovuta.

Nei fatti però sembra essere un'imposta che pesa troppo sulle spalle del ceto medio e poco sulle spalle di chi invece ha introiti ben superiori. In questo senso potrebbero essere ripensate le aliquote con più scaglioni intermedi che permettano di differenziare di più i soggetti (soprattutto quelli tra i 20 ed i 50mila euro).

Anche l'Irap potrebbe cambiare, ovvero l'imposta regionale sulle attività produttive, che ha il grosso difetto di basarsi sul fatturato e non sull'utile, motivo per cui pesa moltissimo alle imprese che fatturano molto ma che hanno margini di guadagno (cioè utili) piuttosto modesti. Su questa imposta c'è però un'incognita importante, in quanto essa finanzia il sistema sanitario nazionale e non può essere diminuita senza le corrette coperture.

Infine, potrebbero cambiare anche l'Iva (che si ipotizza possa diminuire, ma anche in questo caso tra il dire ed il fare, si sa...) e l'Ires, che potrebbe eventualmente incorporare l'Irap citata in precedenza.

Terremo in ogni caso aggiornati i nostri lettori con tutte le notizie che giungeranno nei prossimi giorni dalle fonti ufficiali.