Il Governo Draghi ha proseguito sulla linea dettata dal Governo precedente, targato Giuseppe Conte.

Una linea fatta di bonus e aiuti per superare una delle fasi più complicate dell'intera storia repubblicana, con conseguenze che nemmeno si potevano immaginare: restrizioni, problemi a livello sanitario che purtroppo credevamo di vedere solo nei film apocalittici, con ovviamente conseguenze sociali ed economiche molto consistenti.

Uno scenario davvero assurdo quello che ci siamo trovati da un giorno all'altro, con tante fasi complicate in cui i contagi hanno continuato a salire, talvolta nonostante restrizioni forti.

Proprio nelle fasi in cui i contagi sono cresciuti, le cosiddette "ondate", sono arrivati gli aiuti governativi per quei soggetti che si ritenevano più colpiti: dalle imprese con contributi a fondo perduto e vantaggi fiscali ai privati cittadini sostenuti con bonus e sussidi di vario genere.

Tra i tanti spiccano certamente il Reddito di Cittadinanza e il Reddito di Emergenza, i due sussidi più consistenti e più stringenti in termini di requisiti per l'accesso. Cioè, in sostanza, i due che più degli altri sono rivolti ai soggetti bisognosi e con una situazione economica e patrimoniale più precaria.

Ci sono però anche bonus più semplici a cui accedere, ma anche meno consistenti. Bonus che, per esempio, non richiedono un Isee al di sotto di una certa soglia.

La Dichiarazione Isee, ormai è noto, è il criterio principale con cui il Governo cerca di fare una scrematura per permettere ai soggetti più bisognosi di ottenere i bonus, o almeno di ottenerne una cifra differente (più basso l'Isee, più alto il bonus e viceversa).

Tra questi, ve ne sono anche alcuni connessi alle conseguenze della pandemia: è il caso del bonus terme appena approvato, per esempio, ma anche del bonus smartworking, pensato per aiutare i soggetti che vivono una nuova realtà lavorativa domestica.

Approfondiamo allora proprio quest'ultima misura, vedendo come funziona e quale importo permette di ottenere, ma soprattutto in cosa è possibile poi spendere il denaro ottenuto sotto forma di voucher.

Se fossi interessato ad approfondire però anche gli altri bonus e sussidi attualmente esistenti, ti suggeriamo di tenerti aggiornato con le informazioni fornite nei video del canale YouTube "Redazione The Wam". Ogni giorno viene pubblicato un nuovo video con tutte le novità più recenti, come accade in questo caso con Reddito di Cittadinanza e Assegno Unico, con tanto di risposte alle domande degli utenti:

Bonus smartworking: perché?               

La prima domanda che viene da porsi è semplice ma essenziale: perché un bonus a chi lavora in smartworking?

I motivi sono molteplici, ma c'è innanzitutto da considerare che per molti lavoratori questa nuova modalità ha comportato una diminuzione dei costi: non c'è infatti il costo di spostamento (benzina, mezzi...), non c'è il costo in termini di tempo per lo spostamento, ma non c'è neanche il costo del pranzo, per fare un esempio apparentemente stupido.

Piccoli modi per risparmiare che sicuramente hanno fatto bene al conto in banca dei lavoratori smart. Ricordiamo che però questa modalità ha anche diversi svantaggi, di cui presto parleremo.

Fino a poco tempo fa, infatti, lo smartworking era un privilegio di pochi ma era anche inteso come lavoro organizzabile in maniera autonoma: possibilità di lavorare con i propri tempi e ritmi, magari a progetto.

Il nuovo smartworking, quello dovuto alla pandemia, non solo non è opzionale ma obbligatorio, ma costringe anche i lavoratori ad avere l'orario d'ufficio, semplicemente cambiando postazione lavorativa.

Insomma, è evidente che ci sono vantaggi e svantaggi molto importanti e che all'interno delle singole giornate lavorative fanno la differenza.

Nel complesso, come evidenziato da tanti studi, lo smartworking è stato accolto positivamente dai lavoratori ed anche dai datori di lavoro. Ci sono però tanti aspetti da valutare nell'ipotesi di far diventare questa modalità quella standard di lavoro, ovviamente sul lungo periodo e non più sul breve.

Bonus smartworking: come funziona?                        

Il bonus smartworking ammonta a 516,46 euro, una cifra raddoppiata rispetto alla prima versione di questo bonus approvata nel decreto del marzo 2020. 

Il Governo ha infatti deciso di rendere più consistente questo bonus indirizzato a chi sta svolgendo lavoro da casa, in modo da poter rendere la propria postazione più adatta e più confortevole.

Il bonus ha però delle particolarità rispetto ad altri che si possono richiedere sul portale INPS: lo possono infatti richiedere solo le imprese, non i dipendenti per conto proprio.

In sostanza, l'unico modo per dimostrare la modalità lavorativa è appunto passare dalle imprese, che comunicano quanti lavoratori svolgono tutt'ora il loro ruolo in modalità agile. Il bonus ammonta quindi alla cifra di 516,46 euro per ogni dipendente e solo l'azienda può richiederli.

Inoltrare la richiesta significa poi ottenere un voucher di tale valore che viene poi erogato direttamente in sede d'acquisto. Non è però l'impresa che spende per forza il denaro, ma può essere anche il dipendente.

Insomma, resta a scelta del dipendente e dell'impresa (che possono anche accordarsi) l'eventualità di spendere direttamente il denaro come impresa o dare il voucher ad ogni singolo dipendente che sceglie di usufruirne come meglio crede.

Una certa elasticità al bonus è quindi stata lasciata, anche perché le possibilità di spesa sono numerose e diverse tra loro.

Bonus smartworking: come spendere il voucher?

Veniamo ora alla sostanza di questo bonus: come e dove si spende il voucher? Cosa si può (e non si può) acquistare? Vale solo nei negozi fisici o anche online?

Andando con ordine, il bonus si può spendere liberamente in tutti quei beni che possono rendere migliore la postazione lavorativa domestica: sedie ergonomiche, scrivanie, illuminazione, computer e piccoli elementi d'arredo. L'importante è che si tratti di beni funzionali all'attività lavorativa.

Un insieme di possibilità piuttosto ampio, con per di più la possibilità di acquistare sia nei negozi fisici che nei negozi virtuali, cioè online. Conviene dunque assicurarsi che venga accettato il bonus e poi procedere all'acquisto, andando a scalare l'importo speso dal totale spendibile.

Ricordiamo ancora una volta che può anche essere l'impresa ad acquistare i beni ed in questo caso potrebbe essere interessante la possibilità di acquistare in quantità, magari rendendo più conveniente l'acquisto stesso.

Banalmente, per esemplificare, un'azienda con 50 dipendenti in modalità smart può valutare l'acquisto di 50 sedie ergonomiche da ufficio e risparmiare così sulla quantità, comprando praticamente all'ingrosso.

Ovviamente resta nella scelta di ognuno la modalità di spesa di questo bonus, l'importante è che venga tenuta in considerazione la data di scadenza, pari ad ora al 31 dicembre 2021. Entro tale data, quindi, bisogna spendere l'intero importo che altrimenti va perduto, salvo proroghe.

Bonus smartworking: l'importanza della postazione lavorativa

Chi dei lettori avesse già lavorato alcuni mesi in smartworking, può confermare che la postazione lavorativa è molto importante, praticamente fondamentale.

Svolgere un'intera giornata di lavoro al computer significa sottoporre il proprio corpo ad uno stress fisico e mentale, accentuato in alcuni casi dalle conseguenze dell'essere nella propria abitazione.

Se da un lato, infatti, essere a casa significa non doversi svegliare presto (o comunque non presto come quando si andava in presenza), non dover affrontare traffico e/o mezzi eccetera... ma dall'altro, c'è anche da prestare attenzione anche agli aspetti più nascosti.

Lavorare da casa significa rischiare di lavorare più di prima, senza orari in alcuni casi, e con una fusione tra ambiente lavorativo ed ambiente domestico di "svago" che può generare moltissimo stress.

Si rischia di non riuscire a scindere i due ambiti e sentirsi quindi come se si lavorasse sempre, paradossalmente.

Ci sono dei piccoli accorgimenti, però, che possono aiutare: mettere per esempio la postazione lavorativa in uno spazio dedicato solo a quello, in modo da dividere il lavoro da tutto il resto; illuminare ed arredare la stanza (lo studio, se si ha la fortuna di averlo) in modo che possa essere paragonabile ad un vero ufficio; definire in maniera precisa gli orari di lavoro ed infrangerli solo quando necessario (come si faceva con gli straordinari in ufficio); prendere delle pause esattamente come si faceva in ufficio ogni due ore, per esempio, e naturalmente per il pranzo.

Tanti piccoli aspetti che possono aiutare ad "ingannare" il cervello, comportandosi come se si vivessero due ambienti e due ambiti ben distiniti.

Si capisce quindi, in tal senso, che la postazione lavorativa è fondamentale e il bonus può davvero aiutare a migliorare il benessere nell'orario lavorativo e diminuire lo stress che il lavoro agile può comportare.

Bonus smartworking compatibile con altri 500 euro!

Il bonus smartworking è piuttosto generoso, ma non va dimenticato un altro bonus interessante, detto da tutti bonus PC e internet.

Innanzitutto, il bonus è compatibile con il bonus smartworking (uno non esclude l'altro) ed ammonta a ben 500 euro totali, portando la somma dei due bonus ad oltre mille euro.

Il bonus permette di accedere a tale cifra suddivisa in tal modo: 300 euro per l'acquisto di un computer e 200 euro per l'abbonamento alla banda larga.

Cioè, in sostanza, due strumenti fondamentali per lavorare da casa, motivo per cui anche questo bonus "casca a pennello", come si dice in questi casi.

L'unico elemento da considerare è però che questo bonus richiede un Isee inferiore a 20.000 euro. Come ormai sappiamo, l'Isee è un indicatore della situazione economia e reddituale della famiglia ed è necessario per identificare i soggetti che potrebbero avere più necessità di un certo bonus.

A differenza del bonus smartworking, il bonus PC comprende infatti la connessione internet, considerata praticamente un elemento essenziale al giorno d'oggi, per l'informazione soprattutto.