La pandemia da Covid-19 ha segnato drasticamente il nostro vivere quotidiano con effetti non poco rilevanti sul fronte economico. La crisi conseguente l’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha minato un po' tutti i settori dell’economia nazionale lasciando strascichi di non poco peso.

Quest’ultimo anno è mezzo verrà sicuramente ricordato per i provvedimenti limitativi imposti dal Governo, per cercare di contenere la risalita della curva dei nuovi contagi e per la lunga lista di bonus introdotti dagli esecutivi che si sono succeduti a Montecitorio a favore di nuclei familiari, lavoratori ed imprese venutesi a trovare in una situazione finanziaria difficoltosa.

Tuttavia, l’erogazione di nuovi contributi e bonus ha permesso all’esecutivo di continuare la lotta al contante spingendo ancora di più i cittadini italiani verso l’utilizzo di metodi di pagamento più trasparenti e innovativi che, al tempo stesso, permettono di avere traccia delle transazioni eseguite ponendo un freno al fenomeno dell’evasione fiscale.

In realtà, questo modo di operare non è del tutto sconosciuto alla popolazione italiana. Già da molti anni a questa parte l’esecutivo ha dato il via ad una “guerra al contante” allo scopo di contrastare il riciclaggio di denaro sporco.

E in tale ottica ha trovato piena applicazione il Bonus Cashback. La misura, dopo aver terminato il suo periodo di rodaggio, è ritornata sul tavolo del Governo qualche mese fa per essere sottoposta all’esame sui risultati conseguiti

Agli interessati ad approfondire come funziona il Bonus Casback consigliamo la visione di un interessante video YouTube dal canale Tutto Tech.

Prova, purtroppo, non superata. Messi a confronto i costi necessari alla sua implementazione con i vantaggi conseguiti è emersa una discrepanza tutta a favore dei primi. Ma non è tutto.

Palazzo Chigi ha fatto sapere, fin dalle prime rilevazioni eseguite, che il Bonus Cashback era maggiormente utilizzato dai cittadini italiani residenti nelle aree al Nord della penisola, con un reddito medio/alto. Tirando le somme, il benefit avrebbe finito per sostenere economicamente le famiglie che non avevano alcun bisogno di un sussidio.

Per questi motivi, il governo Draghi non ha esitato a mandare a casa il Bonus Cashback a luglio e ad introdurre in sua sostituzione il nuovo Bonus Bancomat.

A distanza di mesi, però, si torna a parlare dell’agevolazione. E lo si fa in riferimento al prossimo anno. Dopo la sospensione temporanea al 31 dicembre 2021, il Governo Draghi starebbe pensando ad un nuovo Bonus Cashback 2022 ma sotto una veste completamente rinnovata.

Nei paragrafi a seguire forniremo una dettagliata guida su come funziona il vecchio Cashback di Stato, analizzando il suo excursus storico fino ad arrivare alla sua sospensione per poi analizzare le novità che interesserebbero il contributo a partire dal nuovo anno, secondo i piani della cabina di regia del Governo Draghi.

Bonus Cashback a casa da luglio fino a dicembre 2021. Al suo posto il Bonus Bancomat

Lo Stop al Bonus Cashback è stato imposto dal Governo capitanato dall’ex governato della Banca Centrale Europea (BCE), Mario Draghi, meno di tre mesi fa dopo una rigida analisi di costi e benefici realizzati dalla misura. Più nei dettagli è stato il decreto-legge n°99 del 30 giugno 2021 a sancire la sua uscita di scena e l’ingresso in sua sostituzione del Bonus Bancomat.

Tra le molteplici novità introdotte dal provvedimento, recanti misure urgenti in tema di supporto economico alle imprese, tutela del lavoro, nuove disposizioni riguardanti il pagamento della TARI, il taglio delle tariffe energetiche, fa capolino il fermo da luglio a dicembre 2021 del Cashback di Stato e l’introduzione di nuovi contributi da percepire solo dietro possesso di mezzi di pagamento elettronico.

In realtà, la sorte del Bonus Cashback 2021 non è stata completamente esente da critiche e da polemiche. Al riguardo i pareri delle differenti fazioni politiche non sono mai stati allineati.

Alcuni spingevano per ottenere la cancellazione definitiva dell’incentivo che ha consentito, fino alla sua sopravvivenza, di beneficiare del 10% di rimborso sugli acquisti realizzati presso negozi fisici alla condizione che le spese venissero pagate tramite strumenti di pagamento elettronico (carte prepagate, carte di credito, bancomat, etc.).

All’epoca, i più scettici avevano già paventato il rischio di un addio definitivo del Bonus Cashback senza alcuna possibilità di rinnovo al 2022. A rendere più verosimile l’ipotesi è stata l’introduzione immediata da parte del Governo Draghi di una nuova misura in sua sostituzione: il Bonus Bancomat.

Quest’ultimo, rivolto ai titolari di Partita IVA e agli esercenti attività commerciali interessati all’acquisto di dispositivi elettronici di pagamento utili a consentire ai clienti il pagamento di beni e servizi con carta, offrirà ai beneficiari la possibilità di disporre di un’agevolazione del valore di 480 euro a copertura delle spese supportate per l’acquisto dei comuni POS, entro e non oltre il 30 giugno 2022.

Mentre fino a poco tempo, l’unica certezza sulla sorte del Cashback di Stato sembrava essere la sua interruzione fino alla fine dell’anno corrente, ora importanti novità si intravedono all’orizzonte. Un nuovo Cashback 2022 potrebbe tagliare il nastro di partenza dal nuovo anno.

Bonus Cashback 2021: come funziona?

Prima di procedere ad illustrare nei dettagli quali grandi novità potrebbero interessare il Cashback 2022, occorre rispolverare il funzionamento del Cashback di Stato messo definitivamente in soffitta nell’ultimo semestre di quest’anno.

L’agevolazione è stata voluta dall’ex esecutivo guidato dal presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, per spingere verso un lento ma graduale abbandono dei pagamenti in denaro contante. Nello specifico, si concretizza in un rimborso percentuale dei quanto speso in modalità “cashless” in un periodo di tempo articolato in semestri.

Dal 1° gennaio 2021, il Bonus Cashback ha permesso a migliaia di italiani di ottenere la restituzione di quanto speso nel primo semestre nella misura del 10% e fino ad un tetto massimo di 1.500 euro, avendo effettuato non meno di 50 transazioni cashless, sempre in sei mesi.

Dunque, si poteva ottenere un rimborso massimo semestrale non superiore a 150 euro, con un rimborso massimo, per ciascuna transazione, di 15 euro. L’iniziativa così funzionante avrebbe dovuto rimanere in vigore fino a giugno 2022 ma così non è stato. Da luglio 2021 il governo Draghi ne ha stabilito la sospensione per tutto il secondo semestre, fino alla fine dell’anno in corso.

Le ultime indiscrezioni al riguardo, però, fanno pensare che il piano del Governo era chiaro sin dall’inizio: interrompere il Bonus Cashback 2021 per effettuare nuovi ritocchi laddove ha fallito in passato. Per questo motivo, potrebbe concretizzarsi l’ipotesi di un ritorno del Bonus Cashback 2022 senza inficiare la sopravvivenza del Bonus Bancomat in vigore fino al 30 giugno 2022.

In poche parole, i due benefit finirebbero per coesistere al 2022 nonostante il Bonus Bancomat sia stato presentato come l’erede ufficiale del Bonus Cashback.

Bonus Cashback 2022: Draghi lo modifica per i titolari di reddito basso

Il Recovery Plan ha fra i tanti obiettivi da conseguire la promozione della digitalizzazione dei pagamenti elettronici ancora poco diffusi sul territorio italiano. L’intento è di incentivare ancora di più verso l’uso di strumenti come Bancomat, carte di credito, prepagate e App per effettuare transazioni economiche.

Una ragione in più, oltre alle altre trattate in precedenza, per cui il Governo guidato dal premier Mario Draghi starebbe pensando ad una modifica importante del Bonus Cashback sospeso ad inizio luglio 2021, come confermato da Milano Finanza.

Innanzitutto, la cabina di regia governativa starebbe lavorando sul contenimento della spesa prevista per il Bonus Cashback 2022, in modo da non gravare pesantemente sulle casse dello Stato.

Non più di 500 milioni di euro l’anno, questo sarebbe con molta probabilità lo stanziamento economico previsto a copertura del nuovo Bonus Cashback per il prossimo anno.

L’esecutivo si starebbe, poi, muovendo nel ridisegnare il Cashback di Stato in modo da risolvere completamente i problemi ravvisati nel primo trimestre del 2021.

L’attenzione è tutta rivolta del favorire delle modifiche che permettano l’accesso al Cashback 2022 a chi si trova in condizioni economiche difficoltose, titolari di reddito basso e non a tutti i soggetti utilizzatori di strumenti di pagamento elettronici.

Nuovo Bonus Cashback 2022: Draghi lo cambia. Quali le novità?

In realtà, sono molteplici gli interventi correttivi da effettuare sul Cashback di Stato. Dopo essere passato sotto la lente di ingrandimento del Governo Draghi per la sua valutazione finale, è stato confermato il flop del contributo sotto più di un aspetto nel primo semestre del 2021.

Pertanto, l’esecutivo sarà chiamato a realizzare più di un singolo intervento correttivo sulla vecchia misura prima di dare il via al nuovo Bonus Cashback 2022. 

Tra le possibili novità che potrebbero trovare conferma già nella prossima Legge di Bilancio, potrebbe farsi strada un iter di funzionamento del tutto nuovo, con premi monetari da attribuire premiando le spese in aumento effettuate con moneta elettronica rapportate ad un periodo precedente

Inoltre, si starebbe prendendo il considerazione la necessità di tagliare il numero di transazioni per beneficiare del Bonus Cashback, fino al primo semestre del 2021 fissato a 50, allo scopo di sostenere chi si trova in una condizione economica tale da non potersi permettere più occasioni di spesa.

Bonus Cashback 2022: cambia l’importo del rimborso?

Il nuovo Bonus Cashback 2022 potrebbe stupire anche sul piano dei rimborsi. Si fa strada l’ipotesi di una possibile modifica da parte del Governo circa la cifra da ottenere in restituzione. Lo ricordiamo, anche se abbiamo avuto modo di anticiparlo nei paragrafi precedente, il rimborso per ciascuna transazione effettuata nel primo semestre del 2021 è stato di 15 euro.

Nel piano di modifica anche i tetti massimi per ogni semestre di riferimento. Poiché il Bonus Cashback 2022 mira alla contenimento della spesa pubblica, l’importo massimo per semestre potrebbe essere ridotto a meno di 150 euro previsti dalla precedente versione del bonus.

Quando il Governo Draghi deciderà sul Bonus Cashback 2022

Ad ogni modo, la decisione sul Bonus Cashback 2022 non è stata ancora presa. Per avere notizie ufficiali in merito alla riconferma e alle modifiche che potranno interessare il contributo si dovrà attendere la Manovra di Bilancio 2022 da approvare entro dicembre 2021.

In realtà, le prime indiscrezioni dovrebbero arrivare già nei primi giorni di ottobre, ma è sempre meglio attendere l’ufficialità del premier Draghi prima di discutere al riguardo.

Pertanto, invitiamo gli interessati ai futuri aggiornamenti sul Cashback di Stato a consultare frequentemente il nostro sito web. Non appena saranno rese note le prime notizie ufficiali provvederemo ad informare i nostri lettori spiegando filo e per segno il funzionamento del nuovo Bonus Caschback 2022, oltre ad esaminare i requisiti da soddisfare per poter accedere alla misura. 

A tal riguardo, va ricordato che tutti potranno accedere al Bonus Cashback essendo il contributo completamente svincolato dal rispetto di soglie reddituali e patrimoniali, ISEE compreso, al contrario di molti altri bonus inseriti nella Legge di Bilancio 2021 e nel Decreto Sostegni I e bis.