Il gruppo ha adottato delle misure per aumentare l’efficienza produttiva e che promettono di realizzare economie di scala più elevate e un più alto grado di flessibilità, in modo da reagire più velocemente alle esigenze del mercato.

Relativamente al marchio Lincoln, Ford necessita di migliorare ulteriormente l’offerta al fine di proporre modelli comparabili con le concorrenti del segmento luxury, ma il processo di trasformazione richiederà ancora molto tempo. 

General Motors

I numeri del terzo trimestre di GM confermano i passi avanti compiuti dal gruppo nell’aumentare la scala di produzione e nel migliorare i margini di profitto: il fatturato (38,8 miliardi di dollari) ha superato il consensus del mercato nonostante il negativo effetto prodotto dall’apprezzamento del dollaro e anche l’utile per azione (pari a 1,50 dollari) ha battuto le stime degli analisti. Il titolo del gruppo Usa non ha registrato movimenti significativi dopo la pubblicazione dei risultati intermedi e resta scambiato a un tasso di sconto del 30% rispetto al fair value Morningstar di 48 dollari.

Il nord America continua a essere il mercato trainante. Il margine operativo (relativamente al segmento regionale) ha registrato un aumento di 230 punti base raggiungendo il livello record dell’11,8% (il nono miglioramento trimestrale consecutivo). Le guidance annunciate dal management per fine anno indicano una crescita dell’Ebit dal 9% del 2014 al 10% e questo significherebbe raggiungere l’obiettivo fissato per il 2016 con un anno di anticipo.

“Il volume delle vendite in Cina è calato del 4,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma crediamo che nel caso del Dragone si tratti di una fase di rallentamento del mercato, piuttosto che di un collasso, come si è speculato durante quest’estate in seguito alla pubblicazione dei dati relativi al settore industriale. A dimostrazione della nostra tesi, c’è il miglioramento del margine operativo di GM in questa regione di 230 punti base”, dice David Whiston, analista azionario di Morningstar.