Quante volte avete sentito dire che tasse più elevate si traducono in maggiore benessere sociale e sviluppo economico? L'affermazione è supportata da un tocco di credenza popolare: "Più tasse, più servizi pubblici". Vengono anche citate prove empiriche quasi incontestabili: la pressione fiscale dei Paesi più ricchi è molto alta, mentre le tasse nei Paesi poveri sono relativamente basse.

Questo articolo analizza le relazioni statistiche che suggeriscono che elevati oneri fiscali (entrate pubbliche/PIL) sono collegati ad un alto livello di sviluppo (misurato dal PIL pro capite).

Vedremo che la relazione positiva tra PIL pro capite e carico fiscale soffre di un problema statistico noto come Paradosso di Simpson.

Il Paradosso di Simpson

Il Paradosso prese il nome dallo statistico britannico Edward Simpson e fa riferimento ad un errore che risulta dall'analisi dei dati aggregati quando le osservazioni appartengono a categorie separate. I dati disaggregati per categoria mostrano una tendenza, mentre i dati aggregati ne mostrano un'altra.

Immaginate di voler confrontare il numero di camere da letto in una casa con il suo prezzo. Ci aspettiamo che il prezzo della casa aumenti con l'aumentare del numero di camere da letto. Tuttavia se esaminiamo tutti i dati insieme, vediamo una marcata tendenza negativa. In altre parole, più camere da letto ha una casa, più basso è il suo prezzo. Tuttavia quando analizziamo i dati per gruppi, vediamo che la nostra prima risposta era corretta: più camere da letto ha una casa, più alto è il suo prezzo.

Fonte: Borgatti (2017)

Qual è il problema? Stiamo confrontando mele e arance. Il numero di camere da letto in una casa (o l'area del pavimento) non è l'unico fattore che influenza il suo prezzo. Nel determinare il prezzo di una casa, la sua posizione è importante almeno quanto il suo numero di camere da letto.

Il grafico sopra mostra le case raggruppate per area. Ogni punto rappresenta un appartamento e ogni colore rappresenta una zona diversa in una città (il nero rappresenta il centro; il rosso i confini della città; il blu la periferia; e il verde la campagna). Le case sono più costose quanto più si avvicinano al centro città. Una volta che si tiene conto della vicinanza, o della distanza della casa dal centro città, il numero di camere da letto è correlato positivamente al prezzo della casa.

Il Paradosso di Simpson e questo esempio dimostrano che bisogna fare attenzione quando si interpretano i dati statistici.

Come vedremo, l'apparente relazione tra onere fiscale e crescita economica soffre di un simile problema di interpretazione.

Analisi dei dati aggregati dell'onere fiscale e del reddito pro capite: prima stima

Innanzitutto dobbiamo analizzare i dati aggregati dell'onere fiscale e del reddito pro capite. Tenere presente che gli oneri fiscali sono pari al gettito fiscale diviso la produzione economica totale.

Con i dati del 2018, possiamo vedere senza ombra di dubbio che i Paesi con tasse più elevate hanno un reddito pro capite più elevato.

Fonte: preparato dall'autore con i dati del Fondo Monetario Internazionale (FMI). $ 2011 in PPP

Per ogni punto percentuale in cui aumenta l'onere fiscale, il reddito pro capite aumenta di non meno di $700 all'anno.

Questa è l'analisi convenzionale. È quella più utilizzata da economisti e analisti che difendono l'idea che sia necessario aumentare le tasse per stimolare la crescita economica.

Sembrerebbe che la soluzione alla stagnazione economica sia molto chiara: se i Paesi più ricchi hanno un carico fiscale più elevato, è necessario aumentarlo al fine di migliorarne il benessere.

Ora analizziamo i dati disaggregati per livello di sviluppo per vedere se questa conclusione è ancora valida.

Analizzare i dati disaggregati: la vera relazione

Per disaggregare i dati, utilizziamo la classificazione della Banca Mondiale di ogni Paese per livello di reddito:

  • Paesi a basso reddito (reddito nazionale lordo pro capite inferiore a $1.025 all'anno; 30 Paesi)
  • Paesi a medio-basso reddito (reddito nazionale lordo pro capite da $1.026 a $3.995 all'anno; 46 Paesi)
  • Paesi a medio-alto reddito (reddito nazionale lordo pro capite da $3.996 a $12.375 all'anno; 58 Paesi)
  • Paesi ad alto reddito (reddito nazionale lordo pro capite superiore a $12.376 all'anno; 60 Paesi).

Analizziamo la relazione tra oneri fiscali e reddito pro capite separatamente per ciascun gruppo di Paesi.

Fonte: preparato dall'autore con i dati dell'FMI. $ 2011 in PPP

I punti rossi rappresentano i Paesi ad alto reddito; i punti verdi sono i Paesi con redditi medio-alti; i redditi blu medio-bassi; ed i viola quelli bassi. Le loro rispettive linee mostrano le tendenze.

Come possiamo vedere, la relazione positiva che vediamo con i dati aggregati scompare per tutti i livelli di reddito. In altre parole, un maggiore carico fiscale non accompagna un livello di reddito più elevato una volta preso in considerazione il livello di sviluppo di ciascun Paese.

Di seguito viene eseguito lo stesso calcolo, ma utilizzando i logaritmi per comprendere meglio le relazioni del grafico precedente.

Fonte: preparato dall'autore con i dati dell'FMI. $ 2011 in PPP

Ciò dimostra ancor più chiaramente che il rapporto tra oneri fiscali e reddito pro capite è praticamente inesistente. Inoltre in alcuni casi la relazione è negativa, sebbene statisticamente insignificante.

Se un Paese decide di aumentare il proprio carico fiscale, non renderà i suoi cittadini più prosperi.

Conclusione

L'analisi empirica che cerca di dimostrare che l'aumento delle tasse porta ad un maggiore sviluppo economico è preda del Paradosso di Simpson. Le statistiche, se utilizzate correttamente, indicano che l'aumento delle tasse non migliora la crescita economica.

La relazione statistica è chiara. L'idea di aumentare le tasse per diventare un Paese ricco è semplicemente falsa. I Paesi più ricchi sono tali non perché hanno stati preponderanti. La relazione vera è che i Paesi sono prima ricchi e solo dopo possono permettersi il lusso di avere stati preponderanti.

La "visione tradizionale in economia" è giusta: l'aumento del reddito pro capite e la riduzione dei livelli di povertà compaiono solo quando aumenta la produttività. L'aumento della produttività va di pari passo con un investimento maggiore in capitale. Per garantire che il capitale sia adeguatamente investito, gli stati non devono ostacolare o fornire aiuti ad iniziative private, siano esse nazionali o straniere.

Di Daniel Fernández Méndez

Traduzione di Francesco Simoncelli