L'OPEC ha fallito il raggiungimento del suo obiettivo di produzione a gennaio, in concomitanza con il nuovo round di tagli alla produzione effettuato da parte del gruppo dei 14 paesi produttori di greggio. Il cartello di produttori sta collaborando con 10 paesi non membri, in primis la Russia, per trattenere 1,2 milioni di barili al giorno dal mercato. La cosiddetta alleanza OPEC+ mira a prevenire un altro eccesso di offerta, con le sue conseguenze sui prezzi, come quello che ha caratterizzato il mercato tra il 2014 e il 2016.

A gennaio, l'OPEC è riuscita a rimuovere dal mercato 797mila barili al giorno. Il gruppo mirava a un taglio totale di 812mila barili, nel tentativo di ridurre l'eccesso di offerta dal mercato petrolifero. La produzione totale si è attestata a gennaio a poco più di 30,8 milioni di barili, in diminuzione rispetto ai 31,6 milioni di dicembre, secondo fonti indipendenti citate dal cartello nel suo rapporto mensile.

I maggiori tagli sono stati effettuati dal principale produttore di greggio, l'Arabia Saudita. Il regno saudita ha estratto circa 10,2 milioni di barili al giorno a gennaio, in calo di -350mila barili a partire da dicembre e quasi 100mila barili sotto la sua quota ufficiale concordata nell'accordo di riduzione della produzione. Ryad continuerà a tagliare la produzione, riducendola a circa 9,8 milioni di barili al mese a marzo, ha reso noto il ministro dell'Energia saudita Khalid al-Falih al Financial Times in un articolo pubblicato martedì 12 febbraio.