Ecco la view di Canegrati Senior Analyst a BP PRIME.

L’OPEC sta ancora discutendo sulla quantità di greggio che dovrebbe rimuovere dai mercati mondiali come misura per contrastare l’effetto del crollo dei prezzi registrato negli ultimi mesi.

I membri del cartello dei produttori riuniti a Vienna sono sembrati ignorare le ripetute richieste del presidente americano Donald Trump per mantenere inalterata la produzione. Ma non sono riusciti a concludere un accordo nella giornata di ieri, forzando, tra le altre cose, la cancellazione di una conferenza stampa già programmata. L’entità del taglio della produzione rimane quindi ancora oggetto di dibattito che continuerà nella giornata di oggi.

Un delegato dell’OPEC ha dichiarato alla CNN  che i produttori hanno cercato di raggiungere un consenso per tagliare la produzione di 1,3 milioni di barili al giorno. Ma il leader de facto dell’OPEC, il ministro dell’energia dell’Arabia Saudita, Khalid Al-Falih, ha detto ai giornalisti che un taglio di quella portata potrebbe essere “eccessivo”, data anche la recente decisione del Canada di ridimensionare la sua produzione.

Falih aveva detto durante la mattinata che “tutte le opzioni” erano sul tavolo, ma anche che una riduzione di un milione di barili al giorno – circa l’1% della fornitura globale di petrolio – sarebbe stata “adeguata” per bilanciare i mercati.

L’OPEC sta cercando di stabilizzare i mercati petroliferi dopo che i prezzi del greggio USA sono calati del 22% a novembre, segnando il mese peggiore dalla crisi finanziaria globale nell’ottobre 2008.