Ecco la view di Canegrati Senior Analyst a BP PRIME.

Il morale delle imprese è sembrato essere meno fosco del previsto nell'Eurozona a Novembre ma è rimasto pur sempre ai livelli più deboli degli ultimi 6 anni. Nel mese scorso, infatti, gli indicatori PMI di IHS Markit relativi al settore manifatturiero sono risultati leggermente migliori delle attese in quasi tutti i paesi dell'area euro, ad eccezione dell'Italia.

L'indice PMI relativo all'intera Eurozona si è attestato a 51,8 punti, tre decimali in più rispetto al valore atteso dagli analisti (51,5). La crescita dell’economia manifatturiera dell'Eurozona è in ogni caso risultata la più debole dall'agosto 2016. Come riportato nel comunicato stampa allegato al rilascio dei dati, le quattro maggiori economie dell’area euro hanno registrato il valore PMI manifatturiero più basso tra tutte le nazioni coperte dall’indagine. L’Italia, in particolare, col PMI più basso registrato in quasi quattro anni, pari al 48,6, tre decimali in mano rispetto alle attese degli analisti, ha riportato il secondo mese consecutivo di peggioramento delle condizioni operative del settore e si è posizionata in fondo alla classifica dei paesi che adottano la valuta unica, al di sotto della soglia dei 50 punti, reputata lo spartiacque tra una economia in recessione o in espansione. La Francia, con un valore pari al 50,8, un decimale in più rispetto alle aspettative degli operatori, ha registrato un rallentamento della crescita che si avvicina alla stagnazione, mentre la Germania, con un valore pari a 51,8, due decimali sopra le aspettative degli operatori, ha registrato l’espansione più debole in più di due anni e mezzo. Solo la Spagna ha registrato un leggero miglioramento nella crescita, con un valore pari a 52,6, undici decimali in più rispetto alle attese degli analisti. In testa alla classifica del PMI manifatturiero si sono collocati i Paesi Bassi, con un valore pari a 56,1, ai minimi comunque degli ultimi 25 mesi, seguiti da Irlanda (55,4) e Austria (54,9).