Pagamenti INPS in ritardo, misure che vengono lasciate in sospeso e silenzio totale su promesse fatte solo poche settimane fa. Questa è la situazione delle misure INPS che dovevano essere pagate entro fine ottobre e che invece, con ogni probabilità, slitteranno a novembre.

A dominare su tutte c'è il Reddito di Emergenza: è davvero incredibile che una misura concepita nel maggio 2021 per quattro distinte mensilità venga pagata addirittura a novembre... in più, INPS non rilascia dichiarazioni ufficiali e lascia le famiglie italiane nell'incertezza.

Incertezza che domina anche un'altra importantissima misura, questa volta più nuova, che è l'Assegno Unico temporaneo: quando arriveranno i pagamenti? Una domanda retorica, perché al momento le certezze sono pari a zero e non è noto quanto si dovrà aspettare.

Misure che tra l'altro riguardano le famiglie meno benestanti che, proprio per questo, le attendono con ansia. Misure che possono cambiare il mese dell'intera famiglia dal punto di vista economico e che semplicemente devono essere pagate nelle scadenze prefissate, soprattutto se queste scadenze sono state dichiarate da INPS stessa, come accaduto in questi due specifici casi.

Ci sono anche misure che, per fortuna, vengono pagate in tempo con quanto promesso, come il Reddito di Cittadinanza, ma purtroppo anche in questo caso l'integrazione (ancora una volta a titolo di Assegno Unico) si sta facendo attendere e non si sa per quanto ancora.

Pagamenti in sospeso che dovranno essere smaltiti entro la fine dell'anno, perché con la Legge di Bilancio arriveranno nuove misure, nuove regole e nuove direttive e INPS dovrà attuarle nel minor tempo possibile. Proprio per questo l'obiettivo sembra essere quello di voler arrivare al 31 dicembre 2021 con tutte le misure emergenzialie e temporanee già erogate, senza che debbano quindi gravare sul nuovo anno.

Obiettivo che onestamente sembra essere assolutamente a portata di mano, ma che alla luce degli ultimi (ennesimi) ritardi non è da dar per scontata, soprattutto per quanto riguarda l'Assegno Unico temporaneo.

Facciamo dunque il punto della situazione e proviamo a capire cosa sta accadendo negli uffici INPS e soprattutto quando le famiglie potranno finalmente ricevere quanto gli spetta.

Se fossi interessato o interessata ad approfondire questo genere di tematiche, ti suggeriamo il canale YouTube "Redazione The Wam" che pubblica ogni giorno un nuovo video in cui approfondisce tutto ciò che riguarda bonus, sussidi e lavoro. In questo video in particolare si parla di pagamenti INPS in arrivo, tra cui ovviamente anche Rem e Assegno Unico:

Pagamenti INPS in ritardo: Reddito di Emergenza

Partiamo subito dal pagamento più discusso: il Reddito di Emergenza. Si tratta di un sussidio pensato fin dai primi tempi della pandemia (primavera 2020), durante il lockdown, messo in atto dal Governo Conte Bis che gestì la difficilissima situazione dell'inizio pandemia.

Il sussidio è stato sistematicamente riproposto dopo ogni ondata di contagi, ogni volta per circa tre mensilità. Questo è successo anche nella scorsa primavera, in particolare a maggio 2021, quando il Governo Draghi ne approvò addirittura quattro nuove mensilità nel Decreto Sostegni Bis.

Una boccata d'aria fresca per tante famiglie italiane... se non fosse che i pagamenti sono ancora in corso, le quattro mensilità non sono ancora state interamente erogate. Manca sostanzialmente l'ultima, ma il problema dei ritardi si protrae da mesi.

Luglio per fare domanda, praticamente tutto agosto per analizzarle e solo a fine agosto è arrivato il primo pagamento, praticamente tre mesi dopo il Decreto: un'eternità.

Poi a settembre è arrivato il secondo pagamento relativo al mese di luglio, mentre ad ottobre è arrivato il terzo (e per ora ultimo) pagamento relativo ad agosto 2021. Manca quindi settembre, che INPS aveva promesso di pagare entro la fine del mese di ottobre.

Non solo il pagamento non è ancora arrivato, ma non si ha la minima idea di quando possa arrivare. INPS non fornisce comunicazioni ufficiali e lascia passare i giorni senza esprimersi, neanche attraverso i canali social come è solita fare. Fine ottobre è un miraggio, ma a questo punto la prospettiva è piuttosto lunga.

Le disposizioni di pagamento potrebbero arrivare settimana prossima ed i pagamenti la settimana successiva, secondo le migliori stime.

Pagamenti INPS in ritardo: Assegno Unico

Altro pagamento in super-ritardo: l'Assegno Unico temporaneo. Una misura nata solo a giugno 2021, dopo essere stata nelle idee del Governo per alcuni mesi e non aver mai visto la luce. A luglio, poi, è arrivata anche la possibilità di fare domanda, tutt'ora attiva.

Solo nel mese di agosto, però, sono arrivati i primi pagamenti. Anche in questo caso tempi biblici e tanta incertezza, anche perché trattandosi di un aiuto nuovo INPS ci ha messo ancor più settimane ad analizzare tutte le domande ed a considerare anche i percettori di RdC, di cui parleremo in seguito.

In sostanza, l'Assegno Unico relativo ad ottobre ancora non si è visto e INPS aveva promesso di smaltire gli arretrati proprio entro tale mese. Gli arretrati sono stati effettivamente pagati, considerando soprattutto che la misura è retroattiva fino al 31 ottobre e quindi c'erano molti beneficiari in attesa di pagamenti relativi ai mesi passati.

La misura cesserà quindi a brevissimo di essere retroattiva, per cui chi volesse ottenere tutti gli arretrati deve certamente fare la domanda molto in fretta. Per chi invece farà domanda a partire dal 1° novembre 2021, spetteranno solo i pagamenti dovuti per i mesi di novembre e dicembre.

Ricordiamo che questa è solo la misura temporanea e che resterà in vigore fino al 31 dicembre, oltre il quale diventerà realtà l'Assegno Unico universale, misura simile ma rivolta ad una pleatea ben più ampia di beneficiari, in particolare famiglie con figli a carico fino ai 21 anni (e non percettori di Assegni per il Nucleo Familiare).

Ma veniamo a noi: quando verrà pagato l'Assegno Unico? Domanda che ancora una volta non ha risposta definita, ma si stima che si possa finalmente ricevere il denaro entro la metà di novembre, quando INPS avrà messo ufficialmente in pari tutti i vari beneficiari.

Così si spera, anche perchè da gennaio la misura cambia forma e INPS non vorrà avere arretrati proprio per non dover gestire due misure diverse contemporaneamente.

Pagamenti INPS in ritardo: integrazione Assegno Unico

Un altro pagamento in grande ritardo è quello dell'integrazione spettante ai beneficiari di RdC. In sostanza, chi riceve RdC può ricevere anche l'Assegno Unico, se ne possiede tutti i requisiti. Per saperlo, suggeriamo di fare riferimento alle due pagine ufficiali di queste misure.

Tra l'altro, chi riceve RdC non ha dovuto nemmeno fare domanda: l'INPS ha automaticamente processato tutte le posizioni dei beneficiari di RdC per stabilire se ci fossero i requisiti anche per l'integrazione a titolo di Assegno Unico. L'integrazione, però, non ha importo pari all'Assegno Unico ordinario, ma ribassato in base alla quota minori che già si riceve all'interno del RdC.

Anche in questo caso resta valida la retroattività della misura, motivo per cui chi è in possesso dei requisiti riceve anche tutti gli arretrati, a partire proprio da luglio. Essendo il processo di verifica dei requisiti ancora più complesso, i pagamenti sono arrivati in maniera davvero rallentata e per di più si sono sovrapposti con i normali pagamenti del Reddito di Cittadinanza.

A settembre, per esempio, il RdC è stato anticipato proprio per permettere a INPS di erogare in tempo anche l'integrazione, mentre ad ottobre ciò non è avvenuto. Il problema non è questo, ma è che piuttosto il pagamento dell'integrazione non è arrivato proprio.

Non si sa quanto dovranno attendere ancora i beneficiari, ma ciò che è certo è che anche in questo caso INPS sta accumulando numerosi ritardi che finiranno per dover essere smaltiti per forza entro fine anno, in un modo o nell'altro.

Pagamenti INPS: il RdC resta puntuale

Se quindi l'integrazione non si sa proprio quando possa arrivare, con il fastidioso silenzio dell'INPS anche su questa questione, almeno il Reddito di Cittadinanza è arrivato con le solite scadenze, quelle previste dalla legge.

Il Reddito di Cittadinanza è infatti un sussidio strutturale, motivo per cui c'è una data fissa di pagamento per tutte le mensilità. Si tratta del 15 e del 27 del mese.

Il 15 ottobre hanno infatti ricevuto la misura i beneficiari che attendevano il primo pagamento in assoluto, il primo pagamento dopo il rinnovo o il primo pagamento dopo aver aggiornato la Dichiarazione ISEE.

Il 27 ottobre hanno invece ricevuto i pagamenti tutti gli altri soggetti, con in particolare pagamenti intorno all'ora di pranzo, come in genere accade. Chi però non avesse ancora ricevuto la misura non si deve preoccupare, sempre per legge INPS ha fino al 31 del mese per erogare il pagamento e dunque c'è ancora il tempo tecnico affinché l'erogazione arrivi in tempo con la scadenza prefissata.

Pagamenti INPS futuri: prospettive

Le prospettive per quanto riguarda i pagamenti INPS sono piuttosto negative: ritardi su ritardi, promesse non mantenute e problemi nel gestire le misure nuove.

Non sappiamo bene cosa accadrà nel 2021, perché ci sono ancora moltissime questioni da definire, ma ciò che è certo è che di questo passo INPS non riuscirà a smaltire tutti gli arretrati ed anche l'implementazione delle nuove misure sarà lenta e per molti cittadini esasperante.

Il Reddito di Emergenza, in realtà, non verrà prorogato (anche perché al 31 dicembre 2021 potrebbe terminare lo stato di emergenza) e dunque non dovrebbe più essere un problema per INPS.

Il Reddito di Cittadinanza ed il suo legame con l'Assegno Unico invece proseguiranno, quindi ci sarà da capire se i criteri saranno i medesimi ed anche se i pagamenti saranno trattati allo stesso modo e con la totale inaffidabilità da parte dell'istituto.

Per maggiori dettagli rimandiamo ad articoli futuri, in cui certamente ci saranno molte più informazioni sull'Assegno Unico universale in vigore da gennaio ed anche sul legame con il Reddito di Cittadinanza.