Come sempre, ormai, giunti circa alla metà del mese, ci si chiede quando avverranno i pagamenti del Reddito di Cittadinaza. Se durante i mesi scorsi si era scatenata un po’ di confusione e dubbi circa a possibili anticipi delle ricariche, per il mese di novembre non dovrebbero esserci novità “particolari” da cambiare totalmente le date a cui siamo abituati.

Pertanto, dopo la confusione dello scorso mese è giusto che i cittadini percettori del Reddito di Cittadinanza sappiamo con certezza quando arriverà la ricarica di novembre.

Il vento del dubbio è stato dirompente non soltanto per via delle date dei pagamenti, ma anche perché la misura, dal prossimo anno, navigherà in altre acque. Infatti, sono previsti cambiamenti molto importanti, seppur non radicali, che andranno ad incidere - e di molto - soprattutto sui controlli preventivi dei requisiti posseduti dai possibili beneficiari, al fine di evitare che i cosiddetti “furbetti” percepiscano una misura che non gli spetta. 

Ma procediamo con ordine, andando ad analizzare prima di tutto le date dei pagamenti del mese di novembre; successivamente, andremo a ragionare su tutte le novità previste per il prossimo anno e su quale sarà il nuovo volto della misura.

Reddito di Cittadinanza: date dei pagamenti di novembre 2021!

Come di norma accade, l’Inps eroga i pagamenti del Reddito di Cittadinanza il 15 di ogni mese per coloro che ricevono il sussidio per la prima volta e il 27 di ogni mese per tutti gli altri che beneficiano della misura già da molti mesi. 

Generalmente, quindi, le date sono queste due. Nei mesi precedenti ci sono stati molti dubbi in proposito, per via dei pagamenti dell’Assegno temporaneo per figli minori, in quanto si è verificato un anticipo sulla consueta tabella di marcia durante il mese di settembre. 

Pertanto, lo scorso mese di ottobre si è verificato un clima di profonda confusione tra i beneficiari della misura, in quanto di pensava che quella dell’anticipo dei pagamenti fosse ormai una prassi consolidata. Non bisogna dimenticare, in tutto questo, che le notizie circolanti sul web non hanno fatto altro che aumentare i dubbi, oltre che dare aspettative sbagliate.

In ogni caso, è bene concentrarci sul mese di novembre. Iniziamo dai nuovi percettori della misura, ovvero coloro che hanno richiesto il Reddito di Cittadinanza entro il 31 ottobre del 2021. Come sempre i nuovi percettori e coloro che hanno rinnovato la misura, riceveranno l’accredito a partire dal 15 del mese. E il mese di novembre non fa eccezione. Infatti, a partire dal 15 di novembre sono iniziati i primi pagamenti del Reddito di Cittadinanza.

È bene sottolineare che tutti coloro che hanno presentato la domanda per ricevere l’incentivo a partire dal 1° novembre 2021 in poi, riceveranno la ricarica dal mese successivo, ovvero da dicembre. 

E per i vecchi percettori - per così dire? Nel loro caso, il giorno mensile prefissato cade il 27. Tuttavia, nel mese di novembre la giornata del 27 cade di sabato. Per questo motivo, i pagamenti sono attesi per il giorno prima, cioè venerdì 26 novembre 2021.

Reddito di Cittadinanza: pagamento di novembre in anticipo?

È bene ribadire sin da subito che si tratta di una casualità. Quando i giorni prefissati sia per i vecchi che per i nuovi beneficiari cadono di sabato oppure di domenica, in genere, l’Inps anticipa la data dei pagamenti. Cosa che potrebbe tranquillamente avvenire anche per il mese di novembre.

Infatti, si ricorda che l’anticipo, in questo caso, avviene a causa della cadenza settimanale della giornata prevista del pagamento, che capita per il mese di novembre di sabato. Pertanto, i pagamenti del Reddito di Cittadinanza avvengono seguendo il solito calendario prefissato, senza anticipi per altri motivi. 

In ogni caso, si consiglia sempre di visualizzare la propria area personale, accedendo sul sito dell’Inps e autenticandosi utilizzando una identità digitale. Si ricorda che i vecchi Pin Inps sono stati dismessi a partire dal 30 settembre del 2021 e, quindi, bisogna necessariamente essere in possesso del Sistema Pubblico di Identità Digitale (Spid), della Carta di Identità Elettronica (Cie) oppure della Carta Nazionale dei Servizi (Cns).

Infatti, sul sito teleclubitalia.it:

“Per conoscere alcuni dettagli sul sussidio di cittadinanza bisognerà accedere al sito dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale nella sezione “Prestazioni e Servizi / Prestazioni / Reddito di Cittadinanza e Pensione di Cittadinanza””.

Ma analizziamo quali sono gli altri metodi per controllare lo stato dei pagamenti.

Reddito di Cittadinanza: ecco come verificare lo stato dei pagamenti!

Ovviamente, è sempre bene tenere presente che non tutti i beneficiari riceveranno la ricarica nello stesso momento. Questo avviene per il Reddito di Cittadinanza, così come avviene, per esempio, per il Reddito di Emergenza

Pertanto, esiste un modo per controllare la propria situazione personale: è sufficiente andare a verificare che il proprio pagamento sia stato emesso. 

Come abbiamo anticipato nel paragrafo precedente per verificare la propria situazione, è necessario accedere sul portale dell’Inps e verificare il fascicolo nella propria area riservata. Ovviamente, è superfluo dirlo, ma ognuno può accedere sul sito dell’Inps e verificare il proprio stato ogni qual volta ne sente la necessità.

Ma non è possibile verificare lo stato del pagamento soltanto telematicamente, sul sito dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Esistono anche altri metodi, soprattutto per chi riscontra problemi di collegamento, chi non può o non sa utilizzare gli strumenti digitali. 

Ma quali sono? Si può telefonare al numero verde così come è indicato sul sito insindacabili.it:

“Il Numero Verde del reddito di cittadinanza è sempre l’800.666.888 – Una voce registrata ci seguirà per la consultazione dei dettagli relativi alla RdC Card”.

Reddito di Cittadinanza: come cambierà la misura dall’anno prossimo?

Non manca molto al nuovo anno 2022 e, considerate le polemiche e le novità previste per la misura, i percettori del Reddito di Cittadinanza si stanno chiedendo su quale sarà il suo futuro. 

Il Reddito di Cittadinanza non sarà abolito, come molti chiedevano e non sarà neppure riformato strutturalmente, come d’altra parte si aspettavano molti altri. La misura è destinata a rimare, tra amore e odio, tra avversione e benevolenza. 

Tuttavia, non mancheranno alcune modifiche, soprattutto in termini di prevenzione dai cosiddetti "furbetti". Infatti, soprattutto negli ultimi mesi sono spuntate più del solito percezioni illecite della misura.

Proprio per questo motivo - ma anche per molti altri - alcune parti politiche e anche una parte del popolo stesso, stanco di questa situazione, ne aveva chiesto l’eliminazione. Ma se, inizialmente, si era intravista la volontà di riformare completamente la misura, per adesso, è bene ricredersi. Infatti, il Reddito di Cittadinanza resterà in vigore, è stato rifinanziato, ma sono stati apportati alcuni correttivi nella speranza di evitare una situazione che non va più molto bene a molti. 

I punti fondamentali sono due: il lavoro e i controlli

In tema di controlli, saranno effettuati preventivamente, in modo più approfondito rispetto ad ora. Si legge, infatti, sul sito ticonsiglio.com che:

“L’INPS dovrà provvedere ogni anno a una verifica dei requisiti”.

E, inoltre, che:

“Le verifiche saranno fatte sui requisiti di residenza e soggiorno dei richiedenti. Poi, i controlli saranno effettuati a campione dai Comuni, con l’aiuto dell’INPS che dovrà controllare preventivamente i dati anagrafici, di residenza, soggiorno e cittadinanza tramite le proprie banche dati”.

Insomma, una ricetta apparentemente molto convincente, in grado di garantire molta più sicurezza in tema di controlli rispetto ad ora. 

Il secondo punto riguarda, invece, il lavoro. Una questione non di secondo piano, bensì molto dibattuta. Si ricorda che il Reddito di Cittadinanza ha la doppia funzione: dare un sostegno al reddito alle famiglie più in difficoltà e inserire i percettori nel mondo del lavoro. 

Soltanto il primo dei due obiettivi ha egregiamente funzionato, al punto di far diventare il Reddito di Cittadinanza una vera e propria misura assistenziale.

Pertanto, si sono resi necessari cambiamenti anche su questo fronte. In che modo? Chi rifiuterà una delle due offerte di lavoro proposte perderà il diritto a ricevere la misura. Un limite in più rispetto ad ora: le proposte scendono, infatti, da tre a due.

Per conoscere tutte le altre novità per il 2022 si consiglia di leggere l’articolo: Reddito di Cittadinanza 2022: riconfermato con qualche però!

Ma le novità non finiscono qui; e sui Navigator?

Reddito di Cittadinanza e Navigator: dal 2022 non ci saranno più!

Un altro cambiamento importante sul Reddito di Cittadinanza si riferisce all’addio dei Navigator dal prossimo anno. I contratti dei circa 2500 Navigator non saranno prorogati nel 2022, ma scadranno il 31 dicembre 2021.

Ma ricordate chi sono i Navigator? Innanzitutto, i Navigator sono nati al fianco del Reddito di Cittadinanza. Infatti, il loro obiettivo è quello di essere un anello di congiunzione tra chi percepisce l'incentivo del Reddito di Cittadinanza e le imprese e aziende che offrono un lavoro.

Pertanto, i Navigator devono affiancare i Centri per l'impiego, impegnandosi a creare un percorso di inserimento lavorativo ai disoccupati e agli inoccupati che percepiscono il Reddito di Cittadinanza

I Navigator, spesso anche dimenticati, hanno ricevuto moltissime critiche, in quanto, come abbiamo detto in precendenza, uno dei fallimenti additati al Reddito di Cittadinanza è proprio quello lavorativo.

Per il prossimo anno questa figura verrà tagliata e, quindi, i contratti di lavoro scadranno alla fine di quest'anno.

Il loro posto sarà preso dalle Agenzie interinali, cioè le Agenzie del Lavoro. Per conoscere altri dettagli sui Navigator, sulla loro funzione e sul perché dovremo dirgli addio il prossimo anno 2022, vi consiglio di leggere l'articolo Reddito di Cittadinanza: addio ai navigator dal 2022!