Tutte le imprese colpite dalle pesanti restrizioni imposte e dalle chiusure stanno in questi giorni attendendo con ansia l'approvazione del nuovo decreto ristori 5, cioè quello che è stato ormai parecchie volte pubblicizzato da politici e ministri come il “decreto salva imprese”, che appunto dovrebbe essere focalizzato soprattutto sugli aiuti alle partite Iva e alle attività più penalizzate, superando finalmente anche quei limiti che avevano contrassegnato i precedenti ristori, come ad esempio gli aiuti legati strettamente ad alcune tipologie di attività con determinati codici ateco, ma anche i paletti imposti dal colore della regione nella quale si ha la sede. 

Il Ministro dell'economia Gualtieri con l'occasione dell'approvazione al Senato del nuovo scostamento di bilancio da 32 miliardi di euro ha colto l'occasione per illustrare a grandi linee quali sono le intenzioni del Governo e a chi sono destinati principalmente i prossimi contributi.

In particolare ha parlato della volontà di adottare un nuovo criterioperequativo” cioè che dovrebbe penalizzare meno chi già fino ad ora non è riuscito ad ottenere nessun aiuto ma continua comunque ad essere in difficoltà economica.  Dividere quindi i fondi in maniera più omogenea ed equa con il superamento dei limiti imposti proprio dai codici ateco e al colore delle regioni, guardando soprattutto al calo di fatturato in termini più ampi e considerando un maggiore intervallo temporale per valutare le perdite. 

Il Ministro però ha parlato anche del fatto che gli aiuti saranno a breve termine, cioè che questo potrebbe essere tra gli ultimi decreti a stanziare bonus e contributi straordinari legati all'emergenza, in vista di una ripartenza e delle riaperture delle attività che però ancora si trovano nella completa incertezza e a dover rispettare le pesanti limitazioni

Il decreto ristori 5 doveva essere approvato già la scorsa settimana, ma la crisi politica, ed ora anche le dimissioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte,  tutte le decisioni sembrano essere rallentate o peggio, bloccate. Ovviamente prima si dovranno risolvere le altre priorità nell'agenda di Governo.

Ancora oggi dunque c'è incertezza sull'esatta data entro la quale si potrà riunire il Consiglio dei Ministri per approvare tutte le misure contenute nella bozza del decreto. Molte categorie tra cui lavoratori autonomi, titolari di imprese, commercianti, e disoccupati dovranno così rimanere in attesa e sperare solo che questo avvenga prima possibile.

Nel frattempo però si può dare uno sguardo anche ai bandi regionali che ultimamente sono stati pubblicati proprio per nuovi contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e sgravi fiscali per imprese, autonomi e liberi professionisti, per verificare quale opportunità è possibile cogliere per ricevere qualche beneficio. 

Partita Iva: arrivano contributi senza limite dei codici Ateco

Nel nuovo decreto è ormai ufficiale che saranno presenti nuove misure per aiutare le aziende in crisi, e questa volta probabilmente il contributo arriverà per molte altre categorie che prima ne erano state escluse, grazie alla rimozione del paletto imposto che riguardava il codice ateco dell'attività

Ad ogni partita Iva infatti all'atto della apertura e dell'iscrizione viene assegnato un apposito codice che identifica con una combinazione di lettere e numeri il tipo di attività prevalentemente svolta. Proprio lo stesso codice che fino ad oggi il governo ha pensato di indicare per decidere quali fossero i settori da aiutare, inserendoli nella lista dell'agenzia delle entrate al momento della richiesta del contributi a fondo perduto.

Ovviamente quello che si è verficato è che, già a partire dai primi decreti, il sistema ha escluso automaticamente moltissimi soggetti che avrebbero comunque avuto diritto all'accesso ai fondi. Nonostante nel corso dell'emergenza ogni volta ne siano stati aggiunti di nuovi ampliando così di volta in volta l'elenco, è inevitabile che certe categorie siano state sempre ignorate. La stessa cosa si è verificata con la decisione di erogare i bonus esclusivamente alle partite Iva che avevano la propria attività nelle regioni comprese nelle zone rosse.

Questo è stato penalizzante soprattutto per chi rientrava in zona arancione perchè, nelle stesse zone, pur non essendoci stato un vero e proprio lockdown, il decreto del Ministero della salute e del Presidente del Consiglio aveva comunque imposto sia la chiusura di molte attività che la limitazione agli spostamenti dei cittadini.

E di conseguenza le stesse attività sono state profondamente danneggiate, nonostante il periodo natalizio, che però ha fatto impennare le vendite online, come era prevedibile, e nonostante l'incentivo di stato dell'iniziativa cashback di dicembre che doveva essere anche un modo per incrementare le vendite dei negozi locali

I nuovi contributi potrebbero funzionare esaminando esclusivamente i limiti di calo del fatturato del 33% o forse più. Un requisito che è stato sempre fondamentale per accedere agli aiuti, e in questo caso il periodo di riferimento da prendere in considerazione sarà su sei mesi precedenti alla domanda e rapportato al 2019.

Resta evidente anche la volontà di identificare e tracciare i soggetti che fino ad oggi hanno già ricevuto i bonus, cercando appunto di dare la precedenza a coloro che invece non sono riusciti in passato ad accedere alle misure.

In questo modo, come assicurato anche dal vice Ministro Misiani:

“Il nuovo meccanismo garantirà l’inclusione di tutte le imprese che hanno subito cali significativi del fatturato annuale rispetto al 2019, in una logica perequativa che vada a favore delle realtà “che hanno ricevuto meno aiuti nel corso del 2020 o non ne hanno ricevuti affatto”. 

Parole che hanno rassicurato anche durante l'incontro con Confesercenti così come la volontà di includere nella riqualificazione urbana anche la riconversione delle imprese di vicinato.

Partita Iva e autonomi: i contributi e bonus regionali in scadenza 

In attesa della definizione completa di tutti i dettagli che saranno presenti nel testo del nuovo decreto, ci sono anche altre opportunità che riguardano, i professionisti, gli imprenditori e la categoria delle partite Iva ed imprese in generale. Molti possono già accedere ad altre agevolazioni quali, contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati, e bonus stanziati dalle regioni, dai comuni e dagli enti locali

Le novità sono molte ed in continuo aggiornamento sui portali istituzionali delle regioni italiane che stanno autonomamente già distribuendo una serie di aiuti riguardanti le categorie che sono in difficoltà per sostenere l'imprenditoria locale e cercare di scongiurare la chiusura delle attività commerciali e di quelle ad esse collegate. Non solo commercio e ristoratori, in molti casi gli aiuti saranno destinati anche ai liberi professionisti ed autonomi iscritti o non a determinati ordini professionali. 

Un pacchetto di indennizzi, nuovi contributi a fondo perduto mirati e bonus “una tantum”. Oltre alle previste agevolazioni sull'accesso al credito, fondi per rifinanziare mutui e prestiti e moratorie sulle eventuali rate scadute non pagate. 

Per quanto riguarda i bonus: quello più a breve scadenza è in Puglia, e riguarda i lavoratori autonomi, le partite iva e i collaboratori con contratto co.co.co che potranno avere 2.000 euro di contributo. Attenzione però perchè i termini per la richiesta scadranno a breve e precisamente il prossimo 29 gennaio

La Toscana invece ha riaperto il bando dedicato a categorie svantaggiate di disoccupati causa covid. Un bonus per i tirocinanti aspiranti professionisti che hanno dovuto sospendere la propria formazione a causa della chiusura. Per questa categoria accedendo alla richiesta si può ottenere un indennizzo fino a due mesi, in base all'effettiva interruzione dell'attività svolta, si può consultare il regolamento per verificare di essere in possesso dei requisiti, le domande sono state riaperte il 14 gennaio e saranno concesse fino a esaurimento fondi, quindi è bene fare domanda prima possibile.

Sempre in Toscana è attivo e in scadenza il 29 gennaio il bando per la concessione di contributi a fondo perduto destinati ad ambulanti. Le imprese con i requisiti richiesti potranno ricevere fino a 2.500 euro dalla regione.

In Emilia Romagna invece sono attivi contributi per le attività di ristorazione che concederanno fino a 3.000 euro. Le domande saranno gestite dalla camera di commercio e la scadenza prevista è per il 17 febbraio 2021.

L’Umbria mette a disposizione un bonus una tantum da 1.500 euro per autonomi, da richiedere online sul portale regionale entro il 26 febbraio.

Dalle Regioni: finanziamenti, moratorie e credito agevolato per partite Iva 

Dalle regioni le novità riguardano anche il credito agevolato per le piccole e medie imprese per far fronte alle spese ed arginare l'indebitamento.

Ad esempio la Lombardia, con “credito ora” che ha stanziato un fondo di 22 milioni di euro destinato all'erogazione di prestiti per liquidità dedicato ai professionisti e i lavoratori autonomi di alcuni settori.

Si potranno quindi ottenere fino a 30.000 euro con interessi agevolati al 3%. Anche questo è soggetto a limiti temporali essendo stato riaperto il 12 gennaio infatti concederà il finanziamento in base all'ordine cronologico delle domande fino ad esaurimento. 

Il Piemonte per aiutare i liberi professionisti e le aziende in difficoltà con i cali di fatturato ha invece stanziato fondi da erogare in contributi dedicati al sostegno sui mutui e alla liquidità. Al momento ci sono fino a 7.500 euro per gli autonomi,  da richiedere prima possibile perchè le risorse sono in esaurimento. Tramite il bando ufficiale pubblicato sul sito Finpiemonte

Il Friuli Venezia Giulia in collaborazione con l'istituto bancario Mediocredito prevede la concessione di credito agevolato per tutti i professionisti e artigiani che hanno la propria sede in regione. Finanziamenti  “anticrisi” che potranno essere utilizzati per la formazione, per liquidità,  ma anche per l'inizio di una nuova attività. In questo caso non sono previste scadenze per le domande che andranno presentate tramite portale 

In Veneto sono attive misure per garantire prestiti a tasso zero, micro credito per imprese e contributi per le nuove startup e per i giovani agricoltori.

Oltre a nuovi ristori in via di approvazione che saranno concessi ad attività sportive, turistiche, culturali e ad imprese fieristiche ed ambulanti.  

La Calabria invece sta per aprire ufficialmente le domande per la concessione di contributi a sostegno delle imprese, soprattutto quelle che riguardano le attività di intrattenimento come cinema, discoteche e teatri, ma anche attività economiche collegate alle scuole e al turismo presenti all'interno degli aeroporti. Queste imprese potranno ricevere fino a 10.000 euro grazie al bando “Ristora Calabria”

Infine ricordiamo che per le attività già esistenti o di nuova costituzione delle regioni del sud Italia e  è attivo il bando “Resto al Sud” un'iniziativa che garantisce incentivi economici fino a 50.000 euro per la creazione di imprese, ma anche da richiedere per liquidità aggiuntiva dei liberi professionisti e delle partite Iva già iscritte. Nello stesso progetto è attivo anche l'incentivo “Resto Qui” pensato per ampliare i beneficiari alle zone terremotate del sisma 2016/17, includendo così oltre alle regioni del sud anche 116 comuni in più appartenenti a Marche, Lazio ed Umbria.