Più tempo per richiedere l’esonero contributivo INPS per le Partite Iva. Con il messaggio numero 2761 del 29 luglio scorso, l’Istituto ha esteso i termini di presentazione delle domande a causa dei ritardi nell’adozione dei provvedimenti attuativi:

considerando il ritardo nella stesura e pubblicazione del decreto attuativo della misura, la presentazione della domanda di esonero (…) dovrà avvenire a pena di decadenza entro il 30 settembre 2021.

La scadenza originale, invece, era fissata al 31 luglio 2021. Ma per poter richiedere l’azzeramento dei contributi da versare all’INPS, le Partite Iva dovranno attendere ancora: mancano, infatti, le istruzioni INPS per la presentazione delle istanze. Il decreto attuativo del Ministero del Lavoro è arrivato, ma la proroga è inevitabile.

Vediamo come funziona l’esonero contributivo INPS per le Partite Iva, chi può richiederlo, quali sono i requisiti e come si presenta la domanda (in attesa della pubblicazione delle istruzioni INPS).

Partita Iva, cos’è l’esonero contributivo INPS?

L’esonero contributivo è una misura che era stata introdotta dalla Legge di Bilancio approvata dal vecchio Governo guidato da Giuseppe Conte, ma non aveva ancora trovato piena attuazione dal Ministero competente. Una successiva norma inserita nel decreto Sostegni bis, inoltre, ha rifinanziato la misura, in attesa del decreto attuativo.

Inizialmente, il Governo Conte bis aveva deciso di stanziare un miliardo di euro per garantire l’anno bianco fiscale per Partite Iva, autonomi, artigiani, commercianti e coltivatori che possano dimostrare di aver risentito della crisi economica legata alla diffusione del Covid-19. 

Il decreto Sostegni bis, approvato dal Governo Draghi e convertito in legge dal Parlamento, invece, ha deciso di prorogare soltanto l’esonero “parziale” dei contributi per le suddette categorie di lavoratori, innalzando le risorse disponibili a 2,5 miliardi di euro.

Scopriamo, quindi, quali sono i requisiti per richiedere l’anno bianco, come funziona lo sgravio contributivo, a chi spetta e come si può ottenere.

A chi spetta l’esonero contributivo? 

Più tempo, quindi, per poter richiedere l’esonero contributivo INPS per tutte le categorie di lavoratori che potranno beneficiare della misura. Come ha spiegato l’INPS nel messaggio 2761 del 29 luglio scorso, infatti, possono richiedere l’esonero contributivo solo alcune categorie di soggetti:

  • lavoratori autonomi e Partite Iva;
  • professionisti iscritti alle forme previdenziali INPS;
  • artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri iscritti alle gestioni autonome speciali;
  • lavoratori iscritti alla Gestione separata;
  • medici, infermieri e professionisti di cui alla legge numero 3 dell’11 gennaio 2018.

Per poter richiedere l’esonero “parziale” dei contributi, però, è necessario soddisfare anche alcuni requisiti.

Esonero contributivo INPS: i requisiti

A fissare i requisiti di accesso all’esonero “parziale” del versamento dei contributi per gli autonomi è stato il decreto attuativo del Ministero del Lavoro, che ha ottenuto l’approvazione della Commissione Europea senza aver subìto alcuna modifica. Sostanzialmente, quindi, sono stati confermati i requisiti originari.

Possono accedere all’esonero dei contributi al 100% fino a un massimo di 3.000 euro – superata la cui soglia l’esonero diventa “parziale” – i lavoratori sopra elencati che soddisfano gli ulteriori seguenti requisiti:

  • i lavoratori o i soggetti che nell’anno di imposta 2019 hanno regitrato un reddito complessivo inferiore a 50 mila euro;
  • i soggetti che nel corso del periodo pandemico, ovvero nel 2020, hanno registrato delle perdite di fatturato di importi non inferiore al 33% dei corrispettivi rispetto all'anno 2019;
  • i soggetti che, nel momento di presentazione della istanza, non siano titolari di contratti di lavoro subordinato o di pensione diretta.

Sono esclusi, invece, i titolari di Partita Iva la cui attività sia stata avviata nel 2020.

Esonero contributivo, le novità introdotte dal decreto Sostegni bis

Oltre ai suddetti requisiti, il decreto Sostegni bis ha in parte modificato la normativa relativa all’esonero contributivo, rendendolo di fatti “parziale”. È possibile godere dell’azzeramento contributivo soltanto qualora la soglia sia inferiore al limite fissato a 3.000 euro: oltre tale soglia, invece, i contributi vanno versati.

Specifica il decreto emanato dal Ministero del Lavoro lo scorso 17 maggio 2021:

L’esonero parziale dei contributi (…) spetta nel limite massimo individuale di 3.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile per ciascun lavoratore autonomo o professionista.

Inoltre, il decreto Sostegni bis ha introdotto un ulteriore requisito per poter richiedere l’anno bianco fiscale: i lavoratori autonomi, le Partite Iva e i beneficiari della misura devono essere in regola con il versamento dei contributi.

Anche per questo motivo, non sarà necessario presentare il DURC Online, in quanto sarà l’INPS stesso o la cassa previdenziale di riferimento a provvedere al controllo d’ufficio a partire dal 1° novembre 2021.

Grazie a una norma inserita nel decreto Sostegni bis, le risorse sono state innalzate da un miliardo a 2,5 miliardi di euro per il 2021.

Partita Iva, più tempo per richiedere l’esonero contributivo

Il decreto attuativo dell’esonero contributivo doveva essere approvato entro i primi giorni del mese di marzo, ovvero a circa 90 giorni dalla pubblicazione della Manovra in Gazzetta Ufficiale, ma invece è stato approvato dal Ministero del lavoro lo scorso 17 maggio e successivamente pubblicato a luglio, dopo il via libera dell’Antitrust europeo

Il suddetto decreto ha fissato i requisiti e le scadenze per la presentazione della domanda. A causa del grave ritardo rispetto ai tempi prestabiliti, e in assenza delle istruzioni INPS per la presentazione della domanda, si è resa ancor più che necessaria la proroga delle scadenze per inoltrare le richieste.

Basti pensare che i lavoratori autonomi avrebbero avuto soltanto pochissime ore per poter richiedere il beneficio entro i termini originari, fissati al 31 luglio 2021. Perciò, l’INPS – con la comunicazione numero 2761 del 29 luglio scorso – ha esteso la scadenza.

Esonero contributivo INPS e rimborso: le nuove scadenze

È previsto un doppio binario per le scadenze, le cui date da segnare in rosso sul calendario sono le seguenti:

  • entro il 30 settembre 2021 (originariamente era entro il 31 luglio) i lavoratori iscritti all’INPS che soddisfano i requisiti richiesti potranno richiedere l’esonero;
  • entro il 31 ottobre 2021 i professionisti con cassa che soddisfano le condizioni di cui sopra potranno richiedere l’esonero.

Per quanto riguarda le domande di rimborso per gli eventuali contributi già versati, invece, il termine ultimo per la presentazione delle istanze è fissato al 30 novembre 2021.

Come richiedere l’esonero dei contributi all’INPS?

Non sono ancora state chiarite le istruzioni per la presentazione delle domande per le richieste dell’esonero contributivo. Spetterà all’INPS emanare le direttive per la compilazione.

Nel frattempo, comunque, l’Istituto ha chiarito nel messaggio del 29 luglio scorso che i soggetti beneficiari dell’agevolazione:

(…)  devono presentare apposita istanza di esonero da inviare all’Istituto.

In considerazione dei ritardi nell’adozione dei provvedimenti attuativi, comunque, la certezza è che tutti i beneficiari potranno godere di più tempo per inoltrare le richieste.

Partita Iva, nuovo bonus ISCRO da 800 euro: come funziona?

Al pari dell’anno bianco fiscale, per sostenere le Partite Iva e i professionisti, il Governo ha deciso di introdurre anche un altro bonus per le Partite Iva. Si tratta della cassa integrazione per i lavoratori autonomi, ovvero del bonus ISCRO, che prevede un’indennità fino a 800 euro.

Nel dettaglio, è prevista la corresponsione di un assegno mensile che viene corrisposto per un massimo di sei mesi, dal valore variabile da 250 euro fino a 800 euro. Per poter ottenere il bonus ISCRO, però, occorre soddisfare alcune condizioni.

Istituito per un periodo complessivo di tre anni, in sperimentazione, questo bonus può essere richiesto entro il 31 ottobre di ogni anno.

Partite Iva e bonus ISCRO: i requisiti per richiederlo

La nuova cassa integrazione per gli autonomi spetta soltanto ad alcune categorie di lavoratori che soddisfano i requisiti fissati dalla legge. In particolare, per richiedere ISCRO occorre soddisfare le seguenti condizioni:

  • aver registrato delle perdite, nel corso dei tre anni che precedono l'anno di effettuazione della domanda, pari o superiore al 50% dei corrispettivi;
  • possedere un reddito che non superi la soglia degli 8.145 euro all’anno;
  • possedere una Partita Iva da almeno quattro anni.

L’assegno mensile fino a 800 euro spetta sia ai lavoratori autonomi con Partita Iva, sia ai lavoratori che hanno sottoscritto un contratto di co.co.co, purché non siano già beneficiari del reddito di cittadinanza o titolari di pensione.

ISCRO, importi variabili: come si calcolano?

Come abbiamo detto, il bonus ISCRO non prevede un assegno dal valore fisso, ma un credito variabile. Per calcolare quanto spetta ogni mese è possibile eseguire una particolare operazione.

Tenendo conto dell’ultimo reddito dichiarato all’Agenzia delle Entrate, occorre calcolare il 25% di quest’ultimo su base semestrale. Il risultato, comunque, deve essere compreso tra i 250 euro e gli 800 euro.

I limiti degli importi verranno poi rivalutati di anno in anno sulla base della variazione dei prezzi al consumo stilata dall’ISTAT. Ricordiamo, infine, che è possibile richiedere il bonus ISCRO una sola volta per tutti i tre anni di sperimentazione.

Come richiedere ISCRO

Per richiedere la cassa integrazione per lavoratori autonomi è necessario sfruttare una delle seguenti modalità per la presentazione delle domande:

  • il sito web dell’INPS;
  • gli enti di Patronato;
  • il Contact Center Integrato dell’INPS.

In sede di presentazione della domanda occorre autocertificare i redditi prodotti nei tre anni precedenti, i quali saranno poi sottoposti a opportune verifiche.