Il DL Sostegno, finalmente approvato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, introduce una cospicua schiera di aiuti per i titolari di Partita Iva.

Tra le ultime novità, la possibilità per alberghi, bar e ristoranti di avere uno sconto del 30% sul canone Rai. Mentre, tutte le attività commerciali (praticamente chiunque abbia allacciate utenze elettriche non domestiche) avranno uno sconto sui costi delle bollette per tre mesi.

Inoltre, sono state approvate le nuove modalità di erogazione dei contributi a fondo perduto per il 2021 che dovrebbero essere pronti già il mese prossimo.

Ancora, per le Partite Iva è stata pensata l’erogazione di un bonus ISCRO per coprire le perdite dei prime tre mesi dell’anno in corso.

Andiamo a vedere tutte le novità e le agevolazioni che il Decreto introduce per le Partite Iva e soprattutto come ottenere lo sconto sulle bollette e il canone Rai.

Un nuovo sconto su canone Rai e bollette

Per quanto riguarda il canone Rai il testo del decreto stabilisce che tutte le strutture ricettive e di somministrazione di cibo e bevande possano avere uno sconto del 30% sulla tassa. Lo sconto, per cui lo Stato ha stanziato 25 milioni di euro, sarà applicaato anche ai versamenti per il pagamento del canone effettuati prima dell’entrata in vigore del decreto e sarà riscuotibile sotto forma di credito di imposta.

Per chi non sapesse cos'è il credito di imposta può essere utile il video Youtube di Dr. Piero Pozzana dedicato all'argomento:

Per i pagamenti successivi, qualora la misura restasse in vigore, dovrebbe invece trattarsi direttamente di uno sconto sulla cifra da pagare.

Per abbassare i costi delle bollette della luce sono invece stati stanziati dal governo ben 600 milioni di euro. Il provvedimento ha una platea di beneficiari più allargata del precedente, perché ad usufruire dello sconto sono tutte le attività commerciali non solo ristoranti e locali, ma anche i negozi, insomma, tutte le utenze non residenziali.

La riduzione dell’importo delle bollette sarà applicata dal 1 aprile al 30 giugno 2021. Non sarà un bonus di cui fare richiesta, ma una tariffa speciale a uso transitorio per i contratti di energia elettrica ad uso non domestico.

Le misure fanno parte del pacchetto di aiuti destinato ai titolari di Partita Iva, che sono stati tra le categorie su cui più duramente si è abbattuta la crisi a cui il governo Draghi dice di voler dare il sostegno maggiore.

A chi spetta il contributo a fondo perduto per Partita Iva

Oltre a queste misure il DL Sostegno ha anche approvato le nuove modalità di assegnazione dei contributi a fondo perduto per le Partite Iva che hanno subito perdite di fatturato durante la pandemia.

Per quanto riguarda i contributi, le grandi differenze introdotte dal governo Draghi vertono su due punti principali: l’allargamento della schiera degli aventi diritto e il cambio delle modalità di calcolo dell’importo.

In primo luogo, gli aiuti non saranno più assegnati sulla base dei codici Ateco, questo vuol dire che il contributo sarà elargito a tutte le Partite Iva, anche chi, come i liberi professionisti, era rimasto fuori dai precedenti ristori.

In secondo luogo, l’anno scorso il requisito per richiedere il contributo a fondo perduto era una riduzione di fatturato di almeno il 33%, calcolato confrontando i ricavi di aprile 2019 con quelli di aprile 2020.

Il contributo a fondo perduto 2021 sarà invece erogato ai titolari di Partita Iva con un calo di fatturato di almeno il 30%, che dovrà essere calcolato mettendo a confronto tutte le entrate del 2019 con quelle del 2020.

Per stabilire l’importo si applicherà poi una percentuale al calo medio mensile di fatturato del 2020, stabilità sulla base di cinque fasce di fatturazione relative ai dati del 2019.

Parlando di in parole semplici, una volta fatta la differenza tra il fatturato del 2019 e quello del 2020, dovete dividere la cifra per 12 (che sono i mesi dell’anno) e otterrete l’importo del calo di fatturato medio mensile del 2020. A questo numero dovrete applicare le seguenti percentuali per stabilire la cifra di contributo a fondo perduto a cui avete diritto:

  • il 60%, se nel 2019 il vostro fatturato non superava i 100.000 euro;
  • il 50%, per i fatturati tra 100.000 e 400.000 euro;
  • il 40%, per i fatturati tra 400.000 e 1.000.000 di euro;
  • il 30%, per i fatturati tra 1.000.000 e 5.000.000 di euro;
  • il 20%, per i fatturati tra 5.000.000 e 10.000.000 di euro.

L’importo massimo erogato come contributo a fondo perduto non può in ogni caso superare i 150.000 euro. Invece, anche in caso di dati non sufficienti a comprare tutto il fatturato annuale del 2019 e del 2020, sarà assegnato l’importo minimo del contributo, pari a 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per i soggetti diversi.

Come funzione il bonus ISCRO e chi ne ha diritto

Le novità per i titolari di Partita Iva nel 2021 non finiscono qui. È infatti in vigore il contributo sperimentale chiamato bonus Iscro che è una cassa integrazione erogata ai lavoratori autonomi titolari di Partita Iva.

Il contributo, che va da un minimo di 250 euro fino ad un massimo di 800 euro, sarà erogato per sei mensilità nell’arco del triennio 2021-2023. L’importo del bonus equivale al 25% dei ricavi accumulati negli ultimi sei mesi, entro i limiti consentiti. Possono richiedere l’agevolazione, una sola volta durante il triennio, le Partite Iva in possesso dei seguenti requisiti:

  • che hanno una Partita Iva aperta da almeno quattro anni;
  • un ISEE non superiore a 8.145 euro annui;
  • sono in regola con il versamento dei contributi obbligatori;
  • sono iscritti alla Gestione separata INPS;
  • non sono titolari di Reddito di Cittadinanza o di alcun tipo di trattamento pensionistico diretto;
  • hanno avuto nell’anno in cui fanno richiesta per il bonus una riduzione dei compensi pari almeno al 50% rispetto all’ultimo triennio.

Alcune lamentele riguardo a questa agevolazione sono sorte perché per finanziare la misura sono per state aumentate le tasse contributive obbligatorie. L’INPS con una circolare ha comunicato infatti che per il 2021 sarà introdotta un’aliquota contributiva addizionale dello 0,26% proprio per sovvenzionare il bonus Iscro. La stessa aliquota salirà nel 2022 e nel 2023 allo 0,51%.

Bonus per gli autonomi senza Partita Iva

Ancora una volta, il governo Draghi conferma la sua volontà di elargire aiuti ai lavoratori autonomi includendo anche quelli che erano rimasti fuori dal precedente pacchetto di ristori, fra cui gli autonomi a prestazione occasionale.

Un’altra novità a marchio Draghi è infatti un bonus destinato agli stagionali e gli autonomi a prestazione occasionale che non sono titolari di Partita Iva. Il bonus è un contributo a fondo perduto di 3.000 euro che copre le perdite avute nel primo trimestre del 2021 ed è destinato in particolare alle seguenti categorie:

  • gli autonomi senza Partita Iva;
  • i lavorato stagionali del settore turistico e degli stabilimenti balneari e termali;
  • i lavoratori dello spettacolo, iscritti al Fondo pensioni dei lavoratori dello spettacolo
  • gli addetti delle vendite a domicilio.