Partite Iva, autonomi, dipendenti: non importa cosa siate. Finalmente sono arrivati i soldi per tutti. A mettere mano ai portafogli, questa volta sono le Casse previdenziali, che negli ultimi cinque anni hanno preso una parte importante dei propri ricavi da investimento per fornire un sostegno economico ai propri iscritti. Finalmente un po' d'aiuto arriva per poter affrontare il blocco delle attività produttive causate dal virus Covid-19.

Bene ma cosa sta accadendo adesso? Cosa bisogna fare per poter accedere ai finanziamenti? Il legislatore ha provveduto a rivedere il Decreto Cura, riscrivendo completamenete l'articolo 44, che prevede l'assegnazione ai liberi professioniti, alle partite iva, ai lavoratori dipendenti e agli autonomi di un aiuto.

Partite iva, autonomi e dipendenti: che cosa cambia adesso?

Tommaso Nannicini, senatore del Pd e già sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, relatore per la commissione Lavoro di Palazzo Madama del provvedimento governativo cha ha portato a riscrivere l'articolo 44, dichiara che è assurdo che  dei vincoli burocratici-contabili, non diano la possibilità di dare il giusto supporto economico ai professionisti, strangolati dal coronavirus.



Il timore, al massimo, sarebbe quello di sottoporre ad uno stress test le Casse professionali. Ricordiamo, infatti, che le Casse professionali sono obbligate a mantenere un equilibrio di bilancio, per via delle legge Salva Italia varata quasi dieci anni fa dal Governo Monti. Il mondo, però, oggi come oggi è cambiato e secondo Nannicini se non aiutiamo i professionisti di fronte ad un tale choc sistemico a sopravvivere, tra un po' le Casse non avranno iscritti. 

Liberi professionisti: arrivano 300 milioni

Il Presidente Adepp, Gianni Mancuso, spiega che attualmente il Decreto prevede, all’art.44, lo stanziamento, presso il Ministero del Lavoro, di un Fondo per il sostegno al reddito di 300milioni, del quale solo una quota parte è destinata ai professionisti iscritti alle Casse. Modalità e importo dell’intervento saranno definiti dal Ministero, che già ha chiesto alle Casse i dati degli iscritti suddivisi per fasce di redditi, così da fare una valutazione della platea dei potenziali aventi diritto all’intervento economico. Ma questo è decisamente insufficiente.

A fronte di questo magro risultato, si è riaperta la trattativa con il Governo, incentrata su due punti essenziali - spiega Mancuso -: il primo è quello di ampliare la somma messa a disposizione nel Fondo a sostegno del reddito dei professionisti e di riconoscerla esentasse, così da ottenere almeno lo stesso trattamento riservato agli altri lavoratori autonomi. Su questo punto l’impegno del Ministro Catalfo c’è stato. Il secondo punto oggetto di trattativa con il Ministro è di consentire alle Casse di utilizzare parte dei rendimenti degli investimenti per adottare ulteriori misure a sostegno dei professionisti danneggiati nella loro capacità produttiva a causa del Covid-19. Si chiede quindi, in questo momento eccezionale, di riconoscere alle Casse quella autonomia necessaria per adottare misure di intervento assistenziale in deroga ai limiti normativi e statutari vigenti, rispettando comunque il vincolo della riserva legale prevista per le pensioni. Sicuramente con questo secondo punto si chiede l’impossibile per ottenere quanto più è possibile. I patrimoni delle Casse sono più che solidi e gli strumenti attivabili sono tanti, come ad esempio una detassazione parziale dei rendimenti che potrebbe essere destinata a tali interventi assistenziali.