Sono state aperte le domande per ottenere nuovi ristori riservati a Partite Iva e imprese con fatturato superiore a 10 milioni di euro. Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 14 ottobre 2021 specifica che i nuovi contributi a fondo perduto spettano alle Partite Iva e alle imprese che sono rimaste escluse dai precedenti aiuti.

Infatti, a partire da giovedì 14 ottobre 2021 e fino al 13 dicembre 2021 tutti i beneficiari degli aiuti – ovvero Partite Iva e imprese con un fatturato compreso tra 10 e 15 milioni di euro – potranno richiedere i ristori previsti dal Decreto Sostegni (art. 1 del Dl n. 41/2021) e dal Decreto Sostegni bis alternativo (art. 1 commi da 5 a 13 del Dl n. 73/2021).

Come funzionano i nuovi contributo a fondo perduto per le Partite Iva e le imprese fino a 15 milioni di euro di fatturato? A chi spettano e come si richiedono? Ecco il modulo di domanda che permette di accedere al bonus.

Nuovi contributi a fondo perduto per Partite Iva e non solo!

Il disavanzo derivante dagli aiuti destinati alle Partite Iva e alle imprese con un fatturato entro i 10 milioni di euro ha permesso di aprire un’altra finestra di bonus e ristori per tutti i soggetti che – fino ad oggi – sono rimasti esclusi dai precedenti aiuti.

Stiamo parlando delle Partite Iva più strutturate e di tutte quelle imprese che hanno subito perdite ingenti nel corso della pandemia, ma che – a causa dell’ammontare del fatturato – non hanno potuto accedere ai precedenti aiuti.

E così, un apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrare, firmato dal direttore Ernesto Maria Ruffini, ha aperto la possibilità di richiedere nuovi contributi a fondo perduto anche alle Partite Iva e alle imprese i cui ricavi e compensi superano i 10 milioni di euro, ma restano al di sotto dei 15 milioni di euro.

Nel provvedimento del 14 ottobre scorso sono stati identificati, nel dettaglio, tutti i potenziali beneficiari che potranno presentare l’apposito modulo di domanda direttamente online a partire dal 14 ottobre 2021.

Nuovi bonus per Partite Iva e imprese: a chi spettano?

I nuovi contributi a fondo perduto per Partite Iva e imprese riguardano tutti quei soggetti titolari di attività di impresa, di lavoro autonomo e di reddito agrario che hanno conseguito, nel corso del 2019, un ricavo complessivo compreso tra i 10 milioni e i 15 milioni di euro.

Si potrà scegliere tra due tipologie di aiuti differenti:

  • il contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Sostegni, al quale possono accedere i soggetti che hanno registrato cali di fatturato pari ad almeno il 30% tra l’ammontare medio mensile e il fatturato del 2020 rispetto a quello conseguito nel 2019;
  • il contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Sostegni bis alternativo, ovvero per quei soggetti che hanno subito perdite di almeno il 30% nel periodo compreso tra il 1° aprile 2020 e il 31 marzo 2021, rispetto al medesimo periodo relativo agli anni 2019 e 2020.

Non hanno diritto ai contributi a fondo perduto, però, gli enti pubblici, gli intermediari finanziari e le società di partecipazione.

Ma per poter richiedere uno dei due contributi previsti dai decreti Sostegni e Sostegni bis, è opportuno soddisfare altrettanti requisiti. Vediamo quali sono nel successivo paragrafo. 

Contributi a fondo perduto per Partite Iva e imprese: i requisiti per richiederli

Le Partite Iva e le imprese che intendono richiedere i nuovi contributi a fondo perduto che sono stati presentati dall’Agenzia delle Entrate nel provvedimento del 14 ottobre scorso, dovranno soddisfare alcuni requisiti essenziali. È lo stesso provvedimento a chiarire di quali condizioni si tratta.

Anzitutto, ribadiamo ancora una volta che i contributi a fondo perduto previsti dal decreto Sostegni e dal Sostegni bis alternativi riguardano soltanto i soggetti esclusi da tutti i precedenti aiuti. 

Per richiedere questi nuovi bonus, infatti, è necessario aver conseguito, nell’anno 2019, un fatturato compreso tra 10 milioni di euro e 15 milioni di euro.

Per quanto riguarda le Partite Iva, sono ammessi gli esercenti di attività d’impresa, arte e professione oppure coloro che producono reddito agrario, purché risultino residenti o stabiliti in Italia. La Partita Iva, inoltre, deve risultare attiva alla data di entrata in vigore del decreto Sostegni e del decreto Sostegni bis.

Passando ai requisiti economici, per richiedere i contributi del decreto Sostegni è necessario aver registrato un calo di fatturato di almeno il 30% nell’anno 2020 rispetto al 2019. 

Per richiedere, invece, i contributi alternativi previsti dal Decreto Sostegni bis è opportuno aver registrato il calo di fatturato pari ad almeno il 30% nel periodo compreso tra il 1° aprile 2020 e il 31 marzo 2021 rispetto al medesimo periodo degli anni precedenti (1° aprile 2019 e 31 marzo 2020).

Contributi a fondo perduto per Partite Iva e imprese: quanto spetta?

All’interno del provvedimento del 14 ottobre pubblicato dall’Agenzia delle Entrate, è riportato anche il metodo di calcolo che permette di conoscere l’importo del contributo a fondo perduto da erogare a ciascun beneficiario. Quanto spetta?

Il calcolo da eseguire varia al variare del contributo che si intende richiedere: la base di partenza, comunque, rimane sempre la perdita di fatturato calcolata sulla media mensile del 2020 rispetto a quella dell’anno precedente (2019). 

Come specifica, infatti, il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate:

La differenza tra le medie mensili viene moltiplicata per una percentuale specifica, a seconda dell’oggetto della domanda.

Per coloro che richiedono i contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Sostegni, questa differenza tra le medie mensili va moltiplicata per il 20%. Il contributo minimo è di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per i soggetti diversi da queste ultime. Il limite massimo di contributi non può superare i 150.000 euro.

In questo caso, ai beneficiari verrà corrisposto anche un contributo automatico previsto dal Decreto Sostegni bis.

Per coloro che richiedono il contributo alternativo previsto dal Decreto Sostegni bis, invece, alla differenza tra l’ammontare medio mensile dei corrispettivi del periodo 1° aprile 2020 - 31 marzo 2021 e quello del periodo 1° aprile 2019 - 31 marzo 2020 occorre moltiplicare una percentuale pari al 30%.

Infine, è possibile richiedere anche entrambi i contributi previsti dai due decreti: in tal modo, però, l’importo percentuale da applicare alle perdite subite nel periodo sopra considerato è pari al 20%. Non è prevista, infine, la corresponsione automatico del contributo aggiunto previsto dal Sostegni bis.

Contributi a fondo perduto: domanda al via dal 14 ottobre

Le domande si possono presentare – sia per il primo contributo del Decreto Sostegni, sia per quello previsto dal Sostegni bis – a partire dal 14 ottobre 2021 ed entro il 13 dicembre 2021.

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione il modulo in pdf da presentare direttamente online sul sito dell’Agenzia (al quale si accede, dal 1° ottobre, solo con SPID, CIE, CNS), oppure affidandosi a intermediari abilitati.

Per quanto riguarda i pagamenti, è stata confermata la doppia via anche per le imprese e le Partite Iva i cui ricavi sono superiori a 10 milioni di euro: è possibile ottenere i contributi direttamente sul proprio conto corrente (indicando il codice IBAN sull’istanza), oppure sfruttare il credito di imposta in compensazione.

Contributi a fondo perduto: il modulo per la presentazione della domanda

Per compilare il modulo di domanda dei contributi a fondo perduto per imprese e Partire Iva, l’Agenzia delle Entrate ha predisposto un modulo con le relative istruzioni per la sua compilazione.

È possibile richiedere i contributi entro il 13 dicembre avendo cura di indicare sull’istanza alcuni dati fondamentali quali: il codice fiscale del richiedente, informazioni che attestino la soddisfazione dei requisiti (in particolare quelli legati alle perdite di fatturato), l’eventuale IBAN del conto corrente sul quale si intende ricevere l’accredito.

In caso di errori è possibile presentare una nuova istanza (entro la scadenza dei termini) in sostituzione alla precedente.

Sarà poi l’Agenzia delle Entrate a rilasciare al contribuente una prima ricevuta che conferma la presa in carico della richiesta. Verranno poi eseguiti una serie di controlli e verifiche sui requisiti e sulla posizione del richiedente: in caso di esito positivo verranno avviate le erogazioni dei contributi.

È possibile verificare in qualsiasi momento lo stato della propria domanda e la data di avvenuta erogazione dei contributi seguendo il percorso: “Fatture e Corrispettivi”, e poi “Contributo a fondo perduto – Consultazione esito”.

Contributi a fondo perduto settore turismo: come funziona?

Se per i soggetti esclusi dai precedenti contributi a fondo perduto si apre un nuovo spiraglio di aiuti, lo stesso possiamo dire anche per le imprese del turismo e non solo. Sono 400 milioni di euro i fondi sbloccati dal decreto ministeriale che ha introdotto la misura.

A partire dal 15 ottobre e fino al 29 ottobre 2021, infatti, è possibile presentare la domanda per i contributi a fondo perduto destinati al settore del turismo. Ma a chi spettano i nuovi aiuti?

I beneficiari di questa nuova tranche di contributi sono parecchi: agenzie di viaggio e tour operator (che non hanno ottenuto i precedenti aiuti previsti dal decreto dirigenziale del 15 settembre scorso), i gestori di siti speleologici e grotte, le agenzie di animazione e i villaggi turistici, le imprese turistico ricettive i cui ricavi siano superiori a 10 milioni di euro (nel 2019). 

Per richiedere i ristori previsti per il turismo, i beneficiari dovranno collegarsi alla piattaforma del Ministero del Turismo (https://sportelloincentivi.ministeroturismo.gov.it) a partire dalle ore 12 del 15 ottobre. Qui sarà disponibile il modulo da e inviare direttamente al Ministero competente. 

Non si tratta di un click day, in quanto le erogazioni non avverranno in base alla data di presentazione delle istanze. C’è tempo fino al 29 ottobre 2021.